Partita Iva a chi serve per gli affitti brevi | ultime novità sul ddl Bilancio 2026

Le ultime novità sul ddl Bilancio 2026 riguardano l'uso della partita Iva per chi gestisce affitti brevi. Un emendamento proposto potrebbe semplificare gli adempimenti fiscali, rendendo più immediata la presunzione di attività d'impresa per chi affitta immobili fino a 30 giorni. Questa modifica potrebbe avere un impatto significativo sui proprietari e sui soggetti coinvolti nel settore degli affitti brevi nel prossimo anno.

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L’obbligo scatterebbe a partire dal terzo immobile dato in affitto e non più dal quinto come succede tuttora. Cosa sapere. A chi serve la partita Iva per gli affitti brevi nel 2026? Sugli adempimenti fiscali di chi dà in locazione i propri immobili per un periodo fino a 30 giorni è stato presentato un emendamento al disegno di legge di Bilancio 2026 che, qualora venisse approvato, renderebbe più immediata la presunzione dello svolgimento di un’attività d’impresa. Di conseguenza, l’obbligo di possesso della partita Iva scatterebbe a partire dal terzo immobile dato in affitto e non più dal quinto come succede tuttora. La differenza non è di poco conto perché comporta adempimenti fiscali e amministrativi ai quali i proprietari degli immobili dovranno abituarsi. La prima scelta da fare è quella del regime fiscale, ovvero se adottare il sistema ordinario o quello forfettario. In quest’ultimo caso, si sfrutterebbero i vantaggi della flat tax del 15 per cento, con l’ulteriore agevolazione del 5 per cento di imposta sostitutiva per i primi anni di attività. 🔗 Leggi su Lettera43.it

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