Centri riaperti e donazioni in crescita Ma la battaglia dell’Avis non si ferma

L’anno passato ha visto la riapertura dei centri di raccolta e un aumento delle donazioni, segnando una fase di ripresa per la medicina trasfusionale. Medici e volontari hanno lavorato per mantenere attivi i servizi sul territorio, garantendo continuità e sicurezza. Nonostante i progressi, l’Avis prosegue nella sua missione, rafforzando l’impegno per sensibilizzare e mantenere alta la disponibilità di sangue.

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Un anno generoso, l’anno in cui il sistema della medicina trasfusionale è tornato a regime e ci sono stati i medici che hanno tenuto aperti i centri di raccolta sparsi sul territorio. È finalmente un bilancio positivo quello dell’ Avis provinciale, guidata dalla presidente Elena Simoni al secondo mandato: "L’anno scorso sottolineavamo il calo delle donazioni per chiusure e mancanza di medici, ne mancavano tre lo scorso anno. Nel corso dell’anno la situazione si è ripristinata, nel 2024 è andata in pensione la primaria, la dottoressa Siracusa, che ha continuato per alcuni mesi a fare la raccolta nei nostri centri periferici. Da febbraio è arrivato un nuovo medico, una dottoressa è tornata dalla maternità ed è arrivato il primario Riganello che si è attivato a fare la raccolta e non era scontato che il primario facesse raccolta anche nei centri periferici. Rientrerà un’altra dottoressa dalla maternità ma un altro medico andrà in pensione, un medico giovane è arrivato nel 2025 ma non è del territorio, con i medici siamo sempre sul filo". 🔗 Leggi su Ilrestodelcarlino.it

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