La volgarità dei buoni propositi di Natale e le città di pianura

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© Ilfoglio.it - La volgarità dei buoni propositi di Natale e le città di pianura

E’ da quando ho letto questo titolo, Le città di pianura, che fremo per andare al cinema a vedere il film. Credevo di averlo mancarto, ogni lasciata è persa, non è un buon segno, neanche un proposito così semplice riesci a rispettare, che anno sarà l’anno che verrà? Caratteristica di dicembre, e in particolare dei giorni prima di Natale, è che tutto assume un significato più grande, minaccioso. Quanti passi ho fatto oggi? Troppo pochi, ti si rovina la media, è un anno buttato. Quanti film hai visto quest’anno? Novantotto, se non arrivo a cento mi ammazzo. Quanti problemi hai risolto? Nessuno. Liste su liste, obiettivi non raggiunti, regali non comprati, questioni rimandate: se entro il venti dicembre non hai sistemato la finestra del bagno, significa che non mi hai mai amato. Se domani le luci dell’albero, già così tremolanti, si fulminano, porterà sfortuna per sempre. E’ un misto di scaramanzia, mania di controllo, fatalismo, speranza, oroscopo, ottimismo e nevrosi. 🔗 Leggi su Ilfoglio.it

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