Da Titizé a La luce del nero | il 2025 del teatro a Bergamo

Il 2025 ha confermato l’importanza del teatro a Bergamo, testimoniando un continuo rinnovamento e attenzione alla scena contemporanea e ai grandi autori. Tra nuove produzioni e rinnovate interpretazioni, il panorama teatrale cittadino si distingue per la sua capacità di riflettere l’attualità e di mantenere viva la tradizione. Un anno che ha rafforzato il ruolo del teatro come spazio di cultura e di confronto per la comunità bergamasca.

Bergamo. Sguardi sull’attualità, sul continuo rinnovarsi del teatro, sul contemporaneo (ma anche sui grandi autori) che si fa meraviglia scenica: anche il 2025 è stato un anno rilevante per il teatro a Bergamo. A partire dalla quotidianità grigia, specchio del male di vivere, che ha caratterizzato l’ottima prova di Alessandro Haber in “La coscienza di Zeno”, da Italo Svevo, romanzo psicanalitico tradotto in scrittura teatrale innovativa, che ha aperto l’anno della Stagione di Prosa del Teatro Donizetti. Seguito, a febbraio, dall’energia della Compagnia della Rancia nell’intramontabile musical “Grease” (sempre al Donizetti) e da un intenso Ugo Dighero nei panni di un Arpagone malefico e grottesco (in “L’avaro”, al Donizetti), la cui ossessione per il denaro diventa direzione di uno sguardo ironico sulla tirannia del consumo. 🔗 Leggi su Bergamonews.itImmagine generica

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