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Dai 40°C ai blackout: il legame invisibile tra asfalto caldo e rete elettrica

 


Le elevate temperature che stanno caratterizzando questi giorni riportano l’attenzione su un aspetto spesso sottovalutato delle infrastrutture elettriche: l’influenza del calore ambientale sulle linee di distribuzione interrate. Se normalmente si pensa agli effetti del caldo sulle persone o sui consumi energetici, meno evidente è il fatto che anche i materiali isolanti dei cavi elettrici siano sottoposti a condizioni di forte stress termico.

L’asfalto urbano, durante le giornate estive più intense, può raggiungere temperature superiori a 60 °C e, in determinate condizioni di esposizione solare, arrivare localmente anche oltre gli 80 °C. Tale valore non rappresenta semplicemente una temperatura superficiale: parte dell’energia termica viene trasferita agli strati sottostanti, influenzando il terreno e le infrastrutture tecnologiche presenti nel sottosuolo, compresi i cavidotti elettrici.

Dal punto di vista elettrotecnico il problema assume particolare rilevanza perché il cavo non è un elemento passivo dal punto di vista termico. Durante il funzionamento esso produce calore per effetto Joule, secondo la relazione:

P = R · I²

dove:

P rappresenta la potenza dissipata;
R è la resistenza del conduttore;
I è la corrente che attraversa il cavo.

Questo significa che un cavo fortemente caricato produce già internamente una quantità significativa di calore. Se a tale riscaldamento interno si aggiunge un ambiente esterno già molto caldo, si può verificare un incremento della temperatura complessiva oltre i limiti di progetto.

Gli isolanti impiegati nelle reti elettriche — PVC, XLPE (polietilene reticolato) e altri materiali polimerici — possiedono precise temperature massime di esercizio. Superare tali limiti può produrre diversi effetti:

  • perdita delle caratteristiche dielettriche;
  • accelerazione dell’invecchiamento del materiale;
  • deformazioni meccaniche;
  • microfessurazioni;
  • riduzione della rigidità elettrica;
  • degrado progressivo dell’isolamento.

Nel caso di isolanti già invecchiati o sottoposti per anni a stress termici ripetuti, il rischio aumenta ulteriormente. Un materiale isolante degradato può infatti perdere la propria capacità di separare elettricamente i conduttori.

Le conseguenze operative possono essere significative. In presenza di un isolamento indebolito, aumentano le probabilità che si verifichino guasti elettrici, tra cui cortocircuiti tra fasi o dispersioni verso terra. Tali eventi determinano l’intervento dei sistemi di protezione della rete — interruttori automatici, relè e dispositivi di sezionamento — che scollegano il tratto interessato per evitare danni maggiori.

Durante i periodi di caldo intenso, i gestori delle reti elettriche possono osservare un aumento delle condizioni di stress sulle infrastrutture, soprattutto nelle aree caratterizzate da elevati carichi elettrici dovuti all’utilizzo massiccio di climatizzatori e sistemi di raffrescamento. È però importante sottolineare che le interruzioni di servizio non dipendono esclusivamente dalla temperatura dell’asfalto: esse possono derivare dalla combinazione di più fattori, tra cui sovraccarichi, età delle infrastrutture, qualità delle installazioni e condizioni del terreno.

Da un punto di vista progettuale esistono diverse strategie di mitigazione:

  • utilizzo di cavi con maggiore resistenza termica;
  • adeguato dimensionamento delle sezioni dei conduttori;
  • installazione in cavidotti con migliori capacità dissipative;
  • monitoraggio termico in tempo reale;
  • manutenzione preventiva delle linee più datate.

Le future reti elettriche dovranno probabilmente affrontare una sfida aggiuntiva: progettare infrastrutture capaci di operare in un contesto climatico caratterizzato da temperature medie sempre più elevate e da eventi estremi più frequenti.

Il caldo, dunque, non è soltanto un problema di comfort o di consumo energetico. Può trasformarsi in un fattore tecnico capace di incidere direttamente sull’affidabilità delle infrastrutture elettriche, ricordandoci che anche pochi gradi in più possono fare la differenza tra il normale funzionamento di una rete e l’insorgere di un guasto.


Ing Aldo Domenico Ficara

CatenariaLab: quando i piloni dello Stretto diventano un laboratorio di ingegneria e sostenibilità

 



Dalla catenaria della matematica ai piloni dello Stretto di Messina

Esistono infrastrutture che, pur avendo concluso la loro funzione originaria, continuano a raccontare una storia fatta di ingegno, innovazione e progresso. I piloni dell'antico elettrodotto dello Stretto di Messina rappresentano uno degli esempi più significativi del patrimonio industriale italiano e oggi diventano anche uno straordinario strumento educativo grazie al progetto CatenariaLab, ideato dal prof. Aldo Domenico Ficara.

Il nome del progetto richiama la catenaria, una particolare curva studiata in matematica e in fisica: è la forma assunta da una fune omogenea, flessibile e non estensibile quando è sospesa ai suoi estremi e soggetta esclusivamente al proprio peso. Dal punto di vista matematico, la curva è descritta dalla funzione del coseno iperbolico ed è alla base della progettazione di numerose strutture ingegneristiche.

I giganti d'acciaio che unirono Sicilia e Calabria

Quando si parla dello Stretto di Messina, il pensiero corre spesso ai suoi panorami, alle correnti marine e ai miti di Scilla e Cariddi. Tuttavia, tra i simboli più rappresentativi figurano anche i due grandi piloni dell'elettrodotto di Torre Faro e Santa Trada, autentici capolavori dell'ingegneria italiana del secondo dopoguerra.

La loro storia inizia nel 1948, quando nasce il progetto di collegare la Sicilia alla rete elettrica nazionale. I lavori prendono avvio nel 1952 e si concludono nel 1955 con la realizzazione di una campata sospesa di oltre 3,6 chilometri, all'epoca la più lunga al mondo.

L'elettrodotto, inizialmente funzionante a 150 kV, contribuì in maniera determinante allo sviluppo economico e industriale della Sicilia, garantendo un approvvigionamento energetico stabile in una fase di forte crescita dei consumi.

Un'opera da record

Le due torri in acciaio raggiungono i 224 metri di altezza, che diventano circa 235 considerando le fondazioni, con un peso di circa 450 tonnellate ciascuna.

Il pilone siciliano domina il paesaggio di Capo Peloro, nel borgo di Torre Faro a Messina, mentre quello calabrese sorge a Santa Trada, nel territorio di Villa San Giovanni, su un'altura posta a circa 165 metri sul livello del mare.

L'intera struttura venne progettata per resistere a terremoti fino al decimo grado della scala Mercalli e a venti superiori ai 150 km/h, rappresentando uno dei maggiori esempi di ingegneria strutturale del Novecento.

Da infrastruttura energetica a patrimonio industriale

Nel 1985 il collegamento aereo venne sostituito da un moderno elettrodotto sottomarino a 380 kV. I cavi sospesi furono definitivamente rimossi nel 1993 e i piloni sembravano destinati alla demolizione.

La loro straordinaria importanza storica e paesaggistica spinse però istituzioni e cittadini a promuoverne la conservazione. Oggi il pilone di Torre Faro è uno dei principali monumenti italiani di archeologia industriale, valorizzato anche da un sistema di illuminazione scenografica che ne esalta la maestosità.

Entrambi i piloni sono oggi utilizzati per attività di monitoraggio meteorologico, telecomunicazioni, esercitazioni di soccorso in quota e iniziative culturali. In alcune occasioni il pilone di Torre Faro è stato aperto al pubblico, consentendo ai visitatori di percorrere i suoi 2.240 gradini e ammirare uno dei panorami più spettacolari dello Stretto.

CatenariaLab: l'ingegneria entra in classe

Da questo straordinario patrimonio nasce CatenariaLab, progetto didattico ideato dal prof. Aldo Domenico Ficara.

L'iniziativa prevede la realizzazione di un modellino stilizzato dei due piloni dello Stretto, non in scala ma progettato per spiegare agli studenti i principi fondamentali della trasmissione dell'energia elettrica e il funzionamento dello storico collegamento tra Sicilia e Calabria.

Attraverso la costruzione del modello, gli studenti possono comprendere in maniera concreta concetti di elettrotecnica, fisica, matematica e ingegneria strutturale, trasformando una grande opera infrastrutturale in un efficace laboratorio interdisciplinare.

Il progetto è stato citato anche dal quotidiano online MessinaToday, a testimonianza dell'interesse suscitato da un approccio che unisce divulgazione scientifica, storia del territorio e innovazione didattica.

WikiSAS: la sostenibilità diventa laboratorio

CatenariaLab rappresenta inoltre uno dei protagonisti del manifesto del progetto WikiSAS – Wiki Sicurezza Arredi Scolastici, iniziativa che propone una nuova visione della scuola fondata su sostenibilità, riciclo e innovazione.

Il manifesto comunica con uno stile grafico moderno e tecnologico il valore della didattica laboratoriale, mostrando come il recupero di arredi scolastici possa generare nuove opportunità educative.

In questo contesto, CatenariaLab dimostra come materiali destinati allo smaltimento possano essere trasformati in strumenti didattici per affrontare temi di fisica, elettrotecnica, ingegneria civile e storia della tecnologia, favorendo un apprendimento attivo e multidisciplinare.

Un ponte tra memoria, innovazione e formazione

I piloni dello Stretto di Messina continuano oggi a svolgere una missione diversa da quella per cui furono costruiti. Non trasportano più energia elettrica, ma trasmettono conoscenza, cultura tecnica e memoria storica.

Grazie a progetti come CatenariaLab e WikiSAS, il patrimonio industriale italiano diventa uno strumento per educare le nuove generazioni ai valori dell'ingegneria, della sostenibilità ambientale e dell'innovazione tecnologica.

I due giganti d'acciaio che per decenni hanno unito elettricamente Sicilia e Calabria continuano così a costruire nuovi ponti: non più soltanto tra due sponde, ma tra passato e futuro, tra storia e scuola, tra patrimonio industriale e formazione scientifica.

WattVar conquista lo “Electrical Engineering Magazine Award”: un riconoscimento internazionale alla cultura dell’Elettrotecnica



La rivista WattVar: Lezioni di Elettrotecnica conquista lo scenario internazionale aggiudicandosi l’“Electrical Engineering Magazine Award 2026”, un premio simbolico che rappresenta un importante riconoscimento alla divulgazione tecnico-scientifica, alla didattica innovativa e alla promozione della cultura elettrotecnica.

La vittoria assume un significato che va oltre il semplice risultato editoriale. In un periodo storico caratterizzato da profonde trasformazioni tecnologiche, dalla transizione energetica e dalla crescente necessità di competenze tecniche specialistiche, WattVar si è proposta come uno spazio di confronto, approfondimento e crescita culturale, capace di unire scuola, innovazione, territorio e futuro.

Sin dalla sua nascita, la rivista ha puntato a raccontare l’Elettrotecnica non soltanto come disciplina tecnica, ma come linguaggio fondamentale per comprendere il mondo contemporaneo. Energia, sistemi elettrici, misure, progettazione, applicazioni industriali e nuove frontiere tecnologiche sono diventati elementi di una visione più ampia: costruire una cultura tecnica capace di formare cittadini e professionisti consapevoli.

Il riconoscimento internazionale premia anche l’impegno nella valorizzazione dei giovani talenti e delle esperienze didattiche innovative, come i progetti sviluppati negli istituti scolastici, le iniziative legate all’ElectronCup e le attività che hanno messo al centro la creatività e la competenza degli studenti.

Grande soddisfazione è stata espressa dal direttore della rivista, Aldo Domenico Ficara:

"Questo riconoscimento rappresenta un premio alla passione per l’insegnamento e alla convinzione che la cultura tecnica debba essere accessibile, moderna e capace di ispirare nuove generazioni. L’Elettrotecnica non è soltanto formule e circuiti: è visione, progettazione e costruzione del futuro."

La vittoria di WattVar assume anche un valore simbolico per la realtà italiana, dimostrando come idee nate dal mondo della scuola e della divulgazione possano acquisire una dimensione internazionale. È il segnale che competenza, impegno e innovazione possono trasformarsi in strumenti di crescita culturale e sociale.

Più che un punto di arrivo, questo riconoscimento appare come un nuovo punto di partenza. Perché il futuro dell’innovazione continua a nascere da una semplice ma potente combinazione: conoscere, comprendere e progettare.

La cultura tecnica italiana che ispira il mondo.

"Lezioni di Elettrotecnica" diventa "WattVar: Lezioni di Elettrotecnica": una nuova identità per una rivista dedicata alla cultura dell’elettrotecnica



La rivista Lezioni di Elettrotecnica inaugura una nuova fase del proprio percorso editoriale e annuncia ufficialmente il cambio di denominazione in "WattVar: Lezioni di Elettrotecnica", con Lezioni di Elettrotecnica che assume il ruolo di sottotitolo della pubblicazione.

La scelta del nuovo titolo rappresenta un'evoluzione dell'identità della rivista, mantenendo piena continuità con la missione culturale e divulgativa che ne ha caratterizzato il progetto fin dalla nascita. Il nuovo nome WattVar richiama due grandezze fondamentali dell’elettrotecnica: il Watt, unità di misura della potenza attiva, e il Var, simbolo della potenza reattiva, elementi centrali nello studio e nella comprensione dei sistemi elettrici.

Il cambiamento non rappresenta una rottura con il passato, ma una valorizzazione del percorso già intrapreso. Lezioni di Elettrotecnica continua infatti a vivere come sottotitolo, conservando il legame con la tradizione, con l’attività didattica e con l’attenzione rivolta alla formazione, alla divulgazione e all’innovazione.

La nuova identità editoriale mira a rafforzare il carattere tecnico-scientifico della rivista, rendendola sempre più riconoscibile e proiettata verso temi contemporanei quali la transizione energetica, l’innovazione tecnologica, l’intelligenza artificiale applicata alla didattica, i sistemi elettrici e le nuove prospettive dell’educazione tecnica.

"Stessa passione, nuova identità, stesso impegno" potrebbe sintetizzare lo spirito di questa evoluzione: un rinnovamento che conserva intatti i valori fondanti del progetto editoriale.

WattVar: Lezioni di Elettrotecnica proseguirà il proprio cammino come spazio di approfondimento, confronto e diffusione della cultura elettrotecnica, con l'obiettivo di avvicinare studenti, docenti, professionisti e appassionati a una disciplina che continua a rappresentare uno dei pilastri dello sviluppo tecnologico contemporaneo.

Quando la scuola diventa inclusione: il Prof. Aldo Domenico Ficara ospite di NoiRadio racconta una storia di innovazione e umanità

 


La scuola non è soltanto un luogo di apprendimento delle discipline tradizionali, ma può diventare uno spazio in cui competenze, creatività e sensibilità sociale si incontrano per dare vita a progetti capaci di migliorare concretamente la vita delle persone. Una testimonianza significativa di questo approccio educativo è stata raccontata durante la partecipazione del Prof. Aldo Domenico Ficara alla trasmissione radiofonica NoiRadio, condotta dal giornalista Fabio Gallo.



Nel corso dell’intervento radiofonico, il Prof. Ficara ha condiviso con gli ascoltatori uno dei momenti più significativi della propria esperienza didattica, leggendo un post pubblicato dall’allora Sottosegretario di Stato all’Istruzione Rossano Sasso, che aveva voluto evidenziare una storia di scuola particolarmente virtuosa.

Nel messaggio istituzionale, Sasso poneva l’attenzione su un progetto sviluppato da quattro studenti del quinto anno dell’Istituto Professionale Maiorana di Messina: Davide Lettiero Mondello, Andrea Bucceri, Santino Giacobbe e Christian Tomasello. I ragazzi avevano ideato e progettato un ascensore parlante destinato ad agevolare gli spostamenti delle persone con disabilità visive all’interno degli edifici scolastici e degli spazi pubblici.

Un elemento che rendeva ancora più significativo il progetto era il contesto nel quale esso aveva preso forma: gli anni segnati dalla pandemia, con le inevitabili difficoltà operative e i lunghi periodi di didattica a distanza. Nonostante ciò, gli studenti, coordinati dai professori Aldo Domenico Ficara e Marcello Trevisan, sono riusciti a trasformare un’idea in un esempio concreto di tecnologia applicata all’inclusione.

Durante la trasmissione, il Prof. Ficara ha ripercorso il contenuto del post di Rossano Sasso, nel quale l’allora Sottosegretario aveva espresso parole di grande apprezzamento:

"Ecco la scuola che ci piace, quella impreziosita dalla creatività e dallo spirito di iniziativa di quattro ragazzi, dall'entusiasmo e dalla capacità di coinvolgimento di due straordinari insegnanti, dall'attenzione nei confronti degli altri e dalla voglia di tradurre in strumenti concreti nobili concetti come solidarietà e inclusione."

Parole che rappresentano un riconoscimento importante non soltanto per gli studenti coinvolti e per i docenti coordinatori, ma per una visione della scuola che mette al centro la persona, il lavoro di squadra e l’utilizzo delle competenze tecniche al servizio del bene comune.

La partecipazione del Prof. Aldo Domenico Ficara a NoiRadio ha rappresentato quindi un’occasione per riportare all’attenzione del pubblico una storia che va oltre il semplice successo scolastico. Si tratta infatti di un esempio concreto di come l’innovazione didattica possa trasformarsi in esperienza educativa autentica, capace di unire conoscenze tecniche, responsabilità sociale e valori umani.

In un periodo storico in cui spesso si evidenziano le criticità del sistema scolastico, esperienze come questa ricordano che nelle aule possono nascere idee in grado di abbattere barriere, costruire inclusione e lasciare un segno concreto nella società. Di seguito uno stralcio dell'intervista:


Prima parte:



Seconda parte:



Dall'Inno della Elettrotecnica parte il progetto didattico " ElectroVisuals "

 


Dall'Inno della Elettrotecnica n
asce ElectroVisuals, un progetto didattico di sovrapposizione dell'Inno della Elettrotecnica ai video dei laboratori di ogni singolo Istituto scolastico che desideri partecipare, unendo in modo efficace didattica e identità professionale. Questa iniziativa, promossa nel mondo scolastico, può essere strutturata per valorizzare le competenze tecniche e il patrimonio impiantistico degli istituti.

Il percorso di produzione audiovisiva si articola in fasi sequenziali:

  • Storyboard e Riprese: Catturare i dettagli operativi nei laboratori. Si devono riprendere le fasi di montaggio di circuiti, le misure con oscilloscopi e multimetri, le simulazioni su PLC e il funzionamento delle macchine elettriche (come i trasformatori e i motori asincroni).
  • Selezione Musicale: Utilizzare la base ufficiale dell'Inno della Elettrotecnica, regolando i livelli audio per esaltare i passaggi orchestrali nei momenti di maggiore impatto visivo (es. avviamento di un motore, accensione di un quadro elettrico).
  • Montaggio e Sincronizzazione: Tagliare le clip a tempo di musica, applicando un color grading che valorizzi l'ambiente industriale e la strumentazione tecnologica.
  • Finalizzazione e Diffusione: Esportare il video ad alta risoluzione (es. 1920 × 1080 pixel a 60 fotogrammi al secondo) e generare un QR Code dedicato per la condivisione rapida. 

CERTEZZE SULLA PRIMA PROVA DELLA MATURITÀ 2026 – ITALIANO

 


TIPOLOGIA A – ANALISI E INTERPRETAZIONE DI UN TESTO LETTERARIO

A1 – Giovanni Verga

Leggi il seguente brano tratto da I Malavoglia:

“Un tempo la famiglia era come la Provvidenza: si reggeva sul lavoro e sull’onore, e chi perdeva l’uno perdeva anche l’altro…”

Consegne:

  • Comprensione del testo
  • Analisi stilistica e linguistica
  • Analisi dei temi del Verismo
  • Riflessione sul concetto di “famiglia” ieri e oggi

A2 – Giuseppe Ungaretti

Testo poetico: Soldati

“Si sta come / d’autunno / sugli alberi / le foglie”

Consegne:

  • Parafrasi e interpretazione
  • Analisi della poetica dell’essenzialità
  • Contestualizzazione nella poesia ermetica
  • Riflessione sul tema della fragilità umana

 TIPOLOGIA B – TESTO ARGOMENTATIVO

B1 – Tecnologia e intelligenza artificiale

Documento guida: estratti da articoli sul ruolo dell’IA nella società.

Tema:
“L’intelligenza artificiale rappresenta una rivoluzione comparabile a quella industriale.”

Sviluppa un testo argomentativo:

  • vantaggi dell’IA
  • rischi per lavoro e società
  • rapporto uomo-macchina
  • ruolo della scuola nella formazione digitale

B2 – Costituzione e cittadinanza attiva

Documento guida: articoli 1, 3 e 9 della Costituzione italiana.

Tema:
“La cittadinanza non è solo un diritto, ma una responsabilità.”

Argomenta:

  • diritti e doveri dei cittadini
  • partecipazione democratica
  • educazione civica nelle scuole
  • attualità politica e sociale

B3 – Ambiente e sostenibilità

Documento guida: dati sul cambiamento climatico e transizione ecologica.

Tema:
“La tutela dell’ambiente è la sfida decisiva del XXI secolo.”

Sviluppa:

  • cause del cambiamento climatico
  • responsabilità individuale e collettiva
  • politiche ambientali
  • innovazione tecnologica green

 TIPOLOGIA C – TEMA DI ATTUALITÀ

C1 – Giovani e futuro

Spunto: “I giovani tra incertezza e nuove opportunità globali”

Svolgimento:

  • crisi economica e lavoro
  • nuove professioni digitali
  • migrazioni e mobilità
  • ruolo della formazione scolastica

C2 – Comunicazione e social media

Spunto: “Viviamo in un’epoca in cui comunicare è facile, ma comprendere è difficile.”

Svolgimento:

  • social network e identità digitale
  • fake news e informazione
  • linguaggio e relazione sociale
  • impatto psicologico della rete

Culpa in educando

 


Culpa in educando (espressione latina che significa "colpa nell'educare") è un principio giuridico del diritto civile. Stabilisce che i genitori o i tutori sono responsabili dei danni causati dai figli minori, presumendo una carenza nell'educazione e nell'insegnamento delle regole di condotta.

Il quadro normativo (Art. 2048 C.C.)
Nel diritto italiano questo tipo di responsabilità è regolato dall'Articolo 2048 del Codice Civile, che distingue due responsabilità per i fatti illeciti dei minori:
  • Genitori e Tutori: Rispondono per culpa in educando. Hanno il dovere di educare i figli e di impartire loro i valori sociali e il rispetto delle regole.
  • Insegnanti e Precettori: Rispondono per culpa in vigilando (colpa nel vigilare). Sono responsabili delle azioni del minore nel tempo in cui è sotto la loro custodia (es. ore di scuola).
Come funziona la responsabilità
  • Inversione dell'onere della prova: Se un minore compie un illecito, la legge presume una colpa dei genitori.
  • Prova liberatoria: Per evitare il risarcimento, i genitori devono dimostrare di aver impartito un'adeguata educazione e di non aver potuto impedire il fatto (es. dimostrando che l'evento era del tutto imprevedibile).
Aspetti chiave
  • La responsabilità dei genitori per culpa in educando rimane attiva anche quando il minore è a scuola (dove i docenti rispondono invece per culpa in vigilando).
  • La giurisprudenza conferma che la colpa educativa può colpire entrambi i genitori, anche in caso di separazione o divorzio, se si dimostra una carenza formativa da parte di uno di essi.

L'Inno della Elettrotecnica: il significato del logo che unisce energia, musica e innovazione


L'Inno della Elettrotecnica rappresenta un innovativo progetto di divulgazione tecnico-scientifica ideato e realizzato dal Prof. Aldo Domenico Ficara, docente da sempre impegnato nella promozione di metodologie didattiche innovative finalizzate a rendere l'apprendimento delle discipline tecnologiche più coinvolgente, accessibile e motivante.

L'idea nasce dalla consapevolezza che la musica costituisce uno straordinario strumento educativo, capace di favorire la memorizzazione dei concetti e di stimolare l'interesse degli studenti verso argomenti spesso percepiti come complessi. Attraverso l'inno, i principi fondamentali dell'elettrotecnica vengono trasformati in un linguaggio musicale moderno e immediato, creando un ponte tra conoscenza scientifica ed espressione artistica.

A completare il progetto è stato realizzato anche il logo ufficiale dell'Inno della Elettrotecnica, anch'esso ideato dal Prof. Aldo Domenico Ficara. Il logo sintetizza visivamente i valori dell'iniziativa, fondendo elementi simbolici appartenenti al mondo dell'energia elettrica, della tecnologia e della musica.

Al centro della composizione spicca una lampadina luminosa attraversata da un fulmine, simbolo universale dell'energia elettrica e della creatività. Le cuffie, il microfono e gli strumenti musicali rappresentano invece la dimensione artistica del progetto, mentre gli effetti luminosi e le componenti tecnologiche richiamano il laboratorio, la sperimentazione e l'innovazione.

L'inno e il relativo logo si inseriscono in un più ampio percorso di ricerca didattica sviluppato dal Prof. Ficara nel corso degli anni, caratterizzato dall'integrazione tra elettrotecnica, robotica, intelligenza artificiale, comunicazione digitale e metodologie educative innovative. In tale contesto, la musica diventa un potente veicolo per trasmettere conoscenze, valorizzare la creatività degli studenti e promuovere una visione interdisciplinare dell'apprendimento.

L'Inno della Elettrotecnica costituisce pertanto non soltanto un prodotto musicale, ma anche un progetto culturale che testimonia come la scuola possa rinnovarsi attraverso l'utilizzo di linguaggi contemporanei, capaci di avvicinare le nuove generazioni al mondo della scienza e della tecnologia.

Grazie a questa iniziativa, il Prof. Aldo Domenico Ficara conferma il proprio impegno nella diffusione di una didattica dinamica e innovativa, nella quale la conoscenza tecnica si trasforma in esperienza, emozione e partecipazione, dimostrando che anche l'elettrotecnica può essere raccontata e celebrata attraverso la forza comunicativa della musica.

Scansiona e Ascolta: l'Inno della Elettrotecnica viaggia attraverso un QR Code

 


Un ponte tra tradizione tecnica e comunicazione moderna

La diffusione della cultura tecnico-scientifica passa oggi anche attraverso gli strumenti della comunicazione digitale. In questa prospettiva si inserisce la realizzazione del QR Code dedicato al video "Inno della Elettrotecnica", pubblicato su YouTube e ideato dal Prof. Aldo Domenico Ficara, CEO della Silicon Valley dello Stretto.

L'iniziativa rappresenta un importante passo avanti nella valorizzazione della didattica tecnica, consentendo a studenti, docenti, professionisti e appassionati del settore elettrico di accedere immediatamente al contenuto multimediale semplicemente inquadrando il codice con uno smartphone o un tablet.

L'elettrotecnica incontra la trasformazione digitale



Il QR Code non è soltanto uno strumento tecnologico, ma diventa il simbolo di una nuova modalità di divulgazione delle discipline STEM. Attraverso un semplice gesto, il pubblico può ascoltare un brano che racconta il mondo dell'elettrotecnica con un linguaggio innovativo, capace di coniugare emozione, formazione e passione per la tecnologia.

L'Inno della Elettrotecnica trasforma laboratori, motori, circuiti, tensioni e correnti elettriche in immagini poetiche che celebrano il valore dello studio e dell'innovazione. Grazie al QR Code, questo messaggio può raggiungere un pubblico ancora più ampio, superando i confini delle aule scolastiche.

Uno strumento per la scuola e per gli eventi

Il codice QR può essere inserito in:

  • manifesti e locandine scolastiche;
  • brochure di orientamento;
  • riviste tecniche e pubblicazioni scientifiche;
  • stand espositivi durante fiere e manifestazioni;
  • presentazioni dedicate all'elettrotecnica e all'innovazione tecnologica;
  • musei scolastici e percorsi didattici interattivi.

In questo modo il video diventa immediatamente accessibile e contribuisce a rendere più coinvolgente la comunicazione delle attività formative.

La visione della Silicon Valley dello Stretto

La realizzazione del QR Code si inserisce nella filosofia della Silicon Valley dello Stretto, che da anni promuove progetti capaci di integrare cultura tecnica, innovazione e strumenti digitali.

L'obiettivo è quello di creare nuove modalità di apprendimento e divulgazione, favorendo la diffusione delle competenze tecnologiche attraverso linguaggi contemporanei e facilmente accessibili alle nuove generazioni.

Un inno che continua a viaggiare

Attraverso il QR Code, l'Inno della Elettrotecnica compie un ulteriore salto di qualità: da semplice contenuto musicale a strumento permanente di comunicazione e promozione della cultura tecnico-scientifica.

Ogni scansione diventa un invito a scoprire il fascino dell'elettrotecnica, disciplina fondamentale per comprendere il funzionamento del mondo moderno e per costruire le tecnologie del futuro.

L'iniziativa conferma ancora una volta l'impegno del Prof. Aldo Domenico Ficara nel promuovere percorsi innovativi di divulgazione, capaci di unire tradizione didattica, creatività e trasformazione digitale in un unico progetto culturale dedicato all'energia, alla conoscenza e al progresso.

Dai laboratori alle emozioni: l'Inno della Elettrotecnica del Prof. Aldo Domenico Ficara


 L'Inno della Elettrotecnica, ideato e composto dal Prof. Aldo Domenico Ficara, CEO della Silicon Valley dello Stretto, rappresenta un originale progetto culturale e didattico che unisce musica, tecnologia e formazione tecnica. L'opera nasce con l'obiettivo di valorizzare la disciplina dell'elettrotecnica, trasformando concetti scientifici e professionali in un linguaggio emotivo e coinvolgente capace di parlare alle nuove generazioni.

L'elettrotecnica raccontata attraverso la musica

Tradizionalmente l'elettrotecnica viene percepita come una disciplina rigorosa, caratterizzata da formule, circuiti, macchine elettriche e sistemi energetici. L'inno ideato dal Prof. Ficara propone invece una visione più ampia e umana della materia, presentando lo studente come protagonista di un percorso di crescita personale e professionale.

Nei versi dell'opera emergono immagini tipiche dei laboratori scolastici: banchi di montaggio, resistenze, lampadine, motori elettrici, alternatori e strumenti di misura. Tuttavia questi elementi non vengono descritti soltanto come componenti tecnici, ma diventano simboli di conoscenza, passione e costruzione del futuro.

Un messaggio educativo per gli studenti

L'inno pone al centro la figura dello studente tecnico che, attraverso lo studio e la pratica laboratoriale, acquisisce competenze fondamentali per affrontare le sfide dell'innovazione tecnologica.

Particolarmente significativo è il ritornello:

"È elettrotecnica, mi accende il cuore"

una frase che sintetizza il valore formativo della disciplina, capace di suscitare entusiasmo e curiosità scientifica. L'elettricità diventa metafora di energia interiore, di crescita e di desiderio di conoscere.

Il testo sottolinea inoltre il ruolo fondamentale dell'errore come occasione di apprendimento. Il riferimento al fusibile che salta e alla ricerca del guasto richiama una delle competenze essenziali dell'elettrotecnico: l'analisi critica dei problemi e la capacità di individuare soluzioni efficaci.

Il ruolo del docente

Un altro elemento centrale dell'inno è la figura del professore, rappresentato come guida autorevole e punto di riferimento nel percorso formativo. L'invito a "non avere fretta" richiama i valori della pazienza, della precisione e del metodo scientifico che caratterizzano l'apprendimento delle discipline tecniche.

In questo modo il brano diventa anche un omaggio a tutti i docenti degli istituti tecnici e professionali che quotidianamente accompagnano gli studenti nella scoperta del mondo dell'energia e delle tecnologie elettriche.

La visione della Silicon Valley dello Stretto

L'opera si inserisce nel più ampio progetto culturale promosso dalla Silicon Valley dello Stretto, laboratorio di idee e innovazione fondato e coordinato dal Prof. Aldo Domenico Ficara. Attraverso iniziative che spaziano dalla divulgazione scientifica alla valorizzazione della memoria tecnologica, la Silicon Valley dello Stretto mira a creare un ponte tra scuola, territorio, ricerca e industria.

L'Inno della Elettrotecnica rappresenta una delle espressioni più originali di questa filosofia: una contaminazione tra arte e tecnologia che dimostra come le discipline STEM possano essere raccontate anche attraverso linguaggi creativi.

Un patrimonio culturale per la didattica tecnica

L'inno può essere considerato un vero e proprio strumento didattico innovativo. La musica favorisce infatti la memorizzazione dei concetti, rafforza il senso di appartenenza alla comunità scolastica e contribuisce a valorizzare l'identità degli indirizzi tecnici.

In un'epoca in cui la transizione energetica, l'automazione industriale e le tecnologie intelligenti assumono un ruolo sempre più centrale, opere come questa contribuiscono a rendere l'elettrotecnica non soltanto una materia di studio, ma una cultura del fare, del progettare e dell'innovare.

Conclusioni

L'Inno della Elettrotecnica del Prof. Aldo Domenico Ficara costituisce un esempio significativo di divulgazione tecnico-scientifica attraverso l'arte musicale. Il brano celebra il valore della conoscenza, del lavoro laboratoriale, della passione per la tecnologia e del ruolo educativo della scuola tecnica italiana. Attraverso parole semplici ma evocative, l'inno trasforma circuiti, motori e grandezze elettriche in simboli di crescita personale, offrendo agli studenti un messaggio di fiducia nel futuro e nella capacità della tecnologia di migliorare la società.


Majorana Tech – Sei Anni di Idee che Restano

 


Il testo della canzone è: " Al plesso Majorana, in riga sul banco, Messina respirava tra cavi e stomaco franco. Il Prof Aldo Domenico Ficara entrava piano, e la lezione prendeva fuoco, mano nella mano. Tra schemi e tentativi, la mente si accende, ogni errore diventa strada che si riprende. Nell'aria c'era un'idea che non stava ferma mai, un laboratorio vivo, dove impari e poi farai. [Pre-Ritornello] E cresceva così, tra domande e prove su prove. Un passo in più, e la classe diventava nuove. [Coro] Prof Aldo Ficara, Majorana Tech, idee che restano, idee che fanno check. Ascensore parlante (parlante), braccio robotico CrittoArtik (CrittoArtik). DigitCornice, Robocicero, Superrobotcamerier, il cielo è più vero. Il drone Dedalo, vola più in là, con WikiSAS la scuola inventerà. [Verso 2] Le lezioni di elettrotecnica erano una sfida, non solo teoria, ma mani dentro la vita. Sperimentazione metodologica, strada brillante, ogni progetto nasceva da una classe vibrante. I seminari Majorana Tech, sala piena di visioni, Connessione in onde, fili, idee, connessioni. Mumas nel quaderno, poi nel mondo a camminare, e il sapere diventava un modo per cambiare. [Pre-Ritornello] E cresceva così, tra prove, entusiasmi e visioni. Un passo in più, e nascevano nuove soluzioni. [Coro] Prof Aldo Ficara, Majorana Tech, idee che restano, idee che fanno check. Ascensore parlante (parlante), braccio robotico CrittoArtik (CrittoArtik). DigitCornice, Robocicero, Superrobotcamerier, il cielo è più vero. Il drone Dedalo, vola più in là, con WikiSAS la scuola inventerà. [Bridge] E non era soltanto studiare, era osare, costruire, provare. Sotto ogni banco una scintilla, sotto ogni idea una nuova collina. Messina in voce, la scuola in coro, un domani acceso dall'ingegno e dall'oro. E ogni progetto, passo dopo passo, ha reso più grande quel percorso compasso. [Coro] Prof Aldo Ficara, Majorana Tech, idee che restano, idee che fanno check. Ascensore parlante (parlante), braccio robotico CrittoArtik (CrittoArtik). DigitCornice, Robocicero, Superrobotcamerier, il cielo è più vero. Il drone Dedalo, vola più in là, con WikiSAS la scuola inventerà ".



La canzone " Majorana Tech " è stata eseguita dal complesso " The Orion Tech Band ":

Ethan Sterling – Voce principale

Ryan Blackwood - Chitarra 

Oliver Kensington – Tastiera 

Lucas Harrington –  Chitarra 

Jack Anderson –  Batteria 

Emily Lancaster – Violino 

Benjamin Carter – Sassofono 


Pubblicata la rivista digitale " Lezioni di Elettrotecnica " n.6 del 2 giugno 2026


Di seguito si riporta lo sfogliabile della  rivista digitale " Lezioni di Elettrotecnica " n.6 del 2 giugno 2026. Si tratta di un omaggio al seminario " Connessione in onde " svoltosi nell'Aula Magna del plesso Majorana del IIS Verona Trento di Messina e al mensile RadioRivista organo ufficiale dell' ARI:


Arretrati scuola fino a 1.168 euro lordi in caso di firma del contratto entro giugno


Gli importi del Cedolino NoiPA di giugno saranno visibili già a partire dai primi del mese, ma la novità principale riguarda gli aumenti e gli arretrati (stimati fino a 1.168 € lordi) del Rinnovo Contrattuale: le somme infatti potrebbero essere accreditate a partire da giugno o luglio 2026.Gli arretrati lordi complessivi – sommando tutto il 2025 e i primi sei mesi del 2026, nell’ipotesi di firma entro giugno – variano a seconda del profilo e dell’anzianità. Un docente della secondaria di secondo grado nelle fasce più alte arriva a circa 1.168 euro lordi. Un insegnante di infanzia o primaria si aggira tra 694 e 991 euro. 

Scuola dimenticata: insegnanti e ATA ultimi nella classifica degli stipendi pubblici


La scuola italiana continua a rappresentare uno dei comparti più penalizzati sul fronte delle retribuzioni all'interno della Pubblica Amministrazione. A denunciarlo è la redazione di Regolarità e Trasparenza nella Scuola (RTS) , che pone l'attenzione su una situazione ormai consolidata: docenti, personale ATA, ricercatori e lavoratori dell'Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica (AFAM) percepiscono stipendi tra i più bassi rispetto agli altri dipendenti pubblici con analoghi livelli di istruzione e responsabilità.

Secondo RTS, il problema non si limita esclusivamente all'aspetto economico. Le basse retribuzioni finiscono infatti per incidere anche sul prestigio sociale delle professioni legate all'istruzione e alla ricerca, riducendo l'attrattività di carriere che svolgono un ruolo fondamentale per la crescita culturale ed economica del Paese.

La questione assume una rilevanza ancora maggiore in un contesto caratterizzato da un crescente fabbisogno di competenze qualificate e dall'esigenza di valorizzare il capitale umano. Il rischio è che il mancato riconoscimento economico e professionale del personale scolastico possa alimentare fenomeni di demotivazione e rendere sempre più difficile il ricambio generazionale nelle scuole e negli istituti di formazione.

Per RTS è quindi necessario un intervento strutturale che restituisca dignità salariale ai lavoratori del comparto istruzione e ricerca, riconoscendo concretamente il valore strategico del loro contributo alla società. Una sfida che non riguarda soltanto i bilanci pubblici, ma il futuro stesso del sistema educativo italiano.

Gli stipendi giugno 2026 degli insegnanti: si registra un lieve calo del netto

 


Dal cedolino di giugno 2026 emergono alcune variazioni per il personale scolastico: per i docenti più anziani si registra un lieve calo del netto. Di seguito le tabelle degli dtipendi degli insegnanti riferite a giugno 2026:




Gli importi degli stipendi netti di giugno 2026 visibili da venerdì 29 maggio

 

Gli stipendi netti di giugno 2026 per docenti e personale ATA stanno per comparire nell’area riservata di NoiPA. Secondo le tempistiche ormai consolidate del sistema, gli importi dovrebbero essere visibili entro il tardo pomeriggio di oggi, venerdì 29 maggio, oppure al massimo nella giornata di domani.

Il Tototema del Prof. Aldo Domenico Ficara: la Maturità 2026 guarda a social, IA e mondo giovanile

 


Con l’avvicinarsi della Maturità 2026 prende sempre più forma il tradizionale “tototema” della prima prova scritta di italiano. Secondo il Prof. Aldo Domenico Ficara, tra gli argomenti più probabili della tipologia C dedicata all’attualità emergono con forza le tematiche legate ai giovani, ai social network e all’intelligenza artificiale.

La scuola italiana vive infatti una fase di profonda trasformazione digitale e appare sempre più evidente come il Ministero possa scegliere tracce vicine alla quotidianità degli studenti. In cima alle previsioni si colloca proprio il rapporto tra nuove generazioni e tecnologia: identità digitale, utilizzo dei social, comunicazione online, nuove forme di relazione e impatto dell’IA nella vita scolastica e sociale.

Negli ultimi mesi il dibattito sull’intelligenza artificiale è diventato centrale anche nel mondo dell’istruzione. Strumenti basati sull’IA stanno modificando il modo di studiare, scrivere, informarsi e persino lavorare. Per questo motivo, secondo il Prof. Ficara, una possibile traccia potrebbe chiedere agli studenti di riflettere sui vantaggi e sui rischi delle nuove tecnologie, mettendo in evidenza il valore del pensiero critico e dell’uso consapevole degli strumenti digitali.

Perde invece quota il tema legato alle guerre e alle crisi internazionali. Pur rimanendo tra gli argomenti possibili, sembra prevalere la volontà di orientare la prova verso questioni più vicine all’esperienza quotidiana dei maturandi.

Tra gli altri temi considerati “papabili” figurano anche il disagio giovanile, la violenza sulle donne, la parità di genere e il difficile rapporto tra Gen Z e mondo del lavoro. Tematiche che attraversano la società contemporanea e che spesso diventano oggetto di confronto nelle scuole italiane.

Secondo il Prof. Aldo Domenico Ficara, la Maturità 2026 potrebbe dunque rappresentare una fotografia dell’epoca attuale: un tempo caratterizzato da innovazione tecnologica, cambiamenti sociali e nuove sfide educative. La tipologia C diventerebbe così non soltanto una prova di scrittura, ma anche un’occasione per comprendere il presente e immaginare il futuro delle nuove generazioni.

Riepilogo dei lavori svolti nell’anno scolastico 2025-2026 dal Prof. Aldo Domenico Ficara presso il Professionale Majorana di Messina

 



Nel corso dell’anno scolastico 2025-2026 il Prof. Aldo Domenico Ficara ha coordinato e promosso numerose attività didattiche, tecnologiche e divulgative presso il Professionale Majorana di Messina, contribuendo alla diffusione della cultura scientifica e dell’innovazione digitale attraverso progetti interdisciplinari rivolti agli studenti.

Tra le principali attività realizzate si evidenzia la costruzione del modellino di elettrodotto denominato “Catenaria Lab”, sviluppato come strumento laboratoriale per lo studio della distribuzione dell’energia elettrica e delle infrastrutture elettrotecniche. Il progetto ha consentito agli studenti di approfondire aspetti pratici legati agli impianti elettrici e ai sistemi di trasmissione dell’energia.

Nel settore della mobilità intelligente, il Prof. Ficara ha organizzato una lezione dedicata alle auto a guida autonoma presso la Biblioteca “Vincenzo Consolo” del Verona Trento. L’incontro ha affrontato le tecnologie dei sensori, dell’intelligenza artificiale e dei sistemi di navigazione automatizzata, stimolando negli studenti interesse verso le applicazioni innovative dell’automazione.

Importante anche il progetto “Connessione in Onde”, svolto in collaborazione con la sezione Radioamatori di Messina e con il CNR. L’iniziativa ha permesso agli studenti di conoscere il funzionamento delle comunicazioni radio, delle onde elettromagnetiche e delle moderne tecnologie di telecomunicazione attraverso attività pratiche e dimostrative.

Nel campo dell’innovazione didattica, particolare rilievo ha avuto la lezione interamente gestita dalle intelligenze artificiali in occasione delle attività di orientamento in ingresso svolte presso il laboratorio “Augusto Righi”. L’esperienza ha rappresentato un esempio concreto di integrazione delle AI nei processi educativi e nella divulgazione tecnologica.

Tra le attività editoriali e divulgative si inserisce la presentazione del libro digitale “Il Prof Robot”, protagonista della trasmissione social “Un tuffo tra le pagine”. Il volume ha approfondito il rapporto tra scuola, tecnologia e intelligenza artificiale, proponendo una riflessione sul futuro della didattica nell’era digitale.

Nel settore della divulgazione scientifica internazionale, il Prof. Ficara ha promosso il progetto “The Moon”, sviluppato in collaborazione con la NASA nell’ambito dell’iniziativa “Send Your Name with Artemis II”. Il progetto ha coinvolto gli studenti in attività dedicate all’esplorazione spaziale e alle missioni Artemis, avvicinando il mondo della scuola alle grandi sfide scientifiche contemporanee.

Di particolare valore culturale è stato inoltre il seminario “MUMAS”, dedicato al Museo delle Macchine da Scrivere del Majorana. L’iniziativa ha valorizzato il patrimonio storico-tecnologico dell’istituto attraverso incontri divulgativi culminati nella pubblicazione su Amazon del libro digitale omonimo.

Grande rilevanza educativa ha avuto infine il progetto WikiSAS – Wiki Sicurezza Arredi Scolastici, dedicato al rispetto del bene comune e alla sicurezza negli ambienti scolastici. Il progetto ha coinvolto gli studenti nella realizzazione di modellini, elaborati tecnici e attività di sensibilizzazione finalizzate alla tutela degli arredi scolastici e alla promozione della cittadinanza attiva.

Le attività svolte dal Prof. Aldo Domenico Ficara nel corso dell’anno scolastico 2025-2026 testimoniano un impegno costante nella promozione dell’innovazione didattica, della cultura scientifica e della collaborazione tra scuola, enti di ricerca e territorio, offrendo agli studenti nuove opportunità formative orientate alle tecnologie del futuro.

Il modellino " WikiSAS Electric Classroom " vince il Premio “Giuseppe Rago”



Grande partecipazione ed entusiasmo per la fase conclusiva del progetto WikiSAS – Wiki Sicurezza Arredi Scolastici, svoltasi presso il plesso Majorana dell’IIS Verona Trento. Tra i lavori presentati dagli studenti, ad aggiudicarsi il prestigioso Premio “Giuseppe Rago” è stato il modellino “WikiSAS Electric Classroom”, realizzato dalla classe 3L.

Il progetto vincitore ha colpito la commissione per originalità, precisione tecnica e valore educativo. Il modellino rappresenta una mini aula scolastica completa di banco, sedia e lavagna didattica, sulla quale è stato disegnato un circuito elettrico a tre maglie, simbolo dell’integrazione tra educazione tecnica, sicurezza e innovazione.

L’elaborato si inserisce perfettamente nello spirito del progetto WikiSAS, nato per promuovere il rispetto dei beni comuni scolastici attraverso attività creative e collaborative. Gli studenti della 3L hanno infatti saputo trasformare materiali semplici in una rappresentazione concreta dell’ambiente scolastico come luogo di conoscenza, responsabilità e partecipazione.

Il Premio “Giuseppe Rago” è stato assegnato per valorizzare non solo l’aspetto estetico del lavoro, ma soprattutto il messaggio educativo trasmesso: la scuola deve essere vissuta come patrimonio condiviso da rispettare e custodire.

Giuseppe Rago è stato un professore di elettrotecnica che ha insegnato negli anni ’70 presso l’IIS Verona Trento ( allora ITIS Verona Trento ). Autore di importanti testi scolastici pubblicati dalla casa editrice Sansoni, tra i quali si ricorda “Costruzioni elettromeccaniche e disegno”, ha contribuito in modo significativo alla formazione tecnica di intere generazioni di studenti.

Il dirigente scolastico Luigi Genovese ha espresso apprezzamento per il livello qualitativo dei lavori presentati e per il coinvolgimento attivo degli studenti nel progetto, sostenuto con convinzione dall’istituto.

Il prof. Aldo Domenico Ficara, ideatore del progetto WikiSAS, ha sottolineato come iniziative di questo tipo rappresentino “un modello educativo alternativo, fondato sulla partecipazione, sulla creatività e sul senso civico, piuttosto che su logiche esclusivamente punitive”.

WikiSAS: successo per il Video “Progetto WikiSAS” e per i 10 lavori finalisti


Si è conclusa il 21 maggio 2026 con grande partecipazione la fase finale del progetto WikiSAS – Wiki Sicurezza Arredi Scolastici, iniziativa didattica realizzata presso il plesso Majorana dell’IIS Verona Trento e ideata dal prof. Aldo Domenico Ficara.

Il progetto è stato sostenuto con particolare convinzione dal dirigente scolastico Luigi Genovese, che ha riconosciuto nell’iniziativa un importante strumento educativo capace di promuovere il rispetto dei beni comuni e la partecipazione attiva degli studenti alla vita scolastica.

Particolare rilievo ha avuto il Video “Progetto WikiSAS”, presentato durante la fase conclusiva delle attività. Il video ha raccontato il percorso educativo svolto dagli studenti, documentando le diverse fasi del progetto, le attività laboratoriali, la costruzione dei modellini e la riflessione sul valore degli arredi scolastici come patrimonio condiviso.

Accanto al video è stato presentato anche lo sfogliabile digitale delle schede tecniche, contenente:

  • approfondimenti sulla sicurezza degli arredi scolastici
  • informazioni tecniche ed ergonomiche
  • modellini e disegni realizzati dagli studenti
  • mappe concettuali
  • ricerche e presentazioni multimediali

La fase finale del progetto ha visto la partecipazione di 10 lavori finalisti, suddivisi in:

  • 7 modellini di arredi scolastici
  • 1 mappa concettuale
  • 1 PowerPoint dedicato al Museo della Scuola “Paolo e Ornella Ricca” dell’Università di Macerata
  • 1 disegno artistico

Tutti gli elaborati hanno affrontato il tema della sicurezza e del rispetto dei beni comuni all’interno della scuola, valorizzando creatività, spirito collaborativo e cittadinanza attiva.

I primi quattro lavori classificati sono stati esposti in maniera permanente in una bacheca situata al piano terra del Professionale Majorana, diventando un simbolo concreto dell’impegno degli studenti nella tutela del patrimonio scolastico.

Il progetto WikiSAS si conferma così un esempio significativo di didattica innovativa, capace di integrare:

  • educazione civica
  • competenze digitali
  • progettazione laboratoriale
  • cultura della sicurezza

offrendo agli studenti una modalità educativa alternativa alle sole logiche repressive e orientata invece alla responsabilizzazione, alla partecipazione e alla valorizzazione del bene comune scolastico.

Le schede tecniche del concorso WikiSAS: Il video


Di seguito il video sulle schede tecniche del concorso WikiSAS:

Gli studenti della 4K del Majorana di Messina raccontano il Museo della Scuola “Paolo e Ornella Ricca” con l’aiuto dell’intelligenza artificia


Il Museo della Scuola “Paolo e Ornella Ricca” dell’Università di Macerata rappresenta oggi uno dei più importanti punti di riferimento italiani per la conservazione e la valorizzazione della memoria scolastica. Nato nel 2010 all’interno del Dipartimento di Scienze della Formazione, dei Beni Culturali e del Turismo dell’Università degli Studi di Macerata, il museo affonda le proprie radici nel Centro di documentazione e ricerca sulla storia del libro scolastico e della letteratura per l’infanzia, fondato nello stesso Ateneo nel 2006.

Il museo è stato inaugurato ufficialmente nel giugno del 2012 e, da allora, custodisce materiali, testimonianze e strumenti didattici che raccontano l’evoluzione della scuola italiana tra Ottocento e Novecento: banchi, quaderni, libri scolastici, sussidi didattici, registri e oggetti che permettono di ricostruire la vita quotidiana degli studenti di un tempo.

Proprio questo importante patrimonio storico e culturale è stato al centro del lavoro realizzato recentemente dagli studenti della classe 4K nell’ambito del concorso di idee del progetto WikiSAS. Coordinati dalle professoresse Paruta e Bruno, gli alunni hanno sviluppato un Power Point dedicato al Museo della Scuola “Paolo e Ornella Ricca”, con l’obiettivo di valorizzarne la storia, il ruolo educativo e il significato culturale.

Il progetto si è distinto per l’originalità dell’approccio adottato: accanto ai contenuti storici e documentari, gli studenti hanno infatti arricchito la presentazione con immagini realizzate grazie all’ausilio delle intelligenze artificiali. L’utilizzo delle nuove tecnologie ha consentito di creare elaborazioni visive suggestive e coinvolgenti, capaci di rendere ancora più efficace il racconto della scuola del passato e di avvicinare i giovani a un patrimonio culturale spesso poco conosciuto.

L’esperienza ha rappresentato un importante momento di crescita formativa, permettendo agli studenti di coniugare ricerca storica, competenze digitali e creatività. Attraverso il lavoro di squadra e l’utilizzo consapevole degli strumenti di intelligenza artificiale, i ragazzi hanno dimostrato come innovazione e memoria possano dialogare in modo costruttivo, trasformando il patrimonio storico in un’esperienza moderna e accessibile.

Il progetto della 4K testimonia inoltre il valore della scuola come luogo di sperimentazione, capace di promuovere metodologie didattiche innovative e di stimolare negli studenti curiosità, spirito critico e partecipazione attiva. Iniziative come questa evidenziano come le tecnologie digitali, se utilizzate con competenza e responsabilità, possano diventare strumenti preziosi per la diffusione della cultura e della conoscenza.

Grazie all’impegno degli studenti e alla guida delle professoresse Paruta e Bruno, il Museo della Scuola “Paolo e Ornella Ricca” continua così a vivere anche attraverso nuovi linguaggi comunicativi, capaci di unire tradizione e innovazione in un percorso educativo rivolto alle nuove generazioni.

Progetto WiKiSAS: lo sfogliabile delle schede tecniche

 


Un progetto educativo che unisce sicurezza, cittadinanza attiva e innovazione digitale. Nell’ambito del progetto WikiSAS – Wiki Sicurezza Arredi Scolastici, gli studenti del plesso Majorana dell’IIS Verona Trento hanno realizzato uno sfogliabile digitale dedicato alle schede tecniche degli arredi scolastici.

L’iniziativa, ideata dal prof. Aldo Domenico Ficara, nasce con l’obiettivo di promuovere il rispetto dei beni comuni attraverso un coinvolgimento diretto degli studenti in attività laboratoriali e collaborative.

Lo sfogliabile raccoglie:

  • schede descrittive degli arredi scolastici
  • approfondimenti sulla sicurezza
  • informazioni tecniche ed ergonomiche
  • disegni e modellini realizzati dagli studenti
  • mappe concettuali e ricerche digitali

Il lavoro rappresenta uno strumento innovativo di didattica attiva, in cui gli studenti non si limitano a studiare contenuti teorici, ma diventano protagonisti nella produzione e nella diffusione della conoscenza.

Particolare attenzione è stata dedicata al tema della tutela del patrimonio scolastico. Attraverso la realizzazione delle schede tecniche, gli studenti hanno potuto comprendere meglio l’importanza degli arredi scolastici non solo dal punto di vista funzionale, ma anche come beni comuni da rispettare e preservare.

Il progetto WikiSAS si propone inoltre come una forma educativa alternativa a logiche esclusivamente punitive legate ai danneggiamenti scolastici, puntando invece sulla responsabilizzazione, sulla partecipazione e sul senso civico.

Lo sfogliabile digitale diventa così non soltanto una raccolta di elaborati tecnici, ma anche un simbolo del percorso educativo svolto dagli studenti: un’esperienza che integra competenze digitali, creatività, educazione civica e lavoro di gruppo.




Di seguito si riporta anche un video sulle schede tecniche del concorso WikiSAS:


Tecnologia, talento e futuro: al Professionale Majorana di Giostra protagonista la nuova frontiera della saldatura


Si è svolto oggi, venerdì 15 maggio 2026, dalle ore 10.30 alle 13.00, presso l’Aula Magna del Plesso Majorana dell’IIS Verona Trento, il seminario dal titolo “La saldatura oggi: ruolo del saldatore, certificazione e innovazione tecnologica”, rivolto agli studenti delle classi 3K, 3L, 4K e 5K dell’indirizzo professionale.

L’iniziativa, promossa dal Dipartimento di Meccanica dell’istituto, ha rappresentato un’importante occasione di approfondimento sulle nuove prospettive professionali legate al settore della saldatura specializzata, con uno sguardo rivolto alle innovazioni tecnologiche e alle competenze richieste dal mercato del lavoro contemporaneo.

Protagonisti dell’incontro sono stati i rappresentanti dell’ISTITUTO ITALIANO SALDATURA, intervenuti con relazioni tecniche e testimonianze professionali di alto profilo. In particolare hanno preso parte al seminario l’ingegnere Giuseppe Mannello, responsabile dell’Ufficio Regionale Sicilia, e l’ingegnere Egidio Birello, responsabile dell’Ufficio Regionale Veneto del Gruppo IIS.

Nel corso dell’evento gli studenti hanno avuto modo di approfondire temi legati all’evoluzione della saldatura, ai processi di certificazione, agli standard tecnologici e all’impatto dell’innovazione nei settori industriali e produttivi. L’attività ha assunto inoltre un forte carattere interdisciplinare, coinvolgendo aspetti tecnologici, informatici e formativi, in linea con i percorsi di Educazione Civica e con le progettualità STEM promosse dall’istituto.

Particolarmente significativa è stata la visita dei rappresentanti dell’Istituto Italiano della Saldatura presso il laboratorio “Augusto Righi”, dove insieme ai docenti Aldo Domenico Ficara, Antonino Gennaro e Valeria Autino si è discusso dell’importanza della saldatura a stagno nel settore elettronico e delle applicazioni pratiche nei moderni sistemi tecnologici.

Grande interesse ha suscitato anche la fase laboratoriale conclusiva, durante la quale gli studenti hanno potuto sperimentare direttamente tecniche e procedure professionali grazie all’utilizzo di un innovativo simulatore virtuale di saldatura. L’esperienza ha consentito ai partecipanti di confrontarsi con strumenti altamente tecnologici, avvicinandoli concretamente al mondo del lavoro e alle competenze richieste dalle aziende del settore.

Momento particolarmente atteso è stata la gara finale tra gli studenti, organizzata per l’assegnazione di una borsa di studio del valore di 2.000 euro destinata all’iscrizione al corso di International Welder. Ad aggiudicarsi il prestigioso riconoscimento è stato l’alunno Davide Pollare della classe 3K, applaudito da compagni, docenti e ospiti presenti.

L’iniziativa è stata resa possibile grazie al sostegno del dirigente scolastico Luigi Genovese, che continua a promuovere percorsi formativi capaci di coniugare innovazione, orientamento professionale e sviluppo delle competenze tecniche.

L’Istituto Italiano della Saldatura – Ente Morale, capofila del Gruppo IIS, opera da anni con la missione di promuovere in Italia il progresso della saldatura e delle tecnologie affini, attraverso attività di formazione, ricerca, divulgazione scientifica e aggiornamento professionale. Un impegno che oggi si traduce anche nella collaborazione con le scuole, per costruire nuove opportunità formative e occupazionali per le giovani generazioni.