La vera grande sorpresa dell’anno viene da Taiwan e si chiama La mia famiglia a Taipei

Qualcuno dirà Sean Baker e non avrà tutti i torti. Ma è vero solo in parte. Perché nella prima opera de regista in solitaria di Shih-Ching Tsou (il vero esordio, Take Out, l’aveva firmato a quattro mani proprio con Baker) c’è molto altro. Certo, la riflessione non può e non potrà prescindere le mosse da quel contesto, con al centro del discorso non tanto il cinema dell’autore premio Oscar ma la dimensione produttiva indipendente americana degli ultimi vent’anni. La mia famiglia a Taipei (più noto con il titolo internazionale, Left-Handed Girl) prende le mosse da lì ma abbraccia presto una sua unicità, riuscendo non solo in un’eccellente ibridazione ma in qualcosa di più complesso. 🔗 Leggi su Screenworld.it

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