Brava Italia ad anticipare la fine della dipendenza europea dalla Cina Parla Pelanda
Se c’è un bastone tra le ruote della Cina, è italiano. Sì, perché Roma ha fatto quello finora nessuno aveva voluto o potuto fare: alzare un primo, vero, argine contro la marea cinese, che tutto travolge e tutto ingoia, dalle auto elettriche fino alla manifattura per la vita quotidiana. Passando per le energie rinnovabili. Poche settimane fa il governo di Giorgia Meloni ha dato un primo giro di manovella, mettendosi a tavolino per valutare come tenere a bada gli investitori cinesi già presenti nel capitale di molte realtà industriali strategiche. Nulla di più specifico è ancora emerso, ma è notizia di queste ore l’entrata in vigore del decreto del ministero dell’Ambiente, costola del più ampio provvedimento FerX (concepito per sostenere la produzione di energia elettrica di impianti a fonti rinnovabili con costi di generazione vicini alla competitività di mercato), che mette alla porta, per la prima volta in Italia e in Europa, i produttori di pannelli fotovoltaici cinesi. 🔗 Leggi su Formiche.net
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