L’Europa non deve temere l’AI Deve imparare a costruirla
L’Europa non deve temere l’intelligenza artificiale, ma comprenderne le potenzialità e imparare a svilupparla in autonomia. L’obiettivo non è sostituire le alleanze internazionali, ma colmare il divario di competenze e capacità tecnologiche. Solo attraverso investimenti e collaborazione si può costruire un ecosistema innovativo, capace di rispettare valori e regolamentazioni proprie, garantendo uno sviluppo sostenibile e strategico dell’AI sul territorio europeo.
Dire che l’Europa deve liberarsi dalla dipendenza americana sull’intelligenza artificiale ha senso solo se si chiarisce subito un punto: non si tratta di sostituire un’alleanza con un’autarchia, ma di colmare un vuoto di capacità. La dipendenza non nasce dalla collaborazione con gli Stati Uniti, ma dal fatto che l’Europa, troppo spesso, si è accontentata di essere un grande spazio di consumo e un piccolo spazio di produzione tecnologica. Il primo esempio concreto riguarda le infrastrutture di calcolo. L’intelligenza artificiale non vive di dichiarazioni di principio, ma di energia, chip, data center, capacità computazionale. 🔗 Leggi su Ilfoglio.it

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