social@
La provincia di Arezzo ha tre nuovi cavalieri: consegnate in prefettura le onorificenze
AREZZO – Nella serata di giovedì (18 dicembre) in prefettura di Arezzo nell’ambito del tradizionale scambio degli auguri per le prossime festività natalizie che il prefetto rivolge alle autorità provinciali, sono state consegnate le onorificenze dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana concesse dal presidente della Repubblica per ricompensare le benemerenze acquisite verso la nazione nel campo delle lettere, delle arti, della economia e nel disimpegno di pubbliche cariche e di attività svolte a fini sociali, filantropici ed umanitari, nonché per lunghi e segnalati servizi nelle carriere civili e militari.
Sono stati insigniti con l’onorificenza di cavaliere il tenente colonnello Silvia Gobbini, già comandante della compagnia carabinieri di Arezzo, attualmente comandante della terza sezione del reparto corso perfezionamento allievi marescialli della scuola marescialli e brigadieri di Firenze; il maresciallo ordinario della Guardia di finanza Sergio Maria Bianchi, in forza al nucleo mobile della compagnia di San Giovanni Valdarno; Roberto Salvini, distintosi nell’ambito del volontariato
Con la squadra di calcio un momento di serenità per i piccoli pazienti della pediatria al San Giuseppe di Empoli
EMPOLI – Una mattina diversa, fatta di sorrisi e di maglie azzurre, ha animato la pediatria – e non solo – dell’ospedale San Giuseppe di Empoli.
Una rappresentanza dell’Empoli Fc ha fatto visita ieri (19 dicembre) ai piccoli ricoverati portando doni semplici ma molto attesi: cappellini di lana per bambine e bambini e piccoli panettoni da portare a casa per le feste. Per il reparto anche una maglia ufficiale dell’Empoli, consegnata incorniciata come segno di vicinanza e riconoscenza.
A incontrare i bambini e le famiglie sono stati i calciatori Franco Carboni, Andrea Ghion, Gabriele Guarino e Ismael Konate. La loro presenza ha trasformato i corridoi in un momento di festa, tra foto e strette di mano. Per molti piccoli pazienti sono volti conosciuti, seguiti ogni settimana sugli spalti e in televisione. L’Empoli Fc, che milita nel campionato di serie B ed è attualmente decimo in classifica, è una squadra molto amata sul territorio.
La visita non si è fermata alla pediatria. La società ha pensato anche agli operatori sanitari e agli altri reparti dell’ospedale, portando panettoni come gesto di attenzione e ringraziamento. Le tappe successive sono state in ostetricia, dove la delegazione è stata accolta dal direttore dottor Massimo Gabbanini insieme alla sua équipe, e in medicina interna 2, diretta dal dottor Luca Masotti, in cui era presente l’equipe del reparto.
Per la direzione sanitaria di presidio era presente il dottor Federico Manzi, che ha accompagnato la squadra durante la visita. Un’iniziativa semplice – che si ripete ogni anni come un appuntamento fisso -, vissuta come una festa, che ha dato spazio a incontri autentici e a qualche ora di normalità in un contesto di cura. Un segno concreto di vicinanza dell’Empoli Fc ai pazienti, alle famiglie e a chi ogni giorno lavora all’interno dell’ospedale San Giuseppe di Empoli.
La Savino del Bene si rituffa in campionato dopo il trionfo nel mondiale per club
FIRENZE – Le fresche campionesse del mondo della Savino Del Bene Volley tornano in campo in campionato.
Stasera (20 dicembre) alle 20,30, la squadra di coach Marco Gaspari, reduce dalla vittoria del mondiale per club conquistato a San Paolo in Brasile, tornerà a disputare una partita disSerie A1.
Andrà in scena la sfida valida per il secondo turno del girone di ritorno (15esima giornata di campionato) al Pala Barton Energy di Perugia, contro le padrone di casa della Bartoccini Mc Restauri Perugia. Una partita importante per le umbre, terzultime in classifica, che vogliono allontanarsi il più possibile dalla zona retrocessione.
Per la Savino Del Bene Volley sarà un nuovo episodio di una stagione senza soste: la formazione scandiccese è infatti chiamata ad affrontare la 22esima partita stagionale in appena 75 giorni, con una media di una partita ogni 3,41 giorni.
L’obiettivo delle ragazze di Gaspari è quello di riportarsi al secondo posto in classifica, attualmente occupato da Novara, che ha un punto in più, ma che ha anche disputato una partita in più rispetto alla Savino Del Bene Volley.
Sono tre le giocatrici di Perugia ad aver giocato a Scandicci: Elena Perinelli, schiacciatrice classe ’95, ha vestito i colori della squadra toscana nella stagione 2014-2015; Benedetta Bartolini, centrale classe 1999, che ha indossato la maglia della Savino Del Bene Volley nella stagione 2021-2022; Alessia Mazzaro, centrale classe ’98, in Toscana per l’annata sportiva 2018-2019. Oltre alle tre giocatrici va ricordato come Alessia Fiesoli, schiacciatrice fiorentina classe ’94, abbia giocato con i colori della Savino Del Bene Volley nella competizione estiva del sand volley.
Tra le fila della Savino Del Bene Volley sono invece due le giocatrice ex Perugia:
Gaia Traballi, schiacciatrice classe ’97, ha militato nella 3M Pallavolo Perugia tra il 2021 e il 2023. Successivamente, tra il 2023 e il 2025, ha giocato per due stagioni con la maglia della Bartoccini-MC Restauri Perugia, società con la quale ha fatto il suo esordio in serie A1; Linda Nwakalor, centrale classe ’02, che ha giocato per le Black Angels dal 2021 al 2023.
Quello di questo sabato sarà l’undicesimo confronto in campionato tra le due formazioni. Il bilancio dei precedenti è totalmente a favore della Savino Del Bene Volley, che si è imposta in dieci occasioni su dieci. L’ultima sfida tra le due squadre risale all’11 ottobre scorso, quando in occasione della seconda giornata di campionato, la Savino Del Bene Volley conquistò un successo per 3-1 tra le mura del Pala BigMat. In quell’occasione la formazione di coach Gaspari fu guidata al successo da una Antropova protagonista di una prestazione da 22 punti ed eletta Mvp gara.
“Adesso la testa deve essere subito rivolta al campionato – dice coach Marco Gaspari – perché mentre eravamo impegnati nel mondiale per club le nostre inseguitrici e le squadre che, insieme a noi, si contendono le prime posizioni in classifica hanno continuato a macinare punti. Per questo è importante chiudere subito il capitolo mondiale e concentrarci immediatamente su una partita difficile, contro una squadra che deve lottare per le zone basse della classifica. Sappiamo che giocare a Perugia non è mai semplice né scontato: negli anni, personalmente, ho sempre incontrato molte difficoltà. Sarà quindi fondamentale ritrovare subito la concentrazione sugli aspetti principali della gara, cercare di mantenere la fase break come abbiamo fatto nelle ultime partite e tornare a spingere con decisione al servizio, anche perché ora dobbiamo riadattarci al pallone Molten. L’obiettivo è chiaramente quello di mantenere il secondo posto in classifica e, per riuscirci, servirà tanta concentrazione, soprattutto nel fondamentale muro-difesa: Perugia infatti è una squadra composta da giocatrici fisiche, ma anche molto abili nel giocare contro il muro.”
La Bartoccini-MC Restauri Perugia occupa attualmente il dodicesimo e terzultimo posto nella classifica della Serie A1 2025-2026, la formazione umbra ha raccolto 4 vittorie e 10 sconfitte per un totale 11 punti. La Bartoccini MC Restauri Perugia arriva all’appuntamento dopo un periodo difficile: l’ultima vittoria risale al 12 novembre, quando le perugine si imposero al tie break sul campo di Bergamo. Nonostante il digiuno di successi, la squadra è rinfrancata dal punto conquistato nello scorso weekend contro la Megabox Ondulati Del Savio Vallefoglia, un risultato che ha restituito fiducia e consapevolezza al gruppo.
La partita segnerà inoltre il debutto in maglia Bartoccini Mc Restauri della schiacciatrice tedesca di origine croata Ivana Vanjak. L’ex Olympiakos ha scelto il numero 7 per la sua nuova avventura con la formazione perugina.
Perugia questo sabato scenderà in campo con il sestetto formato da Ricci al palleggio, Williams come opposto, Gardini e Perinelli in banda, Mazzaro e Lemmens come centrali e Sirressi nel ruolo di libero.
Due arresti a Prato: titolari cinesi di opifici sfruttavano i lavoratori in nero
PRATO – Nel corso di articolata investigazione sono stati tratti in arresto due imprenditori, uno di 50 anni e l’altro di 51, di nazionalità cinese, titolari di due imprese del territorio, per i delitti di occupazione di stranieri privi di permesso di soggiorno e di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, in quanto nelle loro aziende impiegavano lavoratori stranieri (tutti di etnia cinese) presenti illegalmente sul territorio dello Stato italiano, tutti impegnati senza contratto di lavoro (e dunque lavoratori in nero) e, di conseguenza, privi di qualsiasi tutela retributiva, previdenziale ed assistenziale.
Complessivamente, nei due opifici sono stati individuati 13 lavoratori irregolari tutti in condizione di clandestinità sul territorio nazionale.
I due arresti, su richiesta della procura di Prato, sono stati convalidati dal Giudice per le indagini preliminari del tribunale di Prato, che ha emesso anche, nei confronti del 51enne, ordinanza di applicazione della misura cautelare interdittiva del divieto temporaneo di esercitare determinate attività professionali o imprenditoriali, per la durata di 12 mesi.
Le investigazioni hanno consentito di rilevare indici di sfruttamento lavorativo ai danni dei lavoratori occupati, tra i quali retribuzioni non proporzionate e, comunque, palesemente inadeguate rispetto alla quantità e qualità del lavoro prestato. I dipendenti delle imprese, risultati regolari sul territorio nazionale, hanno riferito di lavorare sino a 12 ore al giorno; violazioni in materia di orario di lavoro, con impiego del personale per un numero di ore di gran lunga superiore ai limiti previsti dalla normativa vigente (sette giorni us sette ogni settimana); mancato rispetto dei periodi di riposo giornaliero e settimanale, con turni di lavoro prolungati senza interruzioni adeguate.
Nello stesso stabile in cui insiste una delle due ditte ‘visitate’ è stato individuato un appartamento (ubicato al piano superiore rispetto ai locali aziendali) nel quale sono stati rilevati dei locali adibiti a dormitorio per i lavoratori. Una situazione che ha comportato una forte limitazione della libertà personale dei lavoratori, i quali, consapevoli, della loro condizione di clandestinità, di fatto erano impossibilitati allontanarsi dal luogo di lavoro.
Le attività delle imprese in cui sono stati eseguiti gli arresti sono state immediatamente sospese per aver impiegato un numero di lavoratori in nero superiore al 10% dei presenti al momento dell’accesso.
Nella circostanza, tra le altre, sono state riscontrate violazioni in materia di tutela della salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro, quali: omessa sorveglianza sanitaria; omessa formazione e informazione dei lavoratori in materia di salute e sicurezza; omessa nomina del medico competente; luoghi di lavoro che non sono stati sottoposti a regolare pulizia e privi di condizioni igienico sanitarie.
Nel corso dei servizi di controllo sono state anche elevate anche sanzioni amministrative pari a 88mila euro circa e ammende per oltre 20mila.
Le articolate investigazioni is sono nutrite del supporto dei carabinieri del Nucleo operativo del gruppo carabinieri per la tutela del lavoro di Roma, del Nucleo carabinieri ispettorato del lavoro di Prato, del Comando provinciale carabinieri di Prato, nonché del personale dell’ispettorato nazionale del lavoro e dell’ispettorato territoriale del lavoro di Prato-Pistoia, coordinati dalla procura di Prato.
L’incremento dei lavoratori che hanno assunto atteggiamento di collaborazione dal febbraio 2025, sono 168 i lavoratori di varie nazionalità (cinesi, pakistani, bengalesi, nordafricani) che hanno assunto atteggiamento di collaborazione con quest’ufficio.
Violenza sessuale alla dipendente con la droga dello stupro: in manette 59enne
PRATO – Abusa sessualmente della giovane dipendente dopo averla drogata: in manette il titolare.
Per questo motivo questa notte la procura di Prato ha disposto il fermo di indiziato di delitto di un 59enne italiano per aver usato violenza sessuale ai danni di una giovane dipendente, dopo averla drogata. La condotta è stata perpetrata lo scorso lunedì (15 dicembre) intorno alle 12, a Prato all’interno del luogo di lavoro, un laboratorio.
Il procedimento ha trovato inizio dalla denuncia della vittima. Dopo averla invitata a permanere qualche ora in più oltre l’orario lavorativo, il presunto autore, già noto per altri reati, le ha offerto un pasto d’asporto (una minestra), consumato all’interno della stessa azienda. Da quel momento in poi, la ragazza ha perso conoscenza, ritrovandosi alcune ore dopo all’interno di un camper e con abiti differenti rispetto a quelli utilizzati durante l’attività lavorativa.
La 24enne, non comprendendo cosa le fosse successo, si è recata al locale nosocomio per effettuare tutti gli esami del caso, nell’intimo convincimento di essere stata abusata e nella circostanza ha denunciato l’accaduto. Gli accertamenti medici espletati non hanno evidenziato lacerazioni o ferite compatibili con un’aggressione sessuale.
Le investigazioni hanno appurato che il 59enne, dopo aver reso incosciente la ragazza, verosimilmente mediante la somministrazione di una sostanza stordente disciolta nella minestra offerta alla giovane, ne avrebbe abusato sessualmente all’interno della stessa ditta, ove la vittima prestava lavoro, per poi condurla a casa.
Il rinvenimento di benzodiazepine nell’organismo della vittima ha corroborato la convinzione che all’interno del pasto fosse stata inserita la cosiddetta “droga dello stupro”. La scena della violenza sessuale è stata documentata dalle immagini della videosorveglianza del locale, dove la condotta delittuosa è stata posta in essere.
L’epilogo dello sforzo investigativo compiuto rende evidente quanto preziosa sia la collaborazione nel denunciare tempestivamente, in modo da garantire il pronto intervento degli inquirenti e delle forze di polizia, finalizzato all’individuazione degli autori dei reati e all’immediato supporto delle vittime.
Le investigazioni coordinate dalla procura sono nutrite del prezioso apporto dei degli appartenenti al Nucleo operativo radiomobile (Nor) e della stazione capoluogo della compagnia dei carabinieri di Prato.
Consiglio regionale, ok al bilancio di previsione dopo tre giorni di lavori
FIRENZE – L’assemblea di palazzo del Pegaso ha approvato a maggioranza, per appello nominale – con 24 voti a favore (Pd, Avs, Cr, M5s) e 13 contrari (Fdi, Fi e Lega) – la legge di bilancio di previsione finanziario 2026-2028, che si compone di 11 articoli. A tale legge è collegato anche il maxiemendamento presentato dal presidente della Regione, Eugenio Giani.
Nel corso delle operazioni di voto sono stati approvati 66 emendamenti all’articolo 2, che disciplina il bilancio finanziario pluriennale. La maggior parte delle proposte di modifica hanno registrato l’unanimità.
Sono stati approvati anche tre ordini del giorno presentati da Fratelli d’Italia sulla gestione della proliferazione dei chironomidi, piccoli insetti che infestano la laguna di Orbetello; sull’emergenza ungulati sul territorio dell’Isola d’Elba, impegnando la giunta regionale a valutare le misure necessarie ai fini di una strategia efficace in accordo con sindaci, associazioni e comitati urbani e sul completamento della strada panoramica sul monte Argentario.
Dopo un ampio dibattito è stato ritirato, invece, e verrà presentata una mozione da discutere nella commissione competente l’ordine del giorno illustrato in aula dalla capogruppo di Fratelli d’Italia Chiara La Porta che chiedeva lo stanziamento di 600mila euro per l’incremento dei controlli degli ispettori tecnici della prevenzione della Asl Toscana centro a Prato e l’assunzione di nuovi ispettori per contrastare lo sfruttamento e verificare le condizioni lavorative nelle aziende del settore tessile. “A Prato nel 2025 – ha sottolineato la consigliera La Porta – abbiamo ancora decine di schiavi che dormono nelle fabbriche”.
“Del tema da sindaco – gli ha fatto eco il consigliere del Partito democratico Matteo Biffoni – mi sono occupato per dieci anni, fino al 2024, e abbiamo organizzato 18mila controlli fisici nelle aziende coinvolgendo anche la polizia municipale. Ma il grande assente è sempre stato il governo nazionale, di destra e di sinistra”.
Un intervento condiviso dal presidente del gruppo di Alleanza Verdi e Sinistra Lorenzo Falchi che ha sottolineato “l’importanza dei controlli” aggiungendo però che il tema “non merita di essere ridotto a un ordine del giorno”. La consigliera La Porta ha accettato di ritirare l’atto e di lavorare a una mozione da presentare nella commissione competente a patto che il tema “non venga strumentalizzato dalla maggioranza consiliare in Parlamento”.
Il collegato alla legge di stabilità
Il Collegato alla legge di stabilità per il 2026 è stato approvato questo pomeriggio (venerdì 19 dicembre) dall’aula del Consiglio regionale con i 23 voti favorevoli del Partito Democratico, Alleanza Verdi Sinistra, Movimento 5 Stelle, Casa Riformista e Forza Italia. Dodici le astensioni dei consiglieri di Fratelli d’Italia e Lega.
Annunciando l’astensione al voto sull’intero provvedimento, la capogruppo dei Fratelli d’Italia Chiara La Porta ha ribadito la “non condivisione di un metodo”. “In queste ultime ore – ha aggiunto – siamo riusciti a entrare nel merito della proposta di legge. Gli emendamenti presentati confermano che abbiamo dato il nostro contributo, fattivo e concreto, per dare risposte a territori che non sempre sono stati presi in considerazione da questa maggioranza. Siamo soddisfatti del lavoro svolto”.
Una posizione su cui si è allineato il capogruppo della Lega Massimiliano Simoni: “In questi pochi giorni – ha detto – ho cercato di portare un contributo, per quanto possibile, nell’interesse del territorio. Siamo riusciti a trovare una condivisione, quindi anche io mi astengo”.
Nel corso della seduta sono stati approvati tutti i 23 emendamenti presentati dal presidente della giunta Eugenio Giani.
Tra gli emendamenti approvati all’unanimità, quelli che concedono contributi straordinari: alla viabilità, infrastrutture e trasporto pubblico locale per la Città Metropolitana di Firenze (5 milioni di euro per il triennio 2026-2028), al comune di Empoli (2 milioni di euro nel biennio 2027-2028), al comune di Pontassieve (2 milioni di euro nel biennio 2027-2028), al comune di Follonica (658mila euro), al comune di Piombino (200miola euro), al comune di Arezzo (150mila euro), al comune di Cascina (80mila euro); per il ripristino dell’utilizzabilità e per la realizzazione di nuovi impianti sportivi ai comuni di Poggio a Caiano (1milione e 400mila euro), Siena (600mila euro), Montecatini val di Cecina (300mila euro), Castelfranco di Sotto (300mila euro), Agliana (169.800 euro), Firenze (20mila euro); per la sistemazione di una scarpata al comune di Arezzo 370mila euro; al Comune di Calci 70mila euro per la messa in sicurezza e la valorizzazione di piazza Verdi in Castelmaggiore; per i cimiteri pubblici al comune di Villafranca in Lunigiana (120mila euro) e al comune di Signa (100mila euro); per illuminazione pubblica per complessivi 370mila euro ai comuni di Piombino, Chianni e Monte San Savino; contributi straordinari per parcheggi per 200mila euro al comune di Santa Maria a Monte, per 175mila euro al comune di Bibbiena, per 163mila euro al comune di Greve in Chianti; per interventi di rigenerazione urbana al comune di Lucca (350mila euro), al comune di Barga (350mila euro), al Comune di Rapolano (300mila euro), al comune di Montecarlo (200mila euro), al comune di Pontremoli (500mila euro); per i lavori di ripristino delle strutture di protezione della foce armata del canale di Santa Liberata (150mila euro) al comune di Orbetello; per i lavori sul Teatro Bucci al comune di San Giovanni Valdarno (800mila euro); al comune di Grosseto per 607mila euro per interventi in materia di beni, istituzioni e attività culturali; per palestre scolastiche al comune di Pietrasanta (200mila euro), alla Provincia di Massa (480mila euro), al comune di Arezzo (250mila euro); alla provincia di Lucca per il completamento delle opere di intervento di ampliamento del liceo scientifico Vallisneri (1 milione di euro), per interventi di contrasto a movimenti franosi e messa in sicurezza al comune di Pistoia (427mila euro), al comune di Massa (290mila euro), al comune di Tresana (115mila euro), al comune di Licciana Nardi (100mila euro). Sempre all’unanimità è stato approvato l’emendamento che inserisce nella legge un nuovo articolo sulla valorizzazione del tratto d’Arno da Pisa alla foce.
Approvati invece a maggioranza gli emendamenti che prevedono contributi straordinari: al comune di Fiesole per opere di manutenzione di piazza Etrusca e delle aree limitrofe nella frazione di Campiobbi; al comune di Bagno a Ripoli per la realizzazione dell’impianto fotovoltaico della nuova mensa della Scuola Marconi (75mila euro); alla Società della Salute della Valdinievole per la realizzazione dell’edificio da destinare a Centro residenziale Dopo di Noi nel comune di Lanciano; contributi in tema di edilizia civica e storica ai comuni di Pietrasanta per 400mila euro, al comune di San Godenzo per 360mila euro, al comune di Massa e Cozzile per 320mila euro, al comune di Scandicci per 300mila euro, al comune di Portoferraio per 290mila euro, al comune di Casola in Lunigiana per 100mila euro, al comune di Arezzo per 150mila euro, al comune di Casciana Terme Lari per 95.000 euro e al comune di Firenze per 60mila euro; un contributo aggiuntivo per i comuni disagiati per una cifra complessiva di 550mila euro.
La presidente del Consiglio
“In questi giorni abbiamo svolto un lavoro serio e costruttivo, riuscendo a individuare punti di mediazione e di incontro. Alla fine, abbiamo approvato una legge di bilancio che, nel suo complesso, è in grado di offrire risposte e soluzioni importanti per il territorio”. Così la presidente del Consiglio regionale Stefania Saccardi al termine dei tre giorni di lavori intensi per l’approvazione del bilancio della Regione.
“Credo – ha proseguito – che il metodo utilizzato sia stato quello giusto: ci siamo confrontati, abbiamo lavorato insieme e, com’è naturale tra maggioranza e minoranza, su alcuni temi abbiamo anche discusso. Tuttavia, con senso di responsabilità, abbiamo cercato di trovare soluzioni condivise ai problemi della Toscana, con l’obiettivo di far ripartire la nostra regione e di affrontare una fase complessivamente difficile. È stato un lavoro faticoso, ma credo che alla fine sia stato raggiunto un buon risultato. La legge di bilancio è una legge complessa, che prevede una serie di interventi non solo per il prossimo anno ma anche per quelli successivi, con un impatto significativo sulle comunità e su molte amministrazioni locali. Proprio per questo aveva bisogno di essere approfondita e discussa, anche attraverso il confronto con le minoranze. Sappiamo bene che senza infrastrutture non c’è sviluppo, senza sviluppo non c’è lavoro e senza lavoro non si genera ricchezza e valore per il territorio. Il presidente Giani e la Regione Toscana hanno le idee chiare su questi temi e andremo avanti con determinazione, realizzando tutto ciò che è necessario per la crescita della nostra regione”.
“È evidente – prosegue – che questa legge di bilancio ha risentito delle tempistiche legate al recente voto: la formazione della Giunta e l’avvio completo dell’attività del Consiglio hanno richiesto tempo. Questo ha comportato ritardi inevitabili e ha fatto sì che la giunta potesse lavorare al provvedimento solo nella fase finale, trasmettendolo al Consiglio in tempi piuttosto ristretti. Le opposizioni hanno giustamente sollevato questo problema, ma oggettivamente non era possibile procedere prima”.
“Quello che ci siamo impegnati a fare – ha concluso – è che, nei prossimi anni, il Consiglio possa lavorare in modo più ordinato e approfondito, consentendo a tutti, maggioranza e minoranza, di dare il proprio contributo sugli atti più importanti che guideranno la Regione nel corso di questa legislatura”.
Messa di Natale a Sollicciano, l’arcivescovo Gambelli nel carcere di Firenze: “Un segno di vicinanza”
FIRENZE – L’arcivescovo di Firenze monsignor Gherardo Gambelli celebra la messa di Natale nella casa circondariale di Solliciano: ad annunciarlo lo stesso arcivescovo Gambelli nel corso della cerimonia di auguri con la stampa venerdì 19 dicembre.
Arcivescovo Gambelli: “Voglio dare un segno di vicinanza alle persone che sono in questo luogo, spesso dimenticate: ci sono tante situazioni di sofferenza che noi percepiamo, anche alla luce dei suicidi che ci sono stati negli ultimi tempi. Vorrei proprio portare un messaggio di speranza, perché siamo all’interno del Giubileo della speranza, e la vicinanza di tutta la chiesa di Firenze a questi nostri fratelli e sorelle, perché non possiamo vivere veramente nella pace senza questa attenzione alle persone che hanno sbagliato: che certamente devono pagare per le loro azioni, ma al tempo stesso hanno bisogno del nostro sostegno per essere rieducate in maniera degna”.
Poi: “Le statistiche dicono che la recidiva dei reati è superiore al 75%: è un fallimento. Se un’istituzione nel nostro mondo fallisce al 75%, ci si chiede se non sia il caso di chiuderla o di ripensarla. Mi meraviglia che davanti a queste statistiche poi nessuno prenda delle decisioni. Nel carcere di Bollate a Milano, dove è stato aperto un ristorante gestito dai detenuti, la recidiva è scesa sotto il 20%. Questo ci fa capire che è possibile cambiare”.
Poi: “Tante volte c’è una pigrizia mentale, anche nel credere che magari magari certi problemi della sicurezza possano essere risolti semplicemente chiudendo le persone in un luogo di detenzione. Ma ci accorgiamo che questo non funziona: e allora dobbiamo interrogarci su come possiamo cambiare questi luoghi: non basterebbe distruggere questo luogo e poi ricostruirlo uguale identico, la cosa importante è cambiare la nostra mentalità, e capire che se noi dimentichiamo queste persone, è come mettere la polvere sotto il tappeto e quindi disinteressarci della nostra società”.
Su overtourism a Firenze Gambelli ha risposto: “L’overtourism è un tema che preoccupa: a volte la città è invasa. È una battaglia difficile proporre attività che aiutino a non vivere Firenze come un museo. C’è un esodo, una vera emorragia di abitanti dal centro storico che fa tristezza: lo spopolamento impoverisce il cuore della città. Credo nella sinergia tra le istituzioni per affrontare certe crisi, anche nell’accoglienza delle persone straniere. Girando vedo tante realtà e associazioni che fanno cose molto belle”.
Il saluto si è aperto con un ricordo di Domenico Mugnaini, direttore di Toscana Oggi, scomparso un mese fa. Gambelli ha ribadito la stima e l’affetto per un giornalista che ha svolto la professione con passione e competenza. Al ricordo di Mugnaini si sono uniti anche il presidente dell’Ordine dei giornalisti della Toscana Giampaolo Marchini e il presidente dell’Associazione stampa Sandro Bennucci.
Gilardino blinda il gruppo e ringrazia i tifosi. “Pisa è passione, usciremo dalle difficoltà lottando”
PISA – Giorno di antivigilia: nella sala stampa dello Stadio Arena Garibaldi di Pisa è intervenuto il tecnico dei nerazzurri, Alberto Gilardino, nella consueta conferenza stampa.
Il momento è complesso, inutile negarlo. Eppure, Gilardino rifiuta il catastrofismo. L’analisi del tecnico è lucida: contro il Parma il primo tempo è stato equilibrato, a Lecce l’errore è stato circoscritto a venti minuti di blackout.
“Possiamo trovare dieci motivi per spiegare le sconfitte, ma non serve”, taglia corto l’allenatore. La ricetta è una sola: togliere qualcosa a se stessi per donarlo al gruppo. Niente scuse. La squadra si allena con intensità e desiderio. Gilardino ne è convinto: Lecce è stata solo una parentesi negativa in un percorso di crescita.
In un momento delicato, la piazza ha risposto presente. La Curva Nord ha chiamato l’adunata all’AC Hotel per salutare la squadra in partenza. Un gesto che il mister ha apprezzato profondamente. “È la dimostrazione di cosa sia Pisa: passione e sacrificio”, commenta Gilardino. La squadra non mollerà di un centimetro, promette il tecnico. Sentire la vicinanza della gente è benzina pura per un gruppo che deve lottare per la salvezza.
I numeri, però, non mentono. Dieci gol fatti contro sedici “attesi” (xG). La squadra crea, ma concretizza poco. Senza punte fisiche come Nzola, l’attacco va ridisegnato. Gilardino studia le contromosse. L’idea è tattica: portare più uomini dentro l’area di rigore, magari inserendo mezzali d’inserimento come Piccinini.
Non si parla di mercato, ma di lavoro sul campo. Bisogna migliorare nella decisione finale, nella “fame” sotto porta. È una questione di testa, prima che di tecnica.
Tra i singoli, i riflettori sono puntati su Matteo Tramoni. Il tecnico lo vede in fiducia e si aspetta molto. “Deve determinare di più”, è il messaggio chiaro mandato al giocatore. Ha strappo, velocità e tecnica. Il Pisa ha bisogno che le sue qualità si trasformino in azioni decisive, anche a costo di sbagliare qualcosa. Deve prendersi la responsabilità di accendere la luce.
La lotta salvezza è una tonnara. Tre o quattro punti dividono l’inferno dal paradiso. Bisogna restare agganciati al treno. In difesa potrebbero esserci rotazioni per alzare la competizione interna, mentre Coppola sta recuperando la condizione migliore.
La testa è solo a Cagliari. L’obiettivo non è solo il risultato, ma una prestazione di carattere. Per onorare la maglia e la passione di chi non smette di cantare.
Minacce di morte alla ex, in manette un cinquantenne di Livorno
LIVORNO – Ancora un caso di violenza sulle donne finito con un arresto.
I carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile di Livorno hanno arrestato un 50enne per il reato di atti persecutori. I militari sono intervenuti nelle prime ore del mattino nei pressi dell’abitazione di una donna, a seguito di una richiesta di soccorso veicolata al servizio esterno tramite la centrale operativa dell’Arma.
Secondo la ricostruzione dei fatti eseguita dai militari intervenuti, la vicenda sarebbe scaturita da sempre più frequenti condotte maltrattanti attraverso le quali il 50enne, col quale in precedenza la vittima aveva intrattenuto una relazione, l’avrebbe minacciata di morte, ponendo in essere condotte intimidatorie, sia nei confronti della donna che del figlio.
All’esito degli immediati approfondimenti condotti dai carabinieri, sarebbe emerso un complesso quadro relazionale nel quale tali condotte, divenute sempre più frequenti, avrebbero determinato la vittima, oltre ad interrompere la relazione, anche ad allontanarsi dall’avere ogni contatto con l’ex compagno, che spesso l’avrebbe importunata anche attraverso messaggi e chiamate telefoniche, provocandole uno stato di preoccupazione per la propria incolumità ed in ultimo inducendo la parte offesa a richiedere l’intervento dei carabinieri.
Di fronte all’ennesimo episodio di maltrattamenti, l’uomo è stato sorpreso dagli operanti in flagranza di reato davanti alla porta d’ingresso della donna mentre suonava con insistenza il campanello e ripetutamente batteva con pugni sulla porta, minacciando di abbatterla per entrare. Espletate le formalità di rito, l’indagato è poi stato ristretto presso la locale casa circondariale, a disposizione dell’autorità giudiziaria di Livorno. A seguito di udienza di convalida celebrata al tribunale di Livorno, l’arresto è stato convalidato e nei confronti del presunto autore è stata disposta la misura cautelare della custodia in carcere. Nel rispetto dei diritti delle persone indagate, sono da ritenersi presunte innocenti in considerazione dell’attuale fase del procedimento – indagini preliminari – sino ad un definitivo accertamento di colpevolezza con sentenza irrevocabile.
L’invito dell’Arma è quello di rivolgersi ai Nentri antiviolenza, ad una caserma dei carabinieri, al 112 Nue ovvero al numero gratuito 1522, anche solo per un consiglio, evitando il degenerare di situazioni che mostrano segnali di malessere.
Nell’ambito dell’intensificazione dei servizi tesi al controllo del territorio a tutela di ordine e sicurezza pubblica, su tutta la provincia, con particolare riguardo a prevenire e contrastare ogni condotta maltrattante rivolta alle fasce vulnerabili,
Pedopornografia on line, chiusa l’indagine della polizia: arrestati in quattro
FIRENZE – Importante operazione contro la pedopornografia on line: tre arresti dalla polizia nell’ambito di una vasta operazione.
Al termine di un’articolata indagine che ha impegnato i poliziotti del Centro Operativo per la sicurezza cibernetica per la Toscana, sono state eseguite 17 perquisizioni nei confronti di altrettanti indagati, di cui 4 tratti in arresto per detenzione e diffusione di materiale pornografico realizzato con l’utilizzo di minori degli anni 18.
L’attività, scaturita dall’analisi di un dispositivo informatico sequestrato durante un’altra operazione di contrasto alla pedopornografia online, ha consentito di localizzare in Italia 17 utenti ritenuti responsabili di scambiare contenuti di pornografia minorile. Gli investigatori fiorentini, per diversi mesi, hanno monitorato le condotte dei profili sospettati, rilevando che scaricavano e, in alcuni casi, condividevano incessantemente video e immagini raffiguranti minori, anche in tenerissima età, in atti sessuali tra loro o con adulti, utilizzando una nota applicazione di messaggistica istantanea.
Ulteriori approfondimenti, sia tradizionali che tecnici, hanno consentito di identificare gli utenti, tutti uomini tra i 20 e i 70 anni, gravemente indiziati di detenzione e diffusione di contenuti di pornografia minorile e residenti in diverse Regioni italiane.
Sulla scorta degli elementi raccolti dal Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica per la Toscana, la Procura della Repubblica del tribunale di Firenze ha emesso i decreti di perquisizione nei confronti di 17 indagati, che sono stati eseguiti contestualmente, con l’impiego di oltre 50 operatori della Polizia Postale di Toscana, Sardegna, Lombardia, Campania, Sicilia, Lazio, Piemonte e Veneto e il coordinamento del Centro nazionale per il contrasto alla pedopornografia Online (Cncpo) del servizio polizia postale e per la sicurezza cibernetica.
Durante la fase esecutiva, sono stati rinvenuti decine di migliaia di file di pornografia minorile, in alcuni casi anche classificati meticolosamente per categorie di interesse, evidenza che denota un interesse ossessivo per la materia, da parte degli indagati.
Il possesso di ingente quantità di materiale realizzato mediante lo sfruttamento sessuale di minori ha consentito di procedere all’arresto in flagranza nei confronti di quattro dei destinatari dei provvedimenti, mentre gli altri sono stati denunciati a piede libero.
Gli indagati, alcuni dei quali con pregiudizi specifici, impiegati, operai e pensionati, sono da considerarsi innocenti fino a sentenza definitiva di condanna.
Lapo Baroncelli designato presidente di Confindustria Toscana Centro e Costa
FIRENZE – Il consiglio generale di Confindustria Toscana Centro e Costa, riunito ieri pomeriggio (18 dicembre) ha designato Lapo Baroncelli alla presidenza di Confindustria Toscana Centro e Costa – Firenze, Livorno, Massa Carrara per il quadriennio 2025 – 2029.
Il presidente designato presenterà programma e squadra di vicepresidenti alla prossima riunione del consiglio generale.
L’elezione del presidente e dei vicepresidenti, spetterà poi alla assemblea di Confindustria Toscana Centro e Costa.
“Il mio programma di mandato verrà scritto insieme ai vicepresidenti che mi affiancheranno nel prossimo quadriennio – spiega il presidente designato alla guida di Confindustria Toscana Centro e Costa Lapo Baroncelli – In una situazione così delicata per il nostro sistema industriale, certamente la più delicata degli ultimi venti anni, c’è bisogno di remare tutti, grandi e piccoli, manifatturieri, mondi dei sevizi innovativi e industria turistica, per una decisa reindustrializzazione del nostro territorio, perché solo l’industria, quella tradizionale, quella innovativa, quella dei servizi, è la sala macchine del Pil – prosegue Lapo Baroncelli -. Solo le imprese sono produttrici di benessere e di lavoro. La nostra associazione ha fatto un passo avanti importante con il percorso di fusione che ha messo insieme territori industrialmente affini e complementari. Occorre maturità, lungimiranza e capacità di costruire”.
Lapo Baroncelli, classe 1983, imprenditore, con una consolidata esperienza nella gestione d’impresa, nella finanza e nella valorizzazione del territorio. Fondatore e amministratore unico di divenire holding, società di partecipazioni che investe in Pmi del made in Italy con particolare attenzione alla Toscana, opera anche come advisor per la Toscana di Nash Advisory (Corporate finance I M&A).
È membro di giunta della Camera di Commercio di Firenze, già vicepresidente di Confindustria Toscana Centro e Costa, membro del cda della Fondazione Destination Florence e console onorario dello Sri Lanka per la Toscana.
Nel settore turistico è fondatore e presidente di Xenia Hotels Collection, catena di boutique hotel e residenze d’epoca, e amministratore di Tonino Properties, società di sviluppo e gestione immobiliare. In passato è stato presidente di Firenze Fiera e presidente del Gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria Firenze.
Laureato all’università degli studi di Firenze, ha svolto esperienze formative internazionali a Londra, Valencia, Shanghai e Dubai.
Natale sicuro, sequestrati all’Osmannoro 800mila prodotti non conformi venduti sugli scaffali
FIRENZE – Prosegue l’operazione ‘Natale sicuro’ della Guardia di Finanza.
Un intervento di straordinario rilievo per dimensioni, impatto e valore sociale è stato portato a termine dal comando di Firenze, che ha sequestrato circa 800mila articoli potenzialmente pericolosi, destinati in larga parte alla vendita nel periodo natalizio, impedendone la diffusione sul mercato e tutelando concretamente la sicurezza dei consumatori.
L’operazione si inserisce in un articolato e capillare dispositivo di controllo economico del territorio, pianificato dal comando provinciale della Guardia di finanza di Firenze e attuato in linea con gli indirizzi strategici del comando regionale Toscana, con particolare intensificazione in vista delle festività, fase dell’anno in cui l’aumento dei consumi accresce il rischio di immissione sul mercato di prodotti non conformi agli standard di sicurezza.
I sequestri sono scaturiti da due distinti interventi operativi, condotti rispettivamente dai militari del Nucleo di polizia economico-finanziaria di Firenze – Gruppo tutela mercato, beni e servizi e dai finanzieri del secondo Nucleo operativo metropolitano di Firenze, che hanno eseguito mirati controlli in due attività commerciali ubicate nell’area di Sesto Fiorentino – Osmannoro, gestite da cittadini extracomunitari e operanti nel commercio all’ingrosso e al dettaglio di articoli di varia natura.
All’interno dei locali commerciali e dei magazzini annessi sono stati rinvenuti ingenti quantitativi di giocattoli, materiale elettrico, articoli per la casa, minuteria metallica e altri prodotti di largo consumo, risultati sprovvisti delle informazioni obbligatorie previste dal codice del consumo, tra cui le attestazioni di conformità alle normative europee, l’indicazione dell’origine e della provenienza dei prodotti e le informazioni su materiali, composizione e modalità di utilizzo.
L’assenza di tali elementi non consente di verificarne la conformità agli standard tecnici e di sicurezza dell’Unione Europea, rendendo i prodotti potenzialmente pericolosi per la salute, con particolare riferimento ai minori, destinatari privilegiati di molte delle tipologie merceologiche sequestrate nel periodo natalizio.
L’azione tempestiva e altamente specializzata della Guardia di Finanza ha permesso di intercettare l’ingente partita di merce prima della sua immissione nella rete commerciale, evitando che potesse raggiungere le abitazioni dei cittadini proprio in un momento dell’anno in cui il consumo di tali articoli cresce in modo esponenziale.
L’operazione assume un significato che va oltre il dato numerico e repressivo: rappresenta un concreto presidio di legalità economica, volto a garantire la tutela della salute pubblica, la protezione dei consumatori e il corretto funzionamento del mercato, salvaguardando al contempo gli operatori economici onesti che rispettano le regole e subiscono la concorrenza sleale di chi immette prodotti non conformi.
Con questo intervento, la Guardia di Finanza di Firenze conferma il proprio ruolo di forza di polizia economico-finanziaria a tutela dei cittadini, capace di coniugare efficacemente prevenzione e repressione delle illegalità, soprattutto nei contesti di maggiore esposizione al rischio.
I controlli proseguiranno in modo sistematico e ad alta intensità su tutto il territorio provinciale, con particolare attenzione ai periodi di maggiore afflusso commerciale, a conferma di un impegno costante e concreto a presidio della sicurezza economica, della salute dei cittadini e della fiducia nel mercato.
In camere anguste nel sottotetto accanto al laboratorio di confezioni, imprenditore in manette
PRATO – Lavoratori stipati in un capannone adiacente all’azienda dove lavorano senza i requisiti minimi di igiene e sicurezza.
Questo lo scenario che si è presentato agli inquirenti ieri (17 dicembre) all’interno di una impresa di confezioni in via XX settembre.
L’attività ha consentito di scoprire che, all’interno dello stabile adiacente, c’erano ambienti destinati a ricovero delle maestranze, con posti letto ricavati all’interno del vano sottotetto, in un ripostiglio esterno, all’interno del quale vi era esclusivamente lo spazio necessario per posizionare una branda. Trovate anche porzioni di camere, ottenute mediante tramezzature in cartongesso, in modo da incrementare la capacità ricettiva dell’immobile.
Gli ambienti erano serviti da diramazioni di impianto elettrico rudimentale con conseguente incremento dei rischi di incendio e di elettrocuzione. Nel complesso sono stati individuati nove posti letto in uno spazio di non più di cinquanta metri quadrati, in larga misura privi di tutti i requisiti di abitabilità previsti dalla normativa vigente (assenza di superfici aeroilluminanti, riscaldamento eccetera), con condizioni igieniche del tutto precarie.
Per la procura si tratta di condizioni incompatibili con la tutela della dignità umana, “che testimoniano la logica imperante nel territorio di perseguire la massimizzazione del profitto a discapito dei requisiti minimali di tutela della persona”.
All’interno dei locali produttivi, intanto, erano in corso intense attività di produzione di capi di abbigliamento per conto di noti marchi della moda, vista la presenza delle relative etichette.
La procura ha disposto il sequestro preventivo in via d’urgenza, ipotizzando i delitti di assunzione di lavoratori irregolari sul territorio nazionale, intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, oltre a violazioni al testo unico in materia di sicurezza e igiene sui luoghi di lavoro.
È stato arrestato in flagranza di reato un cittadino cinese, già lavoratore irregolare di un’altra azienda oggetto di specifica investigazione, che aveva beneficiato delle misure di tutela sociale e giuridica previste dall’articolo 18 ter del testo unico sull’immigrazione, ivi compreso il permesso di soggiorno per motivi di giustizia.
Il che ha indotto la procura ad agire per ottenere la revoca del permesso e delle conseguenti misure assistenziali, in quanto l’importanza della collaborazione, che quest’ufficio ricerca, esige il rigore nel rispetto degli impegni assunti e l’abbandono dell’agire ispirato all’illegalità da parte dei soggetti tutelati.
La figura dell’arrestato è stata utilizzata dai gestori di fatto per schermare la propria posizione dalle responsabilità penali, amministrative e fiscali. Si tratta, quindi, di una nuova metodologia impiegata per occultare l’effettiva figura datoriale.
Sono stati trovati, infine, tre lavoratori cinesi irregolari sul territorio nazionale, uno dei quali è stato sorpreso nel sonno all’interno del ripostiglio, una vera e propria stamberga.
Le attività investigative sono state curate, con il coordinamento della procura di Prato, dagli appartenenti al Gruppo prevenzione e contrasto ai gravi fenomeni di sfruttamento dell’Asl Toscana Centro (Ufc Pissl) – il cui organico è stato recentemente incrementato dal presidente della Regione Toscana, su richiesta della procura – e dalla compagnia dei carabinieri del comando provinciale di Prato, che hanno proceduto all’arresto.
Fiorentina, specchiati nei tuoi errori: ennesimo ko di una stagione stregata
LOSANNA – Cala la nebbia e cala il buio sul gioco della Fiorentina. Nell’ultima gara della fase a gironi di Conference League, i viola escono sconfitti per 1-0 dallo stadio della Tuilière. Decide un gol di Sigua a inizio ripresa. Una prestazione opaca, condizionata da errori tecnici e da un risveglio troppo tardivo.
L’avvio è lento, quasi soporifero. La Fiorentina, infarcita di seconde linee, fatica terribilmente a costruire. I passaggi sono imprecisi, le idee poche. Il Losanna è più intraprendente, ci prova con Fofana e Lekoueiry, ma la difesa viola regge grazie ai centimetri di Pongracic. L’unico vero brivido arriva dal meteo: al 41′ la nebbia si infittisce, costringendo l’arbitro a una breve interruzione. Si va al riposo sullo 0-0, un risultato specchio di una frazione priva di emozioni.
La ripresa inizia con lo stesso copione, ma al 58′ l’equilibrio si spezza. Kana Biyik inventa sulla fascia con un doppio dribbling e crossa al centro: Sigua prende il tempo a tutti e di testa batte Martinelli. È l’1-0 per gli svizzeri. La Fiorentina accusa il colpo e sbanda. Al 61′ serve un grande riflesso del giovane Martinelli su una conclusione ravvicinata di Lekoueiry per evitare il raddoppio che avrebbe chiuso i giochi.
Vanoli capisce che serve una scossa e al 70′ cala il tris d’assi. Dentro contemporaneamente Kean, Gudmundsson e Mandragora. La squadra alza il baricentro. L’occasione più ghiotta arriva al 76′, ma il portiere svizzero Letica compie un doppio miracolo respingendo i tentativi in successione di Fortini e Kouadio. Il finale è nervoso, con Kean che finisce sul taccuino dei cattivi. Nonostante i cinque minuti di recupero, il muro del Losanna non crolla. La Fiorentina chiude il girone con una sconfitta amara.
Il tabellino
LOSANNA (4-3-1-2): Letica; Soppy, Mouanga, Sow, Fofana (86′ Abdallah); Sigua (70′ Custodio), Roche, Butler-Oyedeji (79′ Poaty); Lekoueiry; Bair, Kana-Biyik (70′ Ajdini). All. Zeidler.
FIORENTINA (3-5-2): Martinelli; Pongracic, Pablo Marí, Viti; Kouadio (83′ Dodo), Richardson (70′ Mandragora), Nicolussi, Sohm, Kouamé (55′ Fortini); Dzeko (7′ Gudmundsson), Piccoli (70′ Kean). All. Vanoli.
RETI: 59′ Sigua (L).
NOTE: Ammoniti: Kean (F), Fortini (F), Lekoueiry (L).
Al lavoro in azienda per più di dieci ore al giorno: arrestato il titolare
PIEVE A NIEVOLE – I lavoratori di un’azienda di Pieve a Nievole, della quale risultava a quanto pare responsabile un cittadino di origine cinese erano costretti a lavorare 84 ore a settimana.
E su questa ipotesi, a seguito delle indagini condotte dalle forze dell’ordine, un 49enne (regolare sul territorio nazionale, con alle spalle alcuni precedenti) è stato arrestato nelle scorse ore dagli agenti di polizia della squadra Pas del commissariato di Montecatini Terme con le accuse di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro. In particolare, l’attività d’indagine è stata avviata a seguito di una denuncia ricevuta da una donna (anch’essa di origini cinesi) che lavorando senza regolare contratto in un’azienda di produzione di borse in pelle aveva subito un infortunio sul lavoro che ha comportato l’amputazione di una falange di un dito della mano. Nel contesto, gli agenti di polizia hanno avuto riscontri anche delle condizioni di lavoro a cui era sottoposta e hanno avviato una conseguenziale attività investigativa.
Anche attraverso l’utilizzo di strumenti tecnici, stando a quanto riferito dalla questura, gli agenti hanno appurato come poco meno di una mezza dozzina di operai lavorassero presso uno stabilimento di Pieve a Nievole “dalle 7 circa della mattina alle 21 circa della sera, per sei giorni alla settimana per un totale di circa 84 ore settimanali”. Nel dettaglio, è stato constatato che quasi tutti i lavoratori alloggiavano nella residenza del presunto responsabile della ditta (il 49enne cinese, per l’appunto) il quale accompagnava quasi tutti loro in azienda a bordo di un proprio mezzo, per poi essere riportati in abitazione alla fine della giornata di lavoro.
La polizia, in ottemperanza a quanto disposto dall’autorità giudiziaria, ha eseguito una perquisizione nello stabile aziendale e nell’abitazione dell’indagato unitamente al Nucleo ispettorato del lavoro dell’Arma dei carabinieri, all’Usl Toscana Centro e all’Arpat. Ed all’interno del plesso aziendale è stata effettivamente riscontrata la presenza di un materasso e di coperte utilizzate dalla lavoratrice per trascorre la notte nel capannone, privo di riscaldamento.
Sarebbero inoltre state riscontrate violazioni in materia di sicurezza e igiene nei luoghi di lavoro, come l’assenza di dispositivi di sicurezza nell’utilizzo di macchinari e “condizioni igieniche fortemente precarie”. I tre lavoratori cinesi coinvolti sono risultati privi di contratto di lavoro. Dalle verifiche di Arpat, sono emerse anche delle violazioni in materia di Testo unico ambientale in relazione alla disciplina di smaltimento dei rifiuti.
Non è tutto: la porzione di appartamento dove i lavoratori venivano fatti alloggiare si presentava a quanto sembra in condizioni igieniche carenti e con uno dei due bagni che non erogava acqua calda. Il 49enne è quindi stato portato in carcere a seguito del sequestro dell’azienda, mentre il figlio è stato denunciato.
Calciomercato toscano: l’Arezzo saluta Lazzarini, la Pianese riabbraccia Reali
Giornata di operazioni ufficiali per il calcio toscano, tra addii sentiti e ritorni graditi. Al Comunale si chiude un ciclo importante. La S.S. Arezzo e Mirko Lazzarini si dicono addio. Le parti hanno firmato la risoluzione consensuale del contratto.
Il centrocampista lascia la maglia amaranto dopo quattro stagioni vissute da protagonista. Arrivato nel 2021, ha tagliato il traguardo delle 100 presenze ufficiali, condite da due reti. Un percorso lungo, fatto di professionalità e attaccamento, che ha contribuito alla crescita del gruppo. La società lo ha ringraziato pubblicamente per la serietà dimostrata, augurandogli il meglio per il futuro.
Sull’Amiata, invece, si festeggia un rientro. L’US Pianese ha ufficializzato il ritorno di Alessandro Reali. Il portiere, un classe 2005, conosce bene l’ambiente delle “zebrette”, avendo già difeso questi colori nella passata stagione. Il giovane estremo difensore va a rinforzare il reparto arretrato e ha scelto la maglia numero 24. Reali è già a disposizione di mister Birindelli, pronto per questa nuova avventura in bianconero.
Dall’ansia al risveglio muscolare: tablet in corsia per coinvolgere pazienti e famiglie
PRATO – La tecnologia entra in corsia, ma lo fa con un volto umano. Nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale Santo Stefano nasce un nuovo protocollo di cura. Si chiama H.E.R.M.E.S. ed è un modello innovativo di stimolazione digitale pensato per i pazienti più fragili.
Il cuore del progetto è l’uso di tablet equipaggiati con contenuti specifici. Non servono per svago, ma per la riabilitazione. All’interno si trovano video, immagini e audio creati su misura da fisioterapisti e logopedisti. Ci sono app studiate per tenere allenata la memoria, favorire l’orientamento e, fattore cruciale, ridurre l’ansia e la paura tipiche del ricovero in rianimazione.
La sfida del team diretto dal dottor Vittorio Pavoni è combattere l’immobilità. Stare fermi troppo a lungo porta a debolezza muscolare e rischia di innescare il delirium. Grazie a questi strumenti, si garantisce una stimolazione multisensoriale attiva 24 ore su 24. Il paziente può esercitarsi senza sosta, senza affaticarsi eccessivamente e senza richiedere un aumento del personale sanitario. L’obiettivo finale è ambizioso: ridurre i tempi medi di degenza.
La vera rivoluzione è l’inclusione. Il tablet diventa un ponte. Permette ai familiari (caregiver) di diventare protagonisti del percorso di cura. I parenti, formati dal personale, aiuteranno i propri cari a svolgere gli esercizi cognitivi o motori. Il progetto, frutto di un lavoro multidisciplinare che unisce medici, infermieri e terapisti, guarda anche al “dopo”. Ciò che si impara in reparto diventa un bagaglio fondamentale per continuare la riabilitazione a casa, garantendo continuità tra l’ospedale e il ritorno alla vita quotidiana.
Salvini assolto per il caso Open Arms, Potenti (Lega): “Esempio di uso distorto della magistratura”
LIVORNO – La definitiva assoluzione di Matteo Salvini nel processo Open Arms riapre con forza il dibattito sul rapporto tra politica e magistratura. A intervenire con parole nette è il senatore livornese Manfredi Potenti (Lega), che definisce la sentenza della Cassazione “assolutamente giusta” e punta il dito contro quello che considera un uso distorto dell’azione giudiziaria.
Secondo Potenti, il procedimento non avrebbe mai dovuto iniziare, perché basato su un presupposto giuridico errato: “Non si processa un atto politico” afferma, parlando apertamente di una “follia di una certa magistratura”. Una critica che va oltre il singolo caso e investe il metodo con cui, a suo avviso, alcuni uffici giudiziari hanno scelto di perseguire una linea accusatoria rivelatasi infondata.
Il senatore non nasconde un sentimento di sollievo per l’esito finale del processo, ma chiarisce di non provare gioia: “Rimane una punta di amaro in bocca”. Il motivo è evidente: quattro anni di processo, con un forte impatto personale, politico e istituzionale, e un costo rilevante per le casse dello Stato. Da qui la domanda che Potenti pone con decisione: quanto è costato all’Erario l’accanimento accusatorio dei magistrati palermitani?
Una domanda che si intreccia con un’altra riflessione critica: mentre si portava avanti un procedimento poi conclusosi con un’assoluzione piena, “non è che mancassero altri casi da investigare e processi da istruire”. Un’affermazione che chiama in causa le priorità della giustizia e l’efficacia dell’azione giudiziaria.
Per il senatore leghista, la chiusura del processo Salvini non può rappresentare un semplice punto finale.
Le dichiarazioni del parlamentare si inseriscono in un quadro più ampio di riforme della giustizia sostenute dalla Lega. In particolare, Potenti richiama il prossimo referendum sulla separazione delle carriere, definendolo il completamento di un percorso avviato nel 1989. Un passaggio che, secondo il senatore, riconosce finalmente la diversa funzione e cultura giuridica di giudici e pubblici ministeri.
Ma il punto centrale, sottolinea Potenti, resta un altro: la responsabilità civile dei magistrati. Per il senatore, non può esistere un sistema in cui chi esercita un potere così incisivo sulla vita delle persone e delle istituzioni resti completamente immune dalle conseguenze dei propri errori. «Ragionamenti giuridici di strada», li definisce, riferendosi a imputazioni che non hanno retto al vaglio finale della giustizia.
Il caso Open Arms, nella lettura del senatore livornese, diventa così emblematico di una frattura più profonda: quella tra giurisdizione e politica, tra controllo di legalità e invasione di campo. Una frattura che, conclude Potenti, potrà essere sanata solo attraverso riforme strutturali capaci di ristabilire equilibrio, responsabilità e fiducia nello Stato di diritto.
Assoluzione Matteo Salvini, Lega Toscana: “Giustizia è fatta”. Vannacci: “Adesso la remigrazione”
Matteo Salvini: “Oggi sono lontano da Palermo ma con il cuore sono vicino per mille motivi. Innanzitutto perché ieri è stata una bella serata: si è chiuso il processo Open Arms cominciato lì. Si trattava di un altro genere di navigazione, però confesso che al di là delle dichiarazioni stampa, un conto è parlare dei processi degli altri, un altro è rimanere per cinque anni sospeso. E’ chiaro che se la Cassazione ieri avesse deciso in maniera diversa, si sarebbe aperta la porta della condanna. Quindi, diciamo che ho dormito un pochino più leggero ieri notte“.
“Sono contento per i miei figli, che sanno che il papà non è un pericoloso criminale, e per gli italiani, che ogni giorno si trovano a combattere contro l’immigrazione e tutti i reati conseguenti”.
“Crediamo nell’impresa”: il messaggio di fiducia della Curva Nord a mister e giocatori
PISA – Quando il gioco si fa duro, la tifoseria risponde presente. Niente polemiche, solo sostegno incondizionato. La Curva Nord Maurizio Alberti ha lanciato un appello chiaro a tutto il popolo neroazzurro.
L’appuntamento è per sabato alle ore 13:45. Il luogo di ritrovo è l’esterno dell’AC Hotel, un piazzale già teatro di adunate storiche in tempi ben più bui di questo. L’obiettivo è semplice: trasmettere grinta alla squadra prima della trasferta di Cagliari.
Il comunicato degli ultras è un atto di fede. Riconoscono il momento difficile, ma rifiutano il disfattismo. “È il momento di spingere, non di sfilarsi”, scrivono i tifosi. Vogliono iniettare fiducia e positività nel gruppo e nel mister.
La categoria va difesa con i denti. La Nord ribadisce di credere nell’impresa. Il messaggio è netto: nessuno scenderà dal carro. Se arriverà la salvezza, sarà una festa memorabile. Se andrà male, si “andrà giù tutti insieme”. A una sola condizione, però: l’impegno massimale. La richiesta alla squadra è di uscire dal campo sempre a testa alta, onorando la maglia ogni maledetta domenica.