Imam Shahin nel 2012 a San Pietro con la bandiera nera dei jihadisti
Non c’è dubbio che, dopo quel corteo Pro Pal dello scorso 9 ottobre, Mohamed Shahin, da 20 anni alla guida della moschea del quartiere torinese di San Salvario, faccia discutere e divida. Non poteva lasciare indifferenti la sua tesi, esposta ai manifestanti: “Quanto successo il 7 ottobre non è una violenza, è la resistenza”. Una giustificazione delle 1.200 esecuzioni di Hamas confermata pure in Questura, con gli agenti della Digos a inviare il carteggio in Procura. Il pensiero dell’Imam è discutibile, ma per i giudici non ci sono gli estremi di reato penale. Pochi giorni dopo Shahin si ripete, in forma meno netta: “Il 7 ottobre è il risultato di occupazione di 80 anni e di 11 guerre avvenute prima”. 🔗 Leggi su Imolaoggi.it

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