Israele inasprisce le restrizioni sulle organizzazioni umanitarie La denuncia di Msf | Sarà una catastrofe per Gaza
Israele ha rafforzato le restrizioni alle organizzazioni umanitarie operanti a Gaza e in Cisgiordania, mettendo a rischio le attività di molte ONG, tra cui Medici senza Frontiere. Dopo quasi 40 anni di presenza, l’ong potrebbe dover abbandonare i territori, compromettendo l’assistenza sanitaria ai palestinesi. Questa situazione solleva preoccupazioni sulla possibilità di mantenere l’aiuto umanitario in una regione già fragile.
Dopo quasi 40 anni di attività, Medici senza Frontiere rischia di lasciare Gaza e la Cisgiordania. La ong, che fornisce principalmente assistenza sanitaria ai palestinesi, non sarebbe l'unica: almeno una decina di organizzazioni umanitarie rischiano di non poter più operare nei territori palestinesi. La decisione è legata a nuove misure imposte dal governo israeliano guidato da Benjamin Netanyahu, che dal 2026 richiederà requisiti più stringenti per le ong, con il rischio concreto di escludere le principali organizzazioni umanitarie presenti a Gaza. Il conto alla rovescia era iniziato a marzo e terminerà il 1° gennaio del nuovo anno: entro questa data, le organizzazioni internazionali e le ong non registrate in Israele secondo i criteri della legge approvata in primavera avranno 60 giorni per cessare le operazioni.🔗 Leggi su Today.it
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