Le toghe liberano l’imam pro Hamas Meloni | La sicurezza è a rischio
La decisione della Corte d’Appello di liberare l’imam pro Hamas Mohamed Shahin ha suscitato forti polemiche, con il governo che ha espresso preoccupazione per la sicurezza. La vicenda evidenzia tensioni tra giustizia e sicurezza nazionale, aprendo un dibattito acceso sulla definizione di eventi come i pogrom e le implicazioni di tali decisioni giudiziarie.
La Corte d’Appello smentisce sé stessa e fa uscire dal Cpr Mohamed Shahin: definire i pogrom «resistenza» sarebbe quindi «lecito». Il Viminale, che ordinò il trattenimento in attesa dell’espulsione, pensa al ricorso. Solo 15 giorni prima era un pericoloso estremista da rispedire in Egitto con provvedimento di espulsione del questore di Torino, decreto di trattenimento nel Cpr di Caltanissetta a firma Matteo Piantedosi convalidato dalla Corte d’appello e istanza di asilo politico rigettata dalla Commissione territoriale di Siracusa. Ieri, di colpo, dopo le proteste della sinistra e della Chiesa (che lo ritengono un simbolo da difendere), la giustizia italiana ha completamente riscritto il copione, trasformando Mohamed Shahin, l’imam alla guida della moschea di via Saluzzo, nel quartiere San Salvario di Torino, con gli stessi atti sul tavolo, in una persona priva di qualsiasi concreta e attuale pericolosità. 🔗 Leggi su Laverita.info

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Mohamed Shahin era nel Cpr di Caltanissetta dal 24 novembre, nel mirino le sue frasi ai cortei pro Pal. Accolto il ricorso contro l’espulsione. Insorge la destra: "Toghe politicizzate che fanno ostruzionismo". Leggi l'articolo #politica - facebook.com facebook
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