Ai Stories | Il flauto amaro

Il musicista, stanco del tempo in cui viveva, si rifiutò un giorno di suonare il suo strumento musicale. “Non va più bene. Non s’intona. È falso!” Era un esperto di musica rinascimentale e barocca e, sebbene tra i suoi buoni amici ci fossero partiture di Vivaldi, Bach e Handel, il suo strumento era uno tra i più semplici per eccellenza: il flauto dolce. Ne aveva una stanza piena, per taglie, dimensioni, materiali utilizzati, timbri e colori. Avrebbe potuto suonare per anni senza mai annoiarsi. Ma il tempo in cui viveva lo aveva messo con le spalle al muro. “Non posso più suonarlo. Il flauto dolce è troppo zuccherato. Quasi stucchevole”. Prese questa risoluzione una mattina, sul presto, seduto al tavolino del bar sotto casa, leggendo il quotidiano, come sempre faceva di fronte ad una buona tazza di caffè lungo. 🔗 Leggi su Lortica.it

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