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Blog Tour: Anubi – Al di là di Borgo Opaco di Emanuela A. Imineo

Buon sabato lettori, oggi ospito una tappa dedicata al blog tour di Al di là di Borgo Opaco di Emanuela A. Imineo. Vi parlo di Anubi, divinità egizia il protettore delle necropoli e del mondo dei morti. Anubi Dio della mummificazione e dei cimiteri, protettore delle necropoli e del mondo dei morti; era rappresentato come un uomo dalla testa di sciacallo. Il culto di Anubi si pensi che risalga alla nascita della civiltà egizia, prosegue nel periodo greco-romano e si risale anche a un breve periodo di epoca cristiana. Rappresentato come una figura di canide e di colore nero: il colore nero fa riferimento al simbolo di nascita. Chiunque sa che le relazioni familiari di ogni religione dedicata alle divinità mitologiche sono controverse, anche la stessa di Anubi. Si dice tra l’altro che Anubi è il frutto di una relazione adulterina del dio Osiride e Nefty, Iside accetterà egualmente Anubi e sarà fondamentale per il ciclo osiriano. Nel pantheon egizio, il dio assume diverse funzioni. Nella prima dinastia egizia, come protettore delle tombe e finì poi per assumere anche le funzioni di imbalsamatore, inventore appunto della mummificazione. Durante il Medio Regno fu sostituito da Osiride come signore dell’aldilà. Una delle missioni che ricopre in questo periodo è il traghettatore di anime dei defunti, per poi compire la pesature del cuore decisiva per l’ammissione delle anime nel regno dei morti. Il dio del mondo dei morti aveva diversi titoli come: “Colui che presiede l’imbalsamazione”. “Colui che è sulla sua montagna” (intendendo la montagna dove erano scavati gli ipogei sepolcrali). “Quello della necropoli”. “Colui che è nell’ut” (imyut; ut, o out, era il termine che designava le bende delle mummie). «Ora è chiaro il potere dell’imbalsamatore.[…] “Lascia che i sacri emblemi siano posti nella sala funebre”, dice Anubi.[…] Osiride […] giace sul tavolo dell’imbalsamazione.[…] E Anubi dice a Osiride: “Sorgi e vivi! Ecco la tua nuova sembianza!”» (Testi dei sarcofagi, n°215) Il Ruoli del dio del mondo dei morti Protettore delle tombe: Numerosi testi e iscrizioni dell’antico egitto fanno riferimento al suo ruolo. L’epiteto Khentamentyu, che significa Signore degli Occidentali, fa riferimento ai defunti, sepolti sulla riva sinistra del Nilo, dove il sole tramonta, erano chiamati gli occidentali. Altri nomi di riferimento sono Tepydjuef, che significa Colui Che è sulla Sua montagna, e Nebtadjeser, cioè Signore della Sacra Terra, in riferimento alle zone del deserto adibite a necropoli. Il Papiro Jumilhac – racconta di come abbia protetto il corpo di Osiride dal dio Seth. Seth tenta di attaccare il corpo di Osiride trasformandosi in un leopardo: Anubi lo ferma e lo sottomette, scorticandolo e marchiandone la sua pelle come un avvertimento contro i profanatori di tombe. Imbalsamatore – Chiamato anche come “Colui Che presiede il padiglione divino” principalmente si fa riferimento alla tenda dove si imbalsamava il corpo oppure alla camera sepolcrale del faraone. Secondo sempre il mito di Osiride, Anubi aiuta Iside a imbalsamare Osiride. Il mito fa riferimento agli organi del dio defunto e assassinato dal fratello Seth, questi vennero donati al dio, diventando il patrono degli imbalsamatori. Guida delle anime – Nel Periodo Tardo vediamo il dio nelle vesti di guida delle anime, al cospetto di Osiride. Gli Epiteti che definiscono il ruolo di Anubi Signore degli Occidentali Signore della sacra terra Colui che presiede al padiglione divino Colui che è nel luogo dell’imbalsamazione Questi epiteti indicano i ruoli principali del dio che si occupava della ricostruzione dei defunti, dei funerali e della sepoltura. Anubi nelle vesti di mago Nel periodo greco-romano Anubi ricopre il ruolo cosmico e che porta speranze al popolo che si manifestano nei suoi confronti con richieste e invocazioni che alludono alla magia e per indovinare il futuro. il faraone della Duat, il faraone degli occidentale; colui il cui viso è forte fra gli dei; l’elevato; il potente; Anubi dal bel viso; Come mago Anubi procurava anche filtri d’amore per suscitare passioni in uomini e donne mediante sogni erotici. Anubi Legionario Romano In epoca romana viene rappresentato come un legionario, difensore e combattente coraggioso del cadavere di Osiride. Quando combatte contro Seth si trasforma spesso nel dio Horus offrendo personalità rispetto ai tratti funerari. Il ruolo dio del mondo dei morti come legionario romano viene ritratto come difensore delle tombe dai profanatori e dai cattivi spiriti. Da non confondere tra questi due concetti: la concezione egizia che assegnava ad Anubi il ruolo di guardiano della spoglia di Osiri; l’idea che l’esercito e i legionari romani fossero per antonomasia i rappresentanti della funzione militare vittoriosa. Il dio dai tratti di San Cristoforo L’iconografia e la leggenda di Cristoforo ci mostrano il santo mentre traghetta un fiume portando sulle spalle Gesù fanciullo. Nei dipinti antichi di origine bizantina S. Cristoforo è rappresentato a testa canina. Gli agiografi del santo tendono a spiegare questo particolare con le caratteristiche fisiche del personaggio: un brutale gigante, di nome Reprobo, di straordinaria forza fisica. Altri autori, non dediti alla agiografia, da tempo sospettano che il volto canino di S.Cristoforo dimostri che egli è di fatto la trasformazione cristiana del dio egizio Anubi. Spero che l’articolo sia di vostro gradimento, no ho approfondito certi concetti perché su questa divinità ci sono svariati concetti su cui parlavi e risulterebbe un articolo infinito e potrei annoiarmi. La realizzazione dell’articolo si basa su conoscenza e approfondimento su un’articolo interessante e dettagliato di Egittologia, dove potrete trovare anche la bibliografia sui svariati riferimenti e soprattutto luoghi iconici dove si presenta la divinità. A presto. Bibliografia di riferimento per la realizzazione della tappa: Egittologia – Anubi T.Wilkinson, Early Dinastic Egypt, Routledge, London 1998, pagg. 280-281. Plutarco, Iside e Osiride, Adelphi, Milano 1985, & 12-19, pagg. 68-76. Il & 13 informa sul rapporto adulterino di Osiri con Nefti. Anche Diodoro Siculo scrive che Anubi era figlio di Osiri e indossava una pelle di cane: Biblioteca storica, vol. I, BUR, Milano 2006, & 18, pag. 155
Tag : Blogtour e Eventi, Al di là di Borgo Opaco, Anubi, Emanuela A. Imineo
Sat, 24 Oct 2020 10:42:51

BilBOlbul dal 27 al 29 novembre a Bologna

BilBOlbul dal 27 al 29 novembre a Bologna Dal 27 al 29 novembre si svolgerà a Bologna l’edizione 2020 del festival di fumetto e illustrazione BilBOlbul. L’organizzazione ha reso note le mostre che apriranno durante la manifestazione. Quest’anno, secondo le norme anti Covid-19, non potranno esserci inaugurazioni pubbliche. Tutte le mostre saranno aperte al pubblico da venerdì 27 novembre e per accedere sarà necessario prenotare. Le modalità di accesso e prenotazione saranno comunicate da lunedì 26 ottobre sul sito di BilBOlbul. Per rimanere aggiornati in tempo reale su eventuali cambiamenti, si può seguire BilBOlbul su Facebook e Instagram. Dopo il manifesto di questa edizione (realizzato da Émilie Gleason), tutti i dettagli sulle mostre. Émilie Gleason, Rikke Villadsen, Nicoz, Alice SocalPrendere posizione. Il corpo sulla pagina Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna (via delle Donzelle, 2)27 novembre 2020 – 6 gennaio 2021Apertura 27 novembre h 14 Promossa da Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna in collaborazione con Fondazione Nuovi Mecenati, Danish Arts Foundation, Canicola, Oblomov Edizioni, MalEdizioni Émilie Gleason usa la comicità per descrivere la vita quotidiana di un ragazzo con autismo. Rikke Villadsen disegna corpi che cambiano senza sosta, in un gioco di simboli e travestimenti che mette in discussione ogni certezza.  Nicoz usa il diario, scritto e disegnato, come strumento di ricerca di sé e lente d’ingrandimento sul mondo, su come lo abitiamo, su come lo sguardo lo trasforma. Alice Socal cattura la fragilità delle relazioni in visioni allucinate e metamorfiche, dando corpo a ciò che non ha corpo: la tristezza per la fine di una storia, la paura di crescere, la gravidanza.  Ogni storia a fumetti comincia con un corpo disegnato. Per il disegno e per il modo in cui intreccia tempo e spazio, il fumetto ha una predisposizione naturale alla mescolanza delle figure e dei corpi, alla loro trasformazione, alla loro fluidità.  Quattro voci del fumetto contemporaneo disegnano e raccontano il corpo con stili, generi, visioni diversissime ma accomunate dalla voglia di sfidare gli stereotipi e mettere alla prova il nostro sguardo.  Émilie Gleason è nata in Messico nel 1992 e oggi vive in Belgio. Dopo il diploma all’Accademia di Arti Decorative di Strasburgo si è lanciata nel mondo del fumetto e dell’illustrazione, pubblicando graphic novel e libri per l’infanzia. Il suo ultimo libro, Ted, drôle de Coco (Atrabile), ha vinto il Premio Rivelazione al Festival di Angoulême 2019, ed è pubblicato in Italia da Canicola in occasione di BilBOlbul col titolo Ted, un tipo strano. Rikke Villadsen (1976) è un’artista e fumettista di base a Copenhagen. Il suo esordio, Ind fra Havet del 2011, è stato tradotto e pubblicato in inglese da Fantagraphics nel 2019 con il titolo The Sea. Il suo graphic novel successivo è un western queer lungo 176 pagine, pubblicato nel 2014 in Danimarca e nel 2020 nell’edizione inglese, sempre per Fantagraphics, Cowboy. Il suo ultimo libro, Tatovøren og klitoris, è uscito in Danimarca nell’agosto 2019 ed è in corso di traduzione. Durante il lockdown ha disegnato e autoprodotto un diario della quarantena: si intitola Tuberculosis 2020. Insieme all’autore Bjørn Rasmussen, ha pubblicato la collezione 3 girls, che raccoglie tre diversi racconti a fumetti. Nicoz Balboa è un_ tattoo artist e fumettista italian_ che usa i suoi eventi di vita come ispirazione per opere che vanno dal disegno, al tatuaggio passando per il diario grafico, la pirografia e la pittura. Nei progetti Drawing My Life Ruined my Life e Nicoz Balboa Goes Porn (ma anche nel suo libro Born To Lose, uscito per Coconino Press – Fandango) Nicoz ci rivela le sue speranze, i suoi fallimenti (o i suoi successi) con un lavoro innocente, a volte lancinante, che è sempre sia tragico che umoristico. I temi della provocazione e della sessualità riemergono ripetutamente nei lavori di Nicoz, poiché la sua opera è saldamente radicata nella tradizione del discorso lgbtq e femminista.  Alice Socal nasce a Mestre 34 anni fa. Pubblica il suo primo fumetto Luke con G.I.U.D.A. Nel 2015 segue Sandro con Eris Edizioni, e nel 2017 esce il graphic novel Cry me a river, pubblicato in Italia da Coconino Press e in Germania da Rotopolpress. Nell’autunno dello stesso anno esce anche Il fratello di Jürgen per Canicola. Nel 2019 partecipa con un racconto all’antologia Post Pink (Feltrinelli Comics), al progetto Redrawing stories from the past, edito da Kuš! e al progetto Fumetti nei musei di Coconino Press. La sua ultima pubblicazione è Junior, edito nel 2019 da MalEdizioni. Per rilassarsi disegna animazioni GIF e sticker per app di messaggistica e social media. Negli ultimi due anni ha seguito gli sviluppi della gravidanza e dei primi mesi da genitore tramite strip pubblicate su Instagram, un progetto che conta di trasformare presto in un libro. Orari e ingressi:venerdì 27 novembre h 14 – 19sabato 28 e domenica 29 novembre h 10 – 19da lunedì a venerdì h 13 – 18sabato h 10 – 18domenica chiusochiuso il 7-8 dicembre, e dal 24 dicembre al 1° gennaio compresi. Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria.L’accesso alla mostra è consentito a un massimo di 10 persone in contemporanea.Le prenotazioni saranno aperte sul sito di BilBOlbul da metà novembre. Max Baitinger Happy Place Squadro Stamperia Galleria d’Arte (via Nazario Sauro, 27)Apertura 27 novembre h 10 A cura di Squadro Stamperia Galleria d’Arte Autore di riferimento nella scena del nuovo graphic novel tedesco, Max Baitinger è riuscito a dare forma a un impianto grafico e narrativo che contiene una lettura inedita e non nostalgica della linea chiara franco-belga, mettendola in relazione al contesto contemporaneo e arricchendola del racconto autobiografico.  Questa condizione trova nelle sue storie l’intimità, lo humor e una temperatura emotiva unica, che rendono la sua ricerca un oggetto singolarissimo e imprescindibile nel panorama di questi anni. Squadro presenta la prima personale italiana di Max Baitinger, con un’ampia visione della sua produzione e un focus su Happy Place, volume pubblicato nel 2020. Completano la mostra una sequenza di quattro disegni originali stampati in serigrafia, e una installazione realizzata per l’occasione. Max Baitinger è nato in Alta Baviera nel 1982, dove ha frequentato la scuola di falegnameria prima di studiare all’Accademia di belle arti di Lipsia. È un illustratore e autore di fumetti, lavora come freelance e pubblica le proprie stampe e fanzine. I suoi libri, pubblicati da Rotopol e Reprodukt in Germania, sono stati tradotti in inglese, francese, spagnolo e finlandese. I suoi lavori includono Heimdall e il graphic novel Röhner (entrambi Rotopol), nonché Book to the Head (Kuš!, 2015), Birgit (Reprodukt, 2017) e diversi contributi ad antologie. Le sue fanzine Graphic Notes (2016), Alright (2018) e Candyland (2019), insieme a una serie di strisce, sono state pubblicate da Rotopol come Happy Place nel 2020. I suoi disegni e stampe originali sono stati esposti a Neurotitan (Berlino), TCAF (Toronto), Next Comic (Linz), Stadtmuseum Oldenburg e a diversi Goethe Institute all’estero. Con altri fumettisti ha fondato a Lipsia il festival del fumetto The Millionaires Club, che si tiene ogni anno a marzo. Il festival, che si svolge durante la fiera del libro di Lipsia, ospita artisti ed editori di zine e fumetti indipendenti da tutto il mondo. Orari e ingressi:da lunedì a venerdì h 10 – 13 / 14 – 19sabato h 10 – 13 / 16 – 19.30 Ingresso gratuitoL’accesso alla mostra è consentito a un massimo di 7 persone in contemporanea.Per info e prenotazioni sul sito di BilBOlbul. Tommi Parrish One Step Inside Museo internazionale e biblioteca della musica (Strada Maggiore, 56)27 novembre 2020 – 6 gennaio 2021Apertura 27 novembre h 10 In collaborazione con Museo internazionale e biblioteca della musica, Diabolo Edizioni I fumetti di Tommi Parrish parlano di sentimenti e relazioni. Va da sé, quindi, che il corpo è un elemento fondante in queste storie: con una formazione nel campo della scultura e un’attenzione chirurgica ai gesti dei personaggi, Parrish traccia sulla pagina corpi che raccontano l’eros e l’intimità più e meglio delle parole. Dall’esordio Perfect Hair, una raccolta di racconti ad acquerello che seguono un gruppo di personaggi assolutamente ordinari alle prese con l’identità, il sesso, le ansie quotidiane, a La bugia e come l’abbiamo raccontata, il graphic novel accolto negli USA come uno dei più interessanti degli ultimi anni, Parrish ha affinato un modo di raccontare in cui tutto è funzione del disegno: vignette incompiute o semismontate, disegni lasciati a metà, un uso spettacolare del colore, spessori e trasparenze che attirano l’attenzione di chi legge verso i margini della storia, dove l’intimità accade, lasciando la focalizzazione del racconto aleggiare qua e là. Anche i dialoghi, altro terreno in cui Parrish dimostra un enorme talento, sono costruiti sul non detto, ma contengono una sostanza poetica che fa emergere solo ciò che è davvero importante. Tutto, nelle storie di Parrish, appare naturale e al tempo stesso incredibilmente complesso, proprio come l’amore. La bugia e come l’abbiamo raccontata, pubblicato in Italia da Diabolo Edizioni in occasione di BilBOlbul, è il nucleo della mostra, che esplora il resto della produzione di Parrish, dai racconti brevi alle illustrazioni ad acquerello. È come se Parrish schiacciasse il pulsante “reset” e ci spingesse a ripensare daccapo quello che si può fare col fumetto. Tommi Parrish nasce nel 1989 a Melbourne, e oggi vive negli Stati Uniti. Il suo debutto nel graphic novel, La bugia e come l’abbiamo raccontata, accolto come uno dei fumetti più originali degli ultimi anni ha vinto il Lambda Literary Award 2018 ed è stato tradotto in cinque paesi, tra cui l’Italia, dove esce per Diabolo Edizioni proprio in occasione di BilBOlbul. Parrish ha pubblicato racconti a fumetti su riviste come The New Yorker, Granta, The Believer. Nel 2020 ha vinto la CSS Cartooning Fellowship nel Vermont, dove si trova attualmente per lavorare al suo prossimo libro. Orari e ingressi:da martedì a venerdì h 10 -13 / 15.30 – 18.30sabato, domenica e festivi h 10 – 18.3024 e 31 dicembre h 10 – 14chiuso il 25 dicembre e il 1° gennaio Per info e prenotazioni sul sito di BilBOlbul Ingresso:intero: 5 euroridotto: 3 euro L’accesso alla mostra è consentito a un massimo di 10 persone in contemporanea. Per accedere è obbligatoria la prenotazione. Il biglietto d’ingresso si può acquistare direttamente alla biglietteria del Museo (in Strada Maggiore 34), oppure online sul sito del museo.Le prenotazioni saranno aperte da metà novembre. Avrete modo di partecipare a questa nuova edizione BilBOlbul? Fonte: Fumettologia
Tag : News, BilBOlbul, bologna, fumetti
Fri, 23 Oct 2020 12:32:12

VI Giornata Europea de I Parchi Letterari – Domenica 25 ottobre

VI Giornata Europea de I Parchi Letterari – Domenica 25 ottobre Con il Patrocinio della Commissione Nazionale Italiana per l’Unesco e in collaborazione con la Società Dante Alighieri “Cammini e soste nei Parchi Letterari: leggiamo l’ambiente che ci circonda”, questo il tema della “VI Giornata Europea de I Parchi Letterari” in programma domenica 25 ottobre con il patrocinio della Commissione Nazionale Italiana per l’Unesco e in collaborazione con la Società Dante Alighieri. In questo, come in tutti gli altri giorni dell’anno, i luoghi di ispirazione degli autori cui sono dedicati parchi letterari si svelano ai visitatori con tutta la loro carica emotiva. “Viviamo tuttavia – sottolinea Stanislao de Marsanich, presidente de I Parchi Letterari presentando l’iniziativa – un momento delicato come delicati sono i paesaggi che andiamo a rileggere grazie all’impegno delle Comunità che ci ospitano nel pieno rispetto delle normative di sicurezza “Covid 19”. Mai come oggi il legame tra uomo e ambiente è contenuto nella forza delle parole urlate, sussurrate, scritte, incise e a volte anche cancellate che ci raccontano il paesaggio e la storia proprio di quelle comunità che I Parchi intendono continuare a sostenere”. “Ve ne accorgerete – continua de Marsanich – percorrendo i sentieri di Nino Chiovini di cui verrà inaugurato il Parco Letterario voluto dal Parco Nazionale Val Grande e la Casa della Resistenza di Verbania. Lo capirete sfogliando l’opera grandiosa di Policarpo Petrocchi nel cui Novo Dizionario della Lingua Italiana “trovano ampio spazio parole, espressioni, modi di dire e proverbi della Montagna pistoiese” e di Castello di Cireglio”. Una giornata che nasce per ammirare gli alberi secolari nel Parco Nazionale delle Cinque Terre Area Marina Protetta grazie ai percorso naturalistico letterario nel Parco dedicato a Eugenio Montale, realizzato dal Parco Nazionale con il Reparto Carabinieri Parco Nazionale “Cinque Terre”. “Immersi nel Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi – illustra il presidente de I Parchi Letterari – viaggeremo nei luoghi di francescana e dantesca memoria con le fate, gli orchi, le principesse, i soldati e i santi del Casentino di Emma Perodi per impossessarci delle sensazioni e dei paesaggi resi ancora più speciali da Le Novelle della Nonna. A Recanati saliremo sul Monte Tabor con Giacomo Leopardi per ammirare i Monti Sibillini oltre la siepe di ligustro mentre scopriremo con Virgilio le campagne mantovane di Borgo Virgilio lungo il Parco del Mincio nei luoghi di Georgiche e Bucoliche senza dimenticare il ruolo di guida nell’Universo dantesco che il sommo poeta latino ricopre da più di 700 anni; il secondo Elicona che Francesco Petrarcaaveva allestito “per te e per le Muse sui Colli Euganei” ci svelerà l’opera di tanti scrittori e poeti che in questi luoghi hanno sostato nei secoli nel corso dei loro pellegrinaggi spirituali e letterari. Per la prima volta andremo in bicicletta con Grazia Deledda lungo le suggestive stradine di Galtellì e sosteremo nei luoghi del narrato di Canne al vento, mentre Giuseppe Dessì ci mostrerà “La maestà dei monti e la solennità degli alberi” nel Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna. Ripercorreremo gli angoli magici, i luoghi dell’ispirazione raccontati a viva voce dai grandi esponenti della letteratura italiana del ‘900 ospitati nel Giardino di Ninfa da Marguerite Chapin Caetani e ascolteremo l’opera pucciniana nel Parco di Monza grazie alla lungimiranza della Regina Margherita. Due mecenati d’eccezione che hanno aperto alle arti le loro meravigliose dimore. Una sosta lunga e importante la faremo in Basilicata con Federico II nel castello di Melfi, con Isabella Morra all’ombra del castello di Valsinni e con Albino Pierro nei vicoli della Rabatana di Tursi. Il castello di Brienza e le strade di Montalbano Jonico affacciate sulla Riserva dei Calanchi ci ricorderanno due protagonisti della rivoluzione napoletana del 1799: Francesco Mario Pagano e Francesco Lomonaco. Ad Aliano ricorderemo il triplice anniversario che lega il borgo a Carlo Levi: gli 85 anni dal confino; i 75 anni del Cristo si è fermato a Eboli e i 45 anni dalla morte dell’intellettuale piemontese sepolto nel piccolo cimitero del paese. Le parole profetiche di Pier Paolo Pasolini sono ben presenti nell’opera quotidiana dei volontari dell’Oasi CHM Lipu di Ostia e insieme a Gabriele d’Annunzio, Richard Keppel Craven, Maurits Cornelis Escher, Eward Lear ed Estella Canziani scopriremo le Gole del Sagittario e l’opera dell’Oasi Wwf di Anversa degli Abruzzi. La Sicilia sarà rappresentata da Caltanissetta con Pier Maria Rosso di San Secondo per cui “L’uomo è legato alla sua terra assai più indistruttibilmente delle piante, benché possa muoversi, andare, venire.” Una giornata che parte dai luoghi di detenzione di Ernst Bernhard da Campo di internamento a oggi riserve naturali del Crati a Tarsia per volare nei Parchi Letterari Norvegesi dedicati a Johan Peter Falkberget e Pietro Querini. Come ogni anno – conclude de Marsanich – I Parchi Letterari stringono legami in tutta Europa per iniziare percorsi comuni. Dopo l’Albania di Dritëro Agolli, le sacre sponde di Zacinto cantate da Ugo Foscolo e Dionysios Solomos e la cittadina di Illier Combray cara a Marcel Proust è quest’anno la verde e storica Regione belga della Vallonia ad accompagnarci nel nostro lungo viaggio”. Dove sono I Parchi Letterari Illustrazione di Roberto Valdimare
Tag : News, Parchi Letterari
Fri, 23 Oct 2020 09:58:35

InQuiete festival, arriva la quarta edizione – 24-25 ottobre

InQuiete festival, arriva la quarta edizione – 24-25 ottobre Da Sydney a New York, passando per l’Europa e il Sudamerica insieme ad autrici italiane e straniere e a molte donne che hanno mandato la loro testimonianza video, inQuiete quest’anno racconta cosa è successo alle donne nel mondo con l’arrivo del Covid-19 La quarta edizione di inQuiete, festival di scrittrici si svolge il 24 e 25 ottobre al Cinema Avorio a Roma. Il festival, che da ormai quattro anni descrive il mondo con le parole delle scrittrici, quest’anno ha un carattere differente. Si è pensato a un’edizione speciale, per raccontare il segno lasciato dalla pandemia nel mondo delle donne, che vuole dare spazio alle urgenze e emergenze che hanno attraversato le vite di molte in luoghi lontani e diversi del pianeta.  Tutti gli eventi di inQuiete saranno trasmessi in streaming sul sito (https://www.inquietefestival.it) e sui canali social del Festival.  Il programma di inQuiete si divide in due momenti: i pomeriggi di inQuiete pensati per dare respiro ai temi – sintetizzati idealmente in corpi e spazi delle donne – che intrecciano il festival alla contemporaneità, con quattro incontri – due per ogni giornata – di approfondimento e dibattito, insieme a giornaliste, scrittrici, studiose, filosofe, artiste. Seguono le sere inQuiete, dirette dalla regista Adele Tulli, con un programma dedicato a grandi scrittrici e poete, reading, monologhi comici, dialoghi e brevi contributi video e fotografici che arriveranno da diverse parti del mondo. I pomeriggi di inQuiete Si comincia con pomeriggi di inQuiete alle 16 di sabato 24 con l’incontro Dai corpi delle donne, durante il quale si parlerà del prezzo altissimo pagato dalle donne in questo periodo in cui si sono misurate con nuovi equilibrismi e una mole aggiuntiva di lavoro di cura – fra maternità e nuove parentele – che ha generato nuove strategie creative di resistenza. Intervengono nel dibattito Caterina Botti, filosofa; Maria Rosa Cutrufelli, scrittrice; Manuela Fraire, psicoanalista; Flavia Gasperetti, autrice e traduttrice; Alessandra Sarchi, scrittrice. Coordina Maria Novella De Luca, giornalista di la Repubblica. A seguire, alle 18.00, L’esperienza della vulnerabilità: noi, il nostro corpo, il pensiero per gli altri. Durante la pandemia ci siamo trovati e ci troviamo, tra spinte contrastanti, a dover fare i conti con la nostra fragilità. Per alcuni è un lavoro di consapevolezza quotidiana, per altri una scoperta improvvisa e sconcertante. L’interrogativo è: cosa possiamo imparare da questa esperienza, e come facciamo a renderla trasformativa? Apre la tavola il reading poetico di Silvia Bre. Intervengono Chiara Bersani, attrice e performer; Carola Susani, scrittrice Francesca Tilio, fotografa.  Donatella Di Pietrantonio, scrittrice. Modererà l’incontro Alessandra Pigliaru, giornalista de il manifesto. Il pomeriggio di domenica 25 si apre con Desiderare ancora. “Desiderio” è una parola fondamentale nella letteratura, nell’arte e ovviamente nelle nostre vite. La pandemia ha cambiato tutto. E allora, se niente sarà come prima, non dovremmo forse ripartire dal desiderio? Intervengono Silvia Avallone, scrittrice; Francesca d’Aloja, scrittrice, regista e attrice e Laura Valente, Presidente della Fondazione Donnaregina per le Arti contemporanee Museo Madre. Coordina Stefania Parmeggiani giornalista di la Repubblica.  Si prosegue alle 18 con l’incontro Donne nell’editoria: quanto spazio c’è? – in continuità con il lavoro svolto dall’Osservatorio su donne e uomini nell’editoria curato dalla rivista inGenere – in cui voci autorevoli dell’editoria italiana si confrontano sulla presenza femminile nell’editoria, dalle lavoratrici alle autrici pubblicate, per provare a fare il punto sullo spazio conquistato e quello che ancora c’è da fare per raggiungere una stabilità. Ne parlano Isabella Ferretti, direttrice editoriale di 66thand2nd; Beatrice Masini, direttrice editoriale di Giunti–Bompiani; Luisa Sacchi, direttrice editoriale di Solferino e Tiziana Triana, direttrice editoriale di Fandango Libri; modera Sabina Minardi,giornalista de l’Espresso. L’incontro sarà trasmesso in diretta streaming sulla piattaforma interattiva di Book Pride Link: online.bookpride.net. Le sere inQuiete Le sere inQuiete, in onda dalle 21.30, sono caratterizzate da un programma live: uno spazio reale e virtuale di narrazione collettiva sulla pandemia. Tra le ospiti: Annalisa Camilli, Elisa Casseri, Concita de Gregorio, Claudia Durastanti, Loredana Lipperini, Valeria Parrella, Laura Pugno, Lidia Ravera. Proprio perché è la voce delle donne nel mondo che inQuiete vuole amplificare, il festival continua a tessere relazioni con autrici internazionali.  Dialogheranno quindi la nota filosofa Judith Butler e Marta Capesciotti, la scrittrice rivelazione cilena Alia Trabucco Zerán e Alessandra Pigliaru, la scrittrice messicana Guadalupe Nettel e Chiara Valerio, la scrittrice brasiliana Márcia Tiburi con Igiaba Scego e la canadese Sheila Heti con Sara Marzullo. Con i contributi dall’estero di Lorenza Pieri, Danielle Pollack, Lucia Sobrera, Caterina Venturini, Marilina Winik, e altre. Una nuova alleanza nasce quest’anno con l’arte contemporanea, grazie alla collaborazione con LAZZARO Art doesn’t sleep. Un progetto nato da un’idea di Laura Mega, artista italiana da anni residente a New York e Claudia Pecoraro, curatrice e ricercatrice con base a Roma. Un progetto che ha saputo coinvolgere artiste artisti e una fetta di cittadinanza in tutto il mondo per rivestire nuovi spazi possibili d’arte al tempo della pandemia. In programma un incontro su come si organizza e gestisce un archivio digitale a cura di Tiziana Mancinelli, ricercatrice in Digital Humanities presso l’Università Ca’Foscari di Venezia, in collaborazione con ALDiNa Archivi Letterari Digitali Nativi.  Come ogni anno inQuiete si autofinanzia, grazie alla generosità di tante e tanti. È possibile partecipare al crowdfunding sul sito del festival: www.inquietefestival.it Il festival è promosso da Libreria Tuba e Associazione Mia, quest’anno si avvale del sostegno di BPER Banca, “la banca che sa leggere” già al fianco di diverse iniziative culturali nazionali e regionali; in collaborazione con Regione Lazio, Biblioteche di Roma, Cinema Avorio, SYLGA, WAMI, Riccio Capriccio e ALDiNa. In collaborazioni con: Lazzaro_Art doesn’t sleep: proiezioni nel quartiere Pigneto di opere realizzate da artiste durante il lockdown, dalle finestre del quartiere i proiettori trasformeranno i muri dei palazzi creando una galleria luminosa. MedFilm Festival, rivista Erbacce. inQuiete festival di scrittrici a Roma nasce nel 2017 grazie al sostegno della Libreria Tuba e per iniziativa di un gruppo di cinque donne: Barbara Leda Kenny, Francesca Mancini, Barbara Piccolo, Maddalena Vianello e Viola lo Moro, che non è presente nella curatela di questa edizione 2020. Quest’anno la squadra si è allargata con Olga Casseri, Sara De Simone, Serena Ferraiolo, Lorenza Honorati, Giulia Magi, Filippo Riniolo, Paola Soriga, Adele Tulli, Giulia Valori, Chiara Velardita, Riccardo Uras e Mattia Venturi.
Tag : News, InQuiete festival
Fri, 23 Oct 2020 09:13:26

Intervista a Leonardo Tomer, autore de Le Cronache di Alaster

Buon salve cari lettori, oggi ospito una nuova tappa dedicata al blog tour de Le Cronache di Alaster. Ho intervistato per voi l’autore Leonardo Tomer, pronti per scoprire le risposte? Le Cronache di Alaster di Leonardo Tomer Titolo: Le cronache di Alaster (vol. 1 – Drago) Autore: Leonardo Tomer Editore: Gruppo Albatros Genere: fantasy Pagine: 268 Prezzo: 14,90€ Link di acquisto: Qui Sono passati secoli da quando le varie razze presenti nel mondo erano in armonia tra loro, sorvegliate dai leggendari Draghi. Sei, per la precisione. Sei spiriti che avevano il compito di mantenere l’ordine e la pace. Finché uno di loro, il Drago del Vuoto, geloso dei fratelli, diffuse l’avidità tra le creature viventi, scatenando guerre intestine che distrussero il mondo conosciuto. Oggi gli Elfi si sono ritirati nelle loro terre a ovest, i nani hanno perso la guerra contro i goblin e si sono nascosti nell’ultimo Regno che sono riusciti a salvare, e gli umani si sono divisi il resto. Eppure, nonostante la magia sia quasi del tutto scomparsa, un mezz’uomo studia da anni gli appunti del nonno per riaprire uno dei Cerchi di Pietra, collegamenti tra il mondo e i Draghi. Marcel è ostinato e caparbio, ma non è pronto per affrontare le avventure che sogna da quando è piccolo. Quando ruba l’amuleto di Arenzal dal Tempio del Drago e sia avvia nella sua ricerca, non si rende conto di non avere nessuna preparazione ad affrontare i pericoli. Così, quando il giovane Alaster, mercenario di una famosa gilda dell’Impero, gli salva la vita da alcuni briganti, Marcel decide di assoldarlo come guardia del corpo. Appena arrivati a Pentacost, la capitale, vengono però arrestati e condotti davanti all’Imperatore. Il furto dell’amuleto è stato scoperto, ma Marcel riesce a convincere il sovrano che le teorie del nonno erano fondate: occorre ritrovare l’Occhio del Drago per risvegliare la magia e solo lui sa dove trovarlo. Inaspettatamente le sue ipotesi convincono l’Imperatore, che gli affida la missione e costringe Alaster ad accompagnarlo. Inizia per i due una pericolosa e affascinante avventura, alla quale si unisce lungo il tragitto Myra, una Maga che è stata cacciata dalla Scuola di Magia. Attraverso le terre dell’Impero, verso l’isola di Kanor, i tre avventurieri dovranno affrontare goblin, orchi e uscire vivi dalle terre dei nani. Nessuno dei tre, però, è a conoscenza della grande magia che uno solo di loro nasconde. Intervista a Leonardo Tomer, autore de Le Cronache di Alaster Benvenuto Leonardo Tomer su Appunti di Zelda, conosciamo brevemente l’autore. Leonardo Tomer nasce a Firenze nel dicembre 1989. Laureato in Scienze Motorie e in Scienze e Tecniche delle Attività Motorie Preventive e Adattate, ha conseguito poi tre Master e un corso di specializzazione in ambito Psicomotorio. Lavora come Maestro di scherma e preparatore atletico a Livorno,dove risiede dal 2014, e come supplente in Scienze Motorieper le Scuole Secondarie Superiori e Inferiori. Fin da bambino ha sempre coltivato due passioni, la scherma e il fantasy.Cresciuto leggendo numerose saghe e appassionato di giochidi ruolo, ha deciso di cimentarsi nella scrittura esordendo con il primo volume di Le Cronache di Alaster, pubblicato con Albatros. Quando è nata in te la passione per la scrittura? Sono sempre stato appassionato di libri, e mi è sempre piaciuto creare storie. Quali sono gli ingredienti che servono in una storia? L’elemento principale credo sia quello di far tornare i vari elementi della storia. Hai mai pensato di proporre un genere insolito dal tuo? Questo è il mio primo libro. L’idea è di fare una trilogia fantasy , ad ora non ho pensato a scrivere nuovi libri di altri generi Ora parliamo del tuo ultimo romanzo. Come nasce l’idea di Le Cronache di Alaster? L’idea di questo mio primo libro è nata per caso , mentre ero in vacanza con la mia ragazza. Parlavamo di fantasy e ho avuto una sorta di epifania per questa storia Su cosa ricade la scelta di scrivere un fantasy classico? Sei un’amante del genere? Ho sempre adorato le storie fantasy, soprattutto di Draghi Come nascono i personaggi principali di questa storia? sono nati quando ho avuto l’idea per la storia, in contemporanea.Al momento della stesura del primo capitolo poli avevo già in mente. Definisci in tre aggettivi Le Cronache di Alaster: MagicoAvventurosoFantasy Quali sono i tuoi prossimi progetti per il futuro, se puoi rivelarci qualcosa! Sto scrivendo ora il secondo libro , l’idea è di una trilogia
Tag : Interviste, Le cronache di Alaster, Leonardo Tomer
Thu, 22 Oct 2020 09:59:00

Insalata di farro e lenticchie rosse, gialle e verdi

L'insalata di farro e lenticchie rosse, gialle e verdi è uno dei piatti che preferisco sia in inverno e in estate. Dal punto di vista nutrizionale è un piatto completo e ben proporzionato.Un buon piatto da gustare per tutte le occasioni come fuori casa, durante una gita, al mare o al lavoro.Si conserva un giorno in frigo, buono sia caldo e freddo.Curiosi di scoprire la ricetta?
Tag : Cucina Nerd
Thu, 22 Oct 2020 09:25:11

Rosa Parks di Mariapaola Pesce e Matteo Mancini

Buon salve miei cari lettori, oggi parliamo in occasione del revie party dedicata alla graphic novel de Rosa Parks di Mariapaola Pesce e Matteo Mancini, edito da Becco Giallo in uscita domani 22 ottobre. Rosa Parks di Mariapaola Pesce e Matteo Mancini Titolo: Rosa Parks Autori: Mariapaola Pesce e Matteo Mancini Casa editrice: Becco Giallo Data di uscita: 22 ottobre 2020 Pagine: 128 Prezzo: 18,00€ Link di acquisto: Qui Montgomery, Alabama, 1° dicembre 1955: terminata la giornata lavorativa, la quarantaduenne Rosa Parks, di pelle nera e di professione sarta, prende l’autobus 2857, diretta a casa. Si siede in una fila centrale, ma quando dopo poche fermate sale un passeggero bianco, il conducente le chiede di alzarsi per lasciargli il posto, come impongono le regole. Rosa le conosce bene: i neri siedono dietro, i bianchi davanti, mentre i posti centrali sono misti e si possono usare solo se tutti gli altri sono occupati, ma la precedenza spetta sempre ai bianchi. «No» risponde Rosa senza pensarci troppo, lei non intende alzarsi. Quel rifiuto la trasforma in un’eroina dei diritti dei neri, impegnati nella lotta contro la segregazione che opprimeva l’Alabama e altri Stati del Sud, diventando il propellente dello storico boicottaggio dei bus a Montgomery guidato da Martin Luther King. Recensione Rosa Parks Rosa Parks. E’ una di quelle donne che ha fatto parte nelle tante storie di uomini e donne che ancora oggi, lottano per i loro diritti, la loro uguaglianza e il loro colore. Rosa Parks non è stata la prima e l’ultima donna a ribellarsi, ha avuto la sua occasione giusta nel momento giusto. Ha avuto il coraggio di dire NO, un no che ha cambiato completamente la storia. Chi si sarebbe mai immaginato che una donna di colore, dal viso maturo e da uno sguardo serio, non cedette il posto a un uomo bianco. Eppure, l’ha fatto, ha cambiato quel fatidico giorno del 1955. Purtroppo la legge glielo permette. E noi non possiamo farci niente, anche se non è giusto. Non è giusto! Non possiamo continuare a subire e scusarci. Non possiamo continuare ad accontentarci delle briciole… Dobbiamo fare qualcosa, almeno per i nostri figli. Rosa Parks è una graphic novel che parla della sua vita passata a lavorare come sarta in un magazzino in cui risedeva in Alabama. Ha passato la sua vita sposando con un uomo anch’esso attivo nel movimento dei diritti civili. Vediamo Parks aderire nel movimento per i diritti civili statunitensi per poi diventare segretaria della sezione N.A.A.C.P. E’ anche in questo periodo abbiamo un personaggio iconico per la difesa dei diritti della propria gente, il famoso Martin Luther King. La graphic novel riporta gli eventi di quella sera in cui ebbe il coraggio di andar contro a un uomo bianco, di aver risposto ad un agente e soprattutto per difendere i suoi diritti, fu arrestata la stessa sera per aver violato le norme cittadine che obbligavano le persone di colore a cedere il proprio posto ai bianchi. Da quel giorno Rosa Parks dopo un processo, si è occupata dei diritti civili delle persone di colore. E poi cosa farete dopo? Andremo alla conquista dei nostri diritti. Per quanto lunga sarà la strada da fare. Questa graphic novel autobiografica non parla solo di Rosa Parks, ma parla di tutto quello che hanno dovuto subire la gente di colore e che ahimè ancora oggi subisce dalle persone bianca. Parla anche di un breve periodo di Martin Luther King. La storia si conclude con la lettera di Martin Luther King ai cittadini neri di Montgomery, una lettera che non avevo mai letto. Una lettura interessante dal punto di vista storico, i disegni sono ben realizzati e caratterizzanti, dai colori spigliati e richiamanti dati dal periodo. Il volume si conclude con pagine extra contenenti sketch dei personaggi e bozzetti, una chicca sempre apprezzata per chi ama questa sezione. Un ringraziamento speciale a Becco Giallo per avermi omaggiata della copia cartacea de Rosa Parks e Valeria di _aplaceforustoread per avermi coinvolta nell’evento.
Tag : Libri e Fumetti, Mariapaola Pesce, Matteo Mancini, Rosa Parks
Wed, 21 Oct 2020 17:30:35

5 Serie Tv e Documentari che parlano di cucina giapponese

Chi non ama la serie tv o i documentari dedicati alla cucina! In questo articoli vi consiglio 5 Serie Tv e Documentari che parlano di cucina giapponese. Pronti? 5 Serie Tv e documentari che parlano di cucina giapponese Midnight Diner: Tokyo Stories Midnight Diner: Tokyo Storie tratta dall’omonimo manga “Shinya Shokudo”di Yarō Abe. Ogni episodio è caratterizzato dall’apertura da una canzone di sottofondo giapponese, ci vengono mostrate alcune strade di Shinjuku -le più famose- sino ad arrivare al famoso locale. Sentiamo poi la voce del proprietario del locale, dove si svolgono perlopiù tutti gli eventi, ci spiega cosa fa in questo piccolo locale, che si trova nella zona del Golden Gai e ha degli orari decisamente diversi dai classici ristoranti: da mezzanotte fino alle sette del mattino. L’uomo ci annuncia di aver quattro portate nel suo menù, ma su richiesta del cliente può realizzare tutte le portate, finché avrà disponibilità dei suoi ingredienti per realizzarli. I clienti che passeranno in quel locale non sono i classici passanti, alcuni sono abituali e altri passano lì per caso, tutti hanno delle storie particolari o semplicemente non hanno voglia di tornare a casa dopo un’intera giornata fatta di impegni o di lavoro. I due elementi caratterizzanti di questa serie tv sono il cibo e i relativi problemi, usciti dal quel piccolo ristorante solitamente i problemi vengono risolti. In ogni episodio ci viene mostrato passo per passo come viene realizzata quella portata, una vera chicca per gli occhi. Samurai Gourmet  Anche Samurai Gourmet è tratta dal manga “Nobushi no Gourmet” di Masayuki Kusumi e Shigeru Tsuchiyama. Samurai Gourmet combina due elementi alla base del Giappone: il cibo e i samurai. Non è il classico programma alla Chef’s Table, qui parliamo di uomo che pur essendo andato in pensione, ci parla di cibo. Non ci viene insegnato come si prepara una pietanza, ma ci illustra come assaporare ogni tipologia di piatto. E’ una di quelle serie tv dove il cibo diventa il vero protagonista, lascia delle sensazioni di calma e rilassamento. Takashi Kasumi, è un uomo che ama il buon cibo e gira per le sue strade della sua città alla ricerca di piccoli ristoranti buoni e speciali. Cosa ci insegna questo uomo di mezza età? L’arte di mangiare e di assaporare ogni ingrediente che stiamo per consumare. Bisogna prendersi i momenti per gustare i sapori e gli odori che si sprigionano a ogni portata che si degusta. Samurai Gourmet è una delle poche serie tv che parla di cucina giapponese in modo rilassante, piacevole e speciale. Vi verrà voglia di gustarvi ogni episodio. Kantaro – Il Rappresentante Goloso Ammetto che Kantaro – Il Rappresentante Goloso è stata una delle serie tv più cringe che abbia visto nell’ambito culinario, ma nel complesso ho scoperto che anche i giapponesi sanno fare i dolci europei rivisitati e deliziosi più di quanto immaginate. Kantaro lascia il suo lavoro di programmatore per diventare un semplice rappresentante del settore vendite di una casa editrice. Sceglie di questo lavoro perché nelle ore di pausa può girare nelle strade della grande metropoli di Tokyo, fermandosi fra una libreria e l’altra nelle pasticcerie più rinomate e antiche della città. In poco tempo, Kantaro diventa l’impiegato modello: con la sua rapidità, puntualità e efficienza, riesce a concludere ogni mese un alto numeri di vendite, nel frattempo continua a sviluppare il suo passatempo preferito e segreto aprendo anche un blog, dove lascia le recensioni di ogni posto che testa. Perché prima vi ho detto che la serie tv ha quel tocco cringe? Perché Kantaro alla vista di un dolce cambia totalmente: dopo che ci parla del dolce nei suoi dettagli, dalla produzione alla composizione, alla degustazione veniamo catapultati in un mondo magico. L’espressioni di Kantaro sono così buffe tanto quanto le sue visioni nel paradiso dei dolci, dove le stesse pietanze che testa diventano colleghi e conoscenti, un mondo al quanto bizzarro, surreale e divertente. Anche qui ci viene consigliato di assaporare ogni ingrediente che compone un dolce, ovviamente non aspettatevi le stesse reazioni strane e surreali di Kantaro. Jiro e l’arte del sushi A Tokyo, per la precisione vicino alla stazione di Ginza, c’è un ristorante con tre stelle Michelin dal nome Sukiyabashi Jiro. Questo locale conta solo dieci posti a sedere, serve solo esclusivamente sushi, tra l’altro solo dodici pezzi al prezzo fisso di 250€ e bisogna prenotare un mese prima. Jiro Ono e il ristoratore che da 94 anni prepara il migliore sushi giapponese, nonostante la sua età, continua a lavorare come se fosse il primo giorno. Il documentario è accompagnato da una serie di interviste fatte a Jiro Ono e ai suoi figli, che da sempre lasciano i propri clienti soddisfatti, tanto da farli tornare ogni mese. Per chi ama alla follia il sushi, questo documentario è fonte di massima ispirazione, di dedizioni e di grandi sacrifici. The Birth of Saké Concludiamo l’articolo con The Birth of Saké. Il Saké è una delle bevande alcolica tipicamente giapponese ottenuta da un processo di fermentazione che coinvolge riso, acqua e spore koji. Passione, dedizione e duro lavoro emergono da questo documentario diretto dal regista Erik Shirai che nel 2016 ha vinto il Polly Krakora Award for Artistry. Di cosa parla The Birth of Saké? C’è un piccolo gruppo di lavoratori che ogni anno sfida le condizioni climatiche per preservare una tradizione lunga oltre 2000 anni e che tutti conosciamo dal nome Saké. La protagonista di questo documentario é la Yoshida Brewery, un piccola distilleria familiare che da più di 144 anni, si occupa della cura e produzione di questa bevanda conosciuta in tutto il mondo. Che dite vi ho incuriosito un pochino? L’articolo sulle 5 Serie Tv e Documentari che parlano di cucina giapponese, si conclude qui. Avete visto una di questi titoli? Avete da consigliare altri titoli?
Tag : Rubriche, Kantaro – Il Rappresentante Goloso, Midnight Diner: Tokyo Stories, Samurai Gourmet, The Birth of Saké
Tue, 20 Oct 2020 22:00:00

La guerra dei papaveri di R.F Kuang

Buon salve miei cari lettori, oggi parliamo del primo volume, della trilogia de La Guerra dei Papaveri di R.F Kuang, edito da Oscar Mondadori. La guerra dei papaveri di R.F Kuang Titolo: La guerra dei papaveri Autore: R.F Kuang Casa Editrice: Mondadori Pagine: 616 Prezzo: 22.00€ Data di uscita: 13 ottobre 2020 Link di acquisto: Qui Rin ha passato a pieni voti il kējǔ, il difficile esame con cui in tutto l’Impero vengono selezionati i giovani più talentuosi che andranno a studiare all’Accademia. Ed è stata una sorpresa per tutti: per i censori, increduli che un’orfana di guerra della provincia di Jī potesse superarlo senza imbrogliare; per i genitori affidatari di Rin, che pensavano di poterla finalmente dare in sposa e finanziare così la loro impresa criminale; e per la stessa Rin, finalmente libera da una vita di schiavitù e disperazione. Il fatto che sia entrata alla Sinegard – la scuola militare più esclusiva del Nikan – è stato ancora più sorprendente. Ma le sorprese non sono sempre buone. Perché essere una contadina del Sud dalla pelle scura non è una cosa facile alla Sinegard. Presa subito di mira dai compagni, tutti provenienti dalle famiglie più in vista del Paese, Rin scopre di avere un dono letale: l’antica e semileggendaria arte sciamanica. Man mano che indaga le proprie facoltà, grazie a un insegnante apparentemente folle e all’uso dei papaveri da oppio, Rin si rende conto che le divinità credute defunte da tempo sono invece più vive che mai, e che imparare a dominare il suo potere può significare molto più che non sopravvivere a scuola: è forse l’unico modo per salvare la sua gente, minacciata dalla Federazione di Mugen, che la sta spingendo verso il baratro di una Terza guerra dei papaveri. Il prezzo da pagare, però, potrebbe essere davvero troppo alto. Recensione La Guerra dei Papaveri Il primo capitolo è suddiviso in tre fasi della vita della protagonista: la prima parte conosciamo Rin e il luogo in cui è cresciuta, ragazza orfana dalla Seconda Guerra dei Papaveri, viene affidata a una famiglia di contrabbandieri di oppio della regione di Ji. La vita della ragazza è piuttosto dura in questo primo periodo per la poca affettuosità dai genitori adottivi, coinvolta nei giri loschi dell’oppio e matrimoni combinati. Malgrado ciò la giovane continua a sognare di poter entrare a far parte di una delle Accademie Militare più prestigiose di Sinegard. Kuang rapisce subito dalle prime pagine il lettore sin dalle prime pagine presentandoci Rin, una giovane per la sua età è già forte, responsabile, piena di coraggio ma soprattutto indipendente. Un personaggio dai grandi valori morali e forza necessari, per diventare parte di una accademia militare principalmente frequentata da uomini, dove l’essere donna, campagnola e dalle regioni più povere del paese, la porterà prese in giro e violenze da parte dei compagni e maestri. Durante la prima parte del romanzo ci viene raccontata la vita di Rin nell’accademia. Il primo anno il cadetto impara l’arte del combattimento, strategia, storia e tanto altro. Conosciamo altri personaggi comprimari come Jiang, un maestro a suo modo “particolare” che ho apprezzato molto, Nezha il figlio di uno dei più importanti signori della guerra e Altan, uno dei migliori studenti dell’accademia. Malgrado la prima parte possa risultare lenta e poco scorrevole, posso assicurarvi che con l’avanzare delle vicende il libro si riprende a gonfie vele. La guerra viene descritta con crudezza senza risparmiare scene cruenti e inadatte che non consiglio ai deboli di cuore. Tutto il racconto trae ispirazione della guerra dell’Oppio che si svolse nell’Inghilterra del XX che contrappose la Cina e l’Inghilterra. Il mercato del centro era il tripudio dei sensi. Rin non aveva mai visto così tante persone o cose in un solo luogo nello stesso momento. Fu subito travolta dal vociare assordante dei compratori che contrattavo sul prezzo con i venditori, dai colori sgargianti delle matasse fiorate di seta stese sui grandi tavoli e dagli odori pungenti del durione e dei grani di pepe che salivano dalle griglie portatili dei commercianti. Tirando le somme, il primo volume de La Guerra dei Papaveri risulta un libro narrativamente scorrevole e interessante, adatto a un pubblico adulto. E’ una storia piena di avventura, colpi di scena e di crescita personale, ma anche riscatto. Di questo primo volume ho amato la protagonista Rin, le meravigliose ambientazioni descritte dall’autrice, le menzioni sulla guerra e il periodo dei signori della guerra di cui vi combattevano. Ho gradito la lettura del primo volume, divorandolo in pochissime ore. Attendo con ansia di poter leggere il secondo volume. Un ringraziamento speciale a Oscar Mondadori per avermi omaggiata della copia digitale de La Guerra dei Papaveri.
Tag : Libri e Fumetti, La guerra dei papaveri, Oscar Mondadori, R.F Kuang
Tue, 20 Oct 2020 10:06:55

Analisi del Fantasy Classico – Le cronache di Alaster

Ben ritrovati lettori, oggi sul blog andiamo ad analizzare il fantasy classico, in occasione del blog tour dedicato a Le Cronache di Alester. Cos’è il fantasy? “C’è qualcosa di antico e vero nel Fantasy che parla a qualcosa di profondo dentro di noi, al bambino che sognava quel giorno in cui avrebbe cacciato di notte per le foreste e avrebbe festeggiato sotto le colline cave, e trovato un amore che sarebbe durato per sempre in qualche luogo a sud di Oz e a nord di Shangri-La.” –George R.R. Martin Il fantasy nasce tra il XIX ed i XX secolo, i cui elementi dominanti sono il mito, il soprannaturale, l’immaginazione, l’allegoria, la metafora, il simbolo e il surreale. Il fantasy ormai è entrato a fa parte nei contesti più tecnologici oltre nell’ambito editoriale, questo tocca molto il cinema, i giochi di ruolo, quindi i fumetti, i librogame, la televisione, la radio ed i videogiochi. Ma le vere origini quali sono? Il fantasy ha delle origini sin dai tempi remoti come il mito: la mitologia classica, greca e romana (l’Iliade e l’Odissea di Omero); la mitologia mesopotamica (l’epopea di Gilgamesh); le saghe epiche medievali e i testi di mitologia scandinava (Edda di Snorri) e le raccolte dei miti celtici come il Mabinogion. A seguire i cicli romanzi normanni e francesi come il ciclo bretone o arturiano (Re Artù e i cavalieri della tavola rotonda) oppure quelle le fiabe e le mitologie giapponesi, quella azteche e quelle egiziane. Al ciclo arturiano e carolingio si ispirano le opere classiche del Cinquecento italiano come l’Orlando Furioso di Ludovico Ariosto e Gerusalemme Liberata di Torquato Tasso o l’Orlando Innamorato come poema cavalleresco di Matteo Maria Boiardo. Quali sono i sottogeneri del fantasy? I sottogeneri del fantasy sono diversi, ma vediamo quali sono i principali: Dark Fantasy Heroic Fantasy High Fantasy Paranormal Romance Science Fantasy Urban Fantasy Dark Fantasy: Il Dark Fantasy è molto simile al romanzo gotico, contiene elementi fantasy ma anche horror. I massimi esponenti di questo genere sono H. P. Lovecraft e Edgar Allan Poe. Urban Fantasy L’Urban fantasy è un genere che si concentra principalmente sullo scenario e dall’elemento magico o nascosto. Robin Hobb o per le storie moderne vi faccio cenno a Shadowhunters. Paranormal Romance E’ un genere che si caratterizza principalmente per eventi sovrannaturali collegati solitamente a vampiri, licantropi, streghe o angeli e diavoli. High Fantasy Sono i romanzi ambientanti nell’epoca medievale con regine, re, spade, castelli o tesori. Basti pensare ai classici come Il signore degli anelli di J. R. R. Tolkien, La spada di Shannara di Terry Brooks, il ciclo di Eragorn di Christopher Paolini e Le Cronache di Narnia di C. S. Lewis. Heroic Fantasy Sono romanzi che vengono distinti perché trattano di azione e combattimento, come Conan il Guerriero. Science Fantasy Il science fantasy è il genere che unisce elementi fantascientifici e fantascienza. Fonti di approfondimento Wikipedia, citazione George R.R. Martin
Tag : Blogtour e Eventi, Analisi del Fantasy Classico, Le cronache di Alaster
Mon, 19 Oct 2020 14:58:09