Filippo Timi | All' inizio pensavo che il successo mi avrebbe fatto sentire meno solo ma non è stato così L' amore non ha per forza bisogno del matrimonio ma è importante avere la possibilità di scegliere

Dal 5 gennaio, su Sky, torna la tredicesima stagione de I delitti del BarLume. In questa occasione, Filippo Timi condivide riflessioni sulla solitudine, l’importanza della libertà di scelta nell’amore e le esperienze di vita che lo hanno segnato, offrendo uno sguardo sincero sui venti che hanno rischiato di farlo cadere e sul significato dell’amore a 51 anni.

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© Vanityfair.it - Filippo Timi: «All'inizio pensavo che il successo mi avrebbe fatto sentire meno solo ma non è stato così. L'amore non ha per forza bisogno del matrimonio ma è importante avere la possibilità di scegliere»

Qual è il vento più violento al quale Filippo Timi è sopravvissuto?«Vedere i genitori anziani è un vento freddo che occorre affrontare con dolcezza. I genitori sono stati i supereroi della nostra vita anche senza il mantello: vederli fragili è una folata improvvisa. Finché sei figlio dai per scontato i genitori: io li ho dati per scontati per anni. Poi, però, ti rendi conto che hanno bisogno di te». Pensa che sia, quindi, vera quella frase che dice che arriva una fase della vita in cui i genitori diventano figli e i figli diventano un po' genitori?«Assolutamente. I miei genitori da anziani esaudiscono una sorta di genitorialità, non avendo io figli». 🔗 Leggi su Vanityfair.it

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