Tutti dicono di odiare il Capodanno Ma tra cene riti scaramantici e superstizioni nessuno lo salta mai per davvero
C’è una notte, una sola, in cui il pianeta sembra respirare all’unisono pur non facendo mai la stessa cosa nello stesso momento. Il Capodanno è questo: una coreografia globale fatta di riti antichi, superstizioni urbane, fuochi d’artificio che si inseguono da est a ovest e parole che cambiano lingua ma non intenzione. Non è soltanto l’addio a un anno e l’ingresso nel successivo: è un esercizio collettivo di speranza, ripetuto con ostinazione, fuso dopo fuso. Chi festeggia per primo (e chi per ultimo): il Capodanno spiegato dal tempo. Tecnicamente, il nuovo anno non inizia ovunque nello stesso momento. I primi brindisi arrivano nel Pacifico, quando in Europa è ancora pomeriggio del 31 dicembre, mentre gli ultimi si tengono quando gran parte del mondo ha già archiviato il primo giorno dell’anno. 🔗 Leggi su Panorama.it

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