Tremila ricorrenti e richieste di accesso agli atti
Il concorso per presidi, bandito il 18 dicembre 2023, ha suscitato numerosi ricorsi in tutta Italia, Lombardia inclusa, regione con il maggior numero di posti disponibili (156). Le procedure, che comprendono prove preselettive, scritte e orali, sono al centro di continue richieste di accesso agli atti e contestazioni. Questa situazione evidenzia l’interesse e le complessità legate alle selezioni per ruoli di grande responsabilità nel sistema scolastico.

Le prove preselettive, gli scritti e ora pure le prove orali del concorso presidi - bandito il 18 dicembre del 2023 - sono al centro di numerosi ricorsi in tutta Italia, Lombardia inclusa, la regione con piĂą posti a disposizione: 156. "Abbiamo presentato giĂ un ricorso collettivo e un’altra richiesta di accesso agli atti – spiega uno degli avvocati che sta portando avanti la battaglia legale, Domenico Naso (nella foto) –. Tra tutte le regioni, oltre 500 candidati hanno partecipato al ricorso collettivo per la prova scritta. Sommando preselettiva e orale arriviamo a oltre tremila ricorrenti. Adesso che si sono concluse le procedure, abbiamo chiesto l’accesso a tutta la documentazione per esaminare le valutazioni delle diverse commissioni". Alcuni candidati nel frattempo sono stati ammessi con riserva e hanno potuto ripetere la prova. Uno dei punti maggiormente contestati è "l’estrazione delle tracce 48 ore prima della prova scritta, senza testimoni: secondo le normative vigenti, è fondamentale che l’estrazione avvenga contestualmente alla prova per evitare qualsiasi forma di pregiudizio o favoritismo", premettono i ricorsisti, che contestano anche "l’anonimato violato" e i criteri di valutazione difformi. 🔗 Leggi su Ilgiorno.it
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