Governo assente a parte Giuli alla Prima alla Scala il governatore Fontana | Ce ne faremo una ragione - La diretta

Il delitto e il castigo si fanno racconto di un racconto, intrecciando brutalità, sesso e omicidi in tempo reale all’indagine che li ricostruisce, in Una Lady Macbeth del distretto di Mcensk di Dmitrij Šostakovic, l’opera che ieri sera, diretta da Riccardo Chailly, ha inaugurato la stagione lirica del Teatro alla Scala di Milano, in una serata trionfale nella sua sobrietà, concentrata sui valori della musica, con oltre 11 minuti di applausi e quasi tre milioni di incasso. Ovazioni al maestro Chailly (al suo dodicesimo Sant’Ambrogio), al regista Vasily Barkhatov e a tutto il cast, Sara Jakubiak (Katerina), Najmiddin Mavlyanov (Sergej), Yevgeny Akimov (Zinovij), Alexander Roslavets (Boris). Successo ancor più cospicuo vista la rarità del titolo, la sua difficoltà e la sua natura: un capolavoro, stroncato nel 1936 dalla censura staliniana, per noi oggi ritratto spietato della Russia deteriore e manifesto di libera espressione contro ogni tirannia intellettuale. 🔗 Leggi su Xml2.corriere.it
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