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di giovedì 9 luglio 2026

Rappazzo e il Cinema Sonoro: un video di Aldo Domenico Ficara

 



Il video su Giovanni Rappazzo



Il video del primo film sonoro ( 1927 )



Giovanni Rappazzo, il messinese che anticipò il cinema sonoro: la storia dell’inventore dell’“Elettrocinefono”

Nel 1912 elaborò il principio del sincronismo cine-fonico. Una vicenda che intreccia innovazione, brevetti e la storia del cinema mondiale

di Aldo Domenico Ficara

La storia dell'innovazione è spesso fatta di grandi nomi, brevetti celebri e industrie capaci di trasformare un'intuizione in un prodotto di successo. Ma esistono anche storie rimaste ai margini della narrazione ufficiale, nonostante abbiano avuto come protagonisti uomini capaci di anticipare il proprio tempo.

È il caso di Giovanni Rappazzo, messinese nato nel 1893, al quale diverse ricostruzioni storiche attribuiscono un ruolo importante nello sviluppo del sincronismo tra immagini e suoni cinematografici.

Una vicenda particolarmente significativa per Messina e per la storia dell'Istituto Tecnico “Verona-Trento”, istituzione scolastica nella quale Rappazzo acquisì parte della formazione tecnica che avrebbe poi messo a frutto nelle sue sperimentazioni.

L'intuizione del 1912

Secondo la ricostruzione pubblicata da La Sicilia in un articolo di Carmelo Di Mauro del 3 novembre 2023, l'intuizione di Rappazzo risale all'estate del 1912, quando aveva appena 19 anni.

La passione per la cinematografia nasce anche dall'ambiente nel quale viveva. Il fratello Luigi lavorava nella cabina di proiezione del Cinema Concerto Eden di Messina e il giovane Giovanni ebbe così modo di osservare da vicino il funzionamento delle apparecchiature cinematografiche.

Da questa esperienza sarebbe nata l'idea di mettere in relazione immagini e suoni sulla stessa pellicola, superando il limite fondamentale del cinema dell'epoca: la proiezione delle immagini senza una registrazione sonora sincronizzata.

Rappazzo iniziò quindi una serie di esperimenti utilizzando strumenti e materiali disponibili nell'ambiente familiare, cercando di trasformare un'intuizione in una vera e propria tecnologia.

Dal cinema muto al sincronismo cine-fonico

Il progetto di Rappazzo prese il nome di Elettrocinefono e si basava sulla possibilità di registrare e riprodurre il suono in relazione alle immagini cinematografiche.

Le sperimentazioni riguardarono anche soggetti della vita quotidiana: una nave traghetto, una locomotiva, automobili, voci umane e suoni provenienti dall'ambiente messinese.

L'idea era rivoluzionaria per l'epoca: non accompagnare semplicemente il film con un suono prodotto separatamente, ma fare in modo che immagine e suono fossero sincronizzati attraverso il supporto cinematografico.

Secondo la ricostruzione riportata da La Sicilia, alcune delle prime dimostrazioni pubbliche si sarebbero svolte proprio a Messina, al Cinema Concerto Eden, già nel 1913.

Il problema dei brevetti e dei finanziamenti

La storia di Rappazzo è anche la storia di una difficoltà molto frequente nella trasformazione di un'invenzione in un'innovazione industriale: avere l'idea non significa necessariamente riuscire a sostenerne economicamente lo sviluppo.

Rappazzo continuò a lavorare alla propria tecnologia e nel 1921, dopo il trasferimento a Genova, depositò un brevetto relativo alla sua invenzione.

La ricostruzione pubblicata da La Sicilia sottolinea tuttavia le difficoltà economiche che impedirono al messinese di sviluppare industrialmente il progetto e di mantenere nel tempo la protezione brevettuale.

Nel frattempo, negli Stati Uniti, l'industria cinematografica stava investendo enormi risorse nello sviluppo del cinema sonoro.

La comparsa di sistemi industriali capaci di sincronizzare immagini e audio portò alla definitiva trasformazione del cinema.

“The Jazz Singer” e la nascita del cinema sonoro industriale

Il 6 ottobre 1927, al Warner's Theatre di New York, venne proiettato The Jazz Singer, diretto da Alan Crosland e prodotto dalla Warner Bros.

Il film è generalmente ricordato come uno dei momenti decisivi nella transizione dal cinema muto al cinema sonoro, anche se tecnicamente appartiene alla fase dei cosiddetti film part-talkie, nei quali la componente sonora non è uniformemente presente per tutta la durata dell'opera.

La pellicola ebbe un'importanza enorme nella storia dell'industria cinematografica e contribuì alla definitiva affermazione del sonoro.

Ed è proprio qui che la vicenda di Rappazzo assume il carattere di una storia di innovazione italiana rimasta a lungo poco conosciuta.

Una storia che merita di essere ricordata

Al di là delle diverse ricostruzioni sulla priorità delle invenzioni e sui successivi sviluppi industriali del cinema sonoro, la figura di Giovanni Rappazzo rappresenta una pagina significativa della storia tecnologica di Messina.

La sua vicenda mostra inoltre quanto possa essere importante il rapporto tra formazione tecnica, curiosità scientifica e capacità di sperimentazione.

Rappazzo non fu soltanto un inventore interessato al cinema. Nel corso della sua lunga attività continuò a sviluppare studi e apparecchiature legate alla registrazione e alla riproduzione del suono cinematografico e alla tecnologia fotoelettrica.

Nel 1962, secondo la ricostruzione citata da La Sicilia, fondò una scuola dedicata al film sonoro e continuò a divulgare la propria esperienza attraverso pubblicazioni e documentari.

Il legame con il Verona-Trento di Messina

C'è poi un elemento che rende la storia di Rappazzo particolarmente importante per la memoria del Verona-Trento di Messina.

La sua formazione tecnica viene infatti collegata alla Regia Scuola del Comitato Veneto Trentino, istituzione dalla quale sarebbe poi derivata la tradizione scolastica del Verona-Trento.

È un collegamento che merita di essere riscoperto perché racconta una scuola non soltanto come luogo di trasmissione di conoscenze, ma anche come ambiente nel quale possono nascere idee, sperimentazioni e innovazioni destinate a superare i confini dell'aula.

Giovanni Rappazzo e i “Caffè tecnologici di Ettore Majorana”

La figura di Giovanni Rappazzo sarà al centro del primo appuntamento dei “Caffè tecnologici di Ettore Majorana”, progetto didattico-culturale dedicato alla memoria della scuola tecnica messinese e al rapporto tra passato, presente e futuro dell'educazione tecnologica.

L'incontro, intitolato “Giovanni Rappazzo e Giuseppe Rago: due docenti, una scuola, una storia”, permetterà di mettere in relazione due figure appartenenti a momenti diversi della storia della formazione tecnica messinese.

Da una parte Giovanni Rappazzo, inventore e sperimentatore legato agli esordi del cinema sonoro; dall'altra Giuseppe Rago, docente e autore di testi di elettrotecnica che hanno accompagnato la formazione di generazioni di studenti.

Due storie diverse, ma unite da un elemento comune: la scuola tecnica come luogo nel quale il sapere può trasformarsi in innovazione.

Ed è proprio questa memoria che i “Caffè tecnologici di Ettore Majorana” intendono recuperare: non una semplice celebrazione del passato, ma la costruzione di un ponte tra la storia della scuola messinese e le nuove generazioni di studenti.

Giovanni Rappazzo, dunque, non è soltanto un nome da ricordare nella storia del cinema. È anche una figura attraverso la quale rileggere la storia della formazione tecnica a Messina e il ruolo che una scuola può avere nella nascita di una cultura dell'innovazione.

Temi di costruzioni elettromeccaniche dal libro di Giuseppe Rago

 


Gli esercizi presentati in questo libro costituiscono una significativa testimonianza dell'attività didattica svolta nell'ambito della disciplina Costruzioni Elettromeccaniche presso l'ITIS di Pomarance durante l'anno scolastico 1990-1991.

Le tracce furono assegnate in occasione degli esami di riparazione e risultano particolarmente rappresentative del livello di preparazione richiesto agli studenti degli istituti tecnici industriali dell'epoca. Gli argomenti affrontati spaziano dall'elettrotecnica generale all'elettronica dei dispositivi semiconduttori, fino ai problemi di dimensionamento e verifica dei componenti elettrici.

Gli esercizi sono stati sviluppati facendo riferimento al testo:

📘 "Corso di Costruzioni Elettromeccaniche e Disegno" di Giuseppe Rago, pubblicato dalla Sansoni Editori.

Il volume rappresentava uno dei principali riferimenti didattici per la formazione dei periti industriali del settore elettrico e forniva una preparazione completa sia sugli aspetti teorici sia sulle applicazioni pratiche delle macchine e degli impianti elettrici.

Contenuti delle prove

Le tracce proposte richiedevano agli studenti di:

  • analizzare il comportamento dei reattori lineari e non lineari mediante lo studio delle caratteristiche tensione-corrente;
  • descrivere le proprietà dei materiali semiconduttori e il funzionamento di dispositivi quali il diodo unigiunzione (UJT) e lo SCR;
  • risolvere problemi di calcolo relativi al dimensionamento di componenti elettrici, come nel caso del reostato per la regolazione della potenza di un riscaldatore.

Tali esercizi avevano l'obiettivo di verificare non soltanto la conoscenza delle formule e delle leggi fondamentali dell'elettrotecnica, ma anche la capacità di interpretare fenomeni fisici, leggere caratteristiche tecniche e applicare metodi di calcolo a situazioni concrete.

Valore storico e didattico

A distanza di oltre trent'anni, queste prove testimoniano il rigore della formazione tecnica impartita negli istituti industriali italiani e l'importanza attribuita alla preparazione teorico-pratica degli studenti. Molti degli argomenti affrontati mantengono ancora oggi una notevole attualità, poiché costituiscono le basi della moderna ingegneria elettrica ed elettronica.

La riproposizione di questi esercizi all'interno del presente ebook intende quindi valorizzare un patrimonio didattico che ha contribuito alla formazione di generazioni di tecnici e professionisti del settore elettrico, conservando la memoria dell'attività svolta presso l'ITIS di Pomarance e del prezioso contributo offerto dai testi di Giuseppe Rago alla didattica delle Costruzioni Elettromeccaniche.

Giuseppe Rago: il commento di Massimo Gandini nel post di Emilio Ghiani

 


Giuseppe Rago scriss COSTRUZIONI ELETTROMECCANICHE E DISEGNO 2 VOLUMI Casa Editrice: SANSONI COLLANA DI TESTI PER GLI ISTITUTI TECNICI INDUSTRIALI DIRETTA DA F.A. ISANRDI isbn: 2022050020515 Anno edizione: 1968 Copertina: RIGIDA Pagine: 502,735 Misure: 18 X 24 cm Descrizione: VOLUME PRIMO CON TABELLE, CENTINAIA DI FIGURE NEL TESTO, XIX TAVOLE PIU' VOLTE RIPIEGATE, VOLUME SECONDO CON TABELLE, CENTINAIA DI FIGURE NEL TESTO E XXIII TAVOLE PIU' VOLTE RIPIEGATE



Io mi chiamo Massimo Gandini, ed ho 37 anni. Svolgo il mio lavoro con una passione scevra da ogni considerazione su compensi. Come tanti altri devo dire. Intraprendere un'attività con l' esclusivo interesse per il denaro, finisce per generare delusioni che smorzano l'entusiasmo e trasformano ogni compito da svolgere in una sofferenza.

Potrà sembrare strano, ma il desiderio di diventare perito elettrotecnico mi è nato leggendo Topolino ed altri fumetti negli anni 70. Vi compariva sempre la pubblicità della Scuola Radio Elettra che con disegni illustrava i vari corsi. Il disegno che più mi attraeva era l' "elettotecnico" piegato sulla morsettiera di un grosso motore. Penso spesso a come quell' immagine ha indirizzato la mia vita lavorativa, ed un po' sorrido. Ma evidentemente ci sono cose che solo apparentemente sembrano insignificanti.


Il docente di Impianti di produzione dell’energia elettrica al Dipartimento di ingegneria elettrica ed elettronica è stato premiato durante una delle principali conferenze di settore per un articolo su un Regolatore di tensione intelligente. Il riconoscimento premia i ricercatori dell’Università di Cagliari anche per l’abilità nell’attivare collaborazioni ad alto valore aggiunto con il mondo industriale, gli atenei e i centri di ricerca internazionali


 Emilio Ghiani è stato premiato con il “Costantin Budeanu best paper award” dalla conferenza internazionale Ichqp 2022. I lavori, tenutisi a Napoli dal 29 maggio al 1° giugno scorso, hanno riunito i principali ricercatori del settore. Il professor Ghiani, docente di Impianti di produzione dell’energia elettrica, ha ricevuto gli applausi della giuria e degli esperti per una ricerca intitolata “Intelligent low voltage regulator for solving pv overvoltages problems in power distribution systems”. Lo studio riguarda l'applicazione di un regolatore di tensione intelligente per le reti di distribuzione elettrica in presenza di un’alta penetrazione di impianti a fonte rinnovabile di tipo fotovoltaico. “I risultati mostrano l'efficacia dell'uso del regolatore di tensione proposto, dal  punto di vista tecnico ed economico, e il confronto con le strategie tradizionali di pianificazione delle reti per la risoluzione dei problemi trattati nell’articolo. Le problematiche? Riguardano gli studi - spiega Emilio Ghiani - dell’impatto delle fonti rinnovabili sul  sistema elettrico e le relative attività di regolazione degli impianti di produzione per contenere gli effetti negativi sul funzionamento delle reti elettriche, che saranno sempre più gestite secondo il paradigma Smart grid”. Insomma, un bel gol per la reputazione della ricerca condotta all’Università di Cagliari. Peraltro, il premio è un ulteriore tassello per la bontà delle attività didattiche svolte dal docente nel corso di Impianti di produzione di energia elettrica per gli studenti dei corsi di laurea in Ingegneria elettrica ed energetica.




NoiPA, dopo l’emissione del 24 settembre compaiono gli importi netti dello stipendio di ottobre 2026

 



Dopo l’emissione ordinaria del 24 settembre, nell’area riservata di NoiPA stanno comparendo gli importi netti relativi allo stipendio di ottobre 2026.

Si tratta di una delle prime informazioni che consente al personale della Pubblica amministrazione di avere un’indicazione concreta dell’importo che sarà accreditato con la prossima mensilità. La visualizzazione del netto, tuttavia, non equivale ancora alla pubblicazione del cedolino.

Stipendio ottobre 2026, disponibili gli importi netti

L’emissione ordinaria dello stipendio di ottobre era programmata per giovedì 24 settembre. Dopo la conclusione delle operazioni di elaborazione, gli importi netti stanno diventando progressivamente visibili nell’area personale dei dipendenti amministrati da NoiPA.

Il dato del netto rappresenta quindi una prima anticipazione della somma che sarà effettivamente accreditata. Per conoscere nel dettaglio come è stato determinato l’importo sarà invece necessario attendere la disponibilità del cedolino di ottobre.

Quest’ultimo consentirà di verificare le singole componenti dello stipendio, comprese eventuali competenze aggiuntive, arretrati, conguagli e altre voci presenti nella mensilità.

Le novità economiche dello stipendio di ottobre

La mensilità di ottobre assume particolare interesse per alcune categorie di dipendenti pubblici per effetto delle novità economiche collegate ai rispettivi rinnovi contrattuali.

Per il personale delle Funzioni Centrali e per i dirigenti scolastici, lo stipendio può riflettere gli effetti economici dei rispettivi rinnovi contrattuali.

Una situazione specifica riguarda inoltre una parte del personale ATA, per la quale la mensilità può comprendere gli effetti delle nuove posizioni economiche e le relative competenze arretrate, in relazione alla posizione individuale e alle operazioni effettuate da NoiPA.

Per questo motivo, il semplice confronto tra il netto di ottobre e quello delle mensilità precedenti potrebbe non essere sufficiente per comprendere tutte le variazioni.

Netto visibile, ma cedolino ancora da attendere

È importante distinguere due momenti diversi della lavorazione NoiPA.

La comparsa dell’importo netto permette di conoscere in anticipo la somma complessiva prevista per la mensilità, ma non mostra necessariamente la composizione dettagliata dello stipendio.

Con la successiva pubblicazione del cedolino di ottobre 2026, il dipendente potrà invece verificare:

  • stipendio tabellare;
  • eventuali incrementi contrattuali;
  • indennità;
  • arretrati;
  • conguagli;
  • trattenute fiscali e previdenziali;
  • altre competenze o ritenute applicate nella mensilità.

Il cedolino rappresenta quindi il documento utile per verificare nel dettaglio la formazione dell'importo netto.

Quando sarà visibile il cedolino di ottobre?

La visualizzazione del netto precede normalmente la disponibilità del documento completo. Per questo, chi vede già l'importo nell'area riservata non deve necessariamente aspettarsi che anche il cedolino sia immediatamente disponibile.

La pubblicazione avverrà successivamente, una volta completate le procedure di elaborazione e contabilizzazione.

Il consiglio, pertanto, è di controllare periodicamente l'area personale di NoiPA nei prossimi giorni. Una volta pubblicato il cedolino, sarà possibile confrontare l'importo netto con quello già visualizzato e verificare tutte le singole voci che hanno determinato la somma spettante.

Ottobre, dunque, si presenta come una mensilità da monitorare con particolare attenzione per il personale interessato da rinnovi contrattuali, nuove posizioni economiche e relativi arretrati. Il primo dato disponibile è il netto; per la verifica completa bisognerà attendere il cedolino.

Scuola, approvato il decreto: limite del 30% agli alunni stranieri

 

( Da Il Sole 24 Ore Radiocor) - Roma, 24 set - Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto legge 'Misure urgenti per garantire il regolare avvio dell'anno scolastico 2026/2027, per l'accompagnamento delle misure del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) di competenza del Ministero dell'istruzione e del merito, per la promozione dell'integrazione degli studenti stranieri nell'ambito scolastico nonche' in materia di formazione superiore e ricerca'. Lo ha annunciato in conferenza stampa il ministro dell'Istruzione, Giuseppe Valditara. Tra le misure, l'annunciato tetto al 30% degli studenti stranieri "che non conoscono adeguatamente la nostra lingua" nelle classi.


Silicon Valley dello Stretto: La creazione di un museo virtuale 3D del MUMAS



La creazione di un museo virtuale 3D partendo da foto e video reali è oggi estremamente accessibile grazie alla fotogrammetria e ai software basati su NeRF (Neural Radiance Fields) e 3D Gaussian Splatting.

Ecco la guida passo-passo con i migliori strumenti e il flusso di lavoro per realizzare il progetto del museo virtuale 3D del MUMAS .

1. I software e le piattaforme consigliate
A seconda del tuo budget e delle tue competenze tecniche, puoi scegliere tra diverse soluzioni:
Livello TecnicoStrumento / PiattaformaIdeale perTipo di Output
Facile (No-Code)Luma AI o PolycamCreare singoli oggetti 3D o intere stanze da smartphone.Modelli 3D pronti da esplorare o esportare.
IntermedioMatterportCreare tour virtuali immersivi e "camminabili" stanza per stanza.Tour virtuale interattivo a 360° con plantare 3D.
Avanzato / ProfessionaleRealityCapture o MeshroomMassima precisione nei dettagli storici o artistici (es. statue, reperti).File 3D ad altissima risoluzione (OBJ, FBX).

2. Come acquisire foto e video (La fase di cattura)
La qualità del museo virtuale dipende interamente da come scatti le foto o registri i video.
  • Illuminazione diffusa: Evita ombre forti o luci dirette accecanti. Se possibile, usa luci artificiali morbide o scatta in giornate nuvolose (per gli esterni).
  • La regola della sovrapposizione (Overlap): Ogni foto deve sovrapporsi alla precedente per almeno il 60-80%. Se ti sposti intorno a una statua o lungo una parete, fai piccoli passi.
  • Video in alta risoluzione: Se usi i video, muoviti molto lentamente e fluidamente. Evita movimenti bruschi che causano sfocature da movimento (motion blur).
  • Cattura i dettagli: Fai prima una panoramica dell'intera stanza, poi avvicinati per fotografare i dettagli delle singole opere d'arte da più angolazioni (sopra, sotto, di lato).

3. Il flusso di lavoro (Workflow)
Fase A: Elaborazione 3D (Da Foto/Video a Modello)
  1. Carica i tuoi file video o i set di foto su una piattaforma come Luma AI o Polycam (anche da browser desktop).
  2. L'algoritmo elaborerà il materiale (sfruttando il cloud) e genererà una mesh 3D testurizzata o una nuvola di punti (Gaussian Splatting).
  3. Pulisci il modello eliminando gli elementi di sfondo non necessari utilizzando gli strumenti di cropping interni dell'applicazione.
Fase B: Allestimento del Museo Virtuale
Una volta ottenuti i singoli modelli 3D delle stanze o delle opere, hai due strade per renderlo un "museo" visitabile:
  • Opzione Tour Virtuale (Tipo Matterport): Ideale se vuoi che l'utente si muova esattamente nello spazio reale. Collega i vari punti panoramici e inserisci i "Tag" (punti cliccabili) per mostrare schede informative, file audio o video esplicativi dell'opera.
  • Opzione Spazio Espositivo 3D (Web3D): Puoi importare i tuoi modelli 3D su piattaforme come Spatial.io o Sketchfab. Queste piattaforme ti permettono di creare una galleria d'arte virtuale in cui gli utenti possono muoversi con un avatar, rendendo l'esperienza interattiva e multiplayer.
Per poterti indirizzare verso la soluzione più adatta, potresti dirmi:
  • Qual è la dimensione del museo (una sola stanza, un intero edificio o singoli oggetti)?
  • Chi sarà il pubblico di riferimento (es. studenti, turisti online, specialisti)?
  • Che attrezzatura hai a disposizione per le riprese (uno smartphone recente, una reflex o una fotocamera a 360°)?

FIS a Settembre 2026: perché lo stipendio può essere più alto e cosa fare se non compare

 



PER VEDERE COME VEDERE NEL CEDOLINO LA VOCE FIS CLICCA QUI

Con l'inizio del nuovo anno scolastico, il mese di settembre porta con sé la possibilità di vedere un importo più alto nel cedolino stipendiale dei docenti e del personale ATA. L'incremento è legato all'erogazione dei compensi previsti dal FIS (Fondo d'Istituto), destinati a retribuire le attività aggiuntive svolte nel corso dell'anno scolastico precedente.

L'accredito delle somme, tuttavia, non è automatico per tutti né garantito con la stessa tempistica. Di seguito le risposte ai dubbi più comuni su come funziona il pagamento e come comportarsi in caso di ritardi.

Per quale motivo lo stipendio di settembre può aumentare?

L'aumento della busta paga di settembre è dovuto all'accredito del FIS, la quota destinata al personale scolastico che ha prestato servizio oltre l'orario ordinario o che ha ricoperto incarichi specifici.

Trattandosi di competenze accessorie, l'importo varia da persona a persona in base alla contrattazione integrativa della singola istituzione scolastica e all'effettivo impegno svolto. Tra le voci che danno diritto al compenso rientrano:

  • Funzioni strumentali al piano dell'offerta formativa (PTOF).

  • Progetti d'istituto ed eventuali ore eccedenti.

  • Incarichi organizzativi e di supporto alla dirigenza.

  • Attività aggiuntive del personale ATA (ore di straordinario, intensificazione dei servizi o incarichi specifici).

Perché il FIS potrebbe non comparire nel cedolino ordinario?

Se le procedure amministrative della scuola e l'inserimento dei dati sulla piattaforma NoiPA vengono ultimati in tempo, l'importo del FIS viene integrato direttamente nel cedolino stipendiale con data valuta intorno al 23 settembre.

Tuttavia, la presenza del FIS nella rata ordinaria non è scontata. Se la voce non compare nell'emissione principale, non significa che il diritto al compenso sia decaduto o che la somma sia andata perduta.

FIS assente dal cedolino: come e quando arriva il pagamento

Qualora la scuola completi gli adempimenti burocratici dopo le scadenze dell'emissione ordinaria, il pagamento viene gestito tramite un'emissione accessoria (o speciale). In questo caso:

  1. L'importo non sarà visibile nel cedolino dello stipendio base del 23 settembre.

  2. L'accredito avverrà con una transazione separata nel corso delle settimane successive.

Come verificare lo stato dei pagamenti su NoiPA

Il dipendente che non riscontra l'accredito del FIS nella busta paga ordinaria può monitorare la propria posizione direttamente sul portale o sull'applicazione NoiPA:

  • Accedere all'area riservata tramite SPID, CIE o CNS.

  • Entrare nella sezione "Consultazione Pagamenti".

  • Verificare la presenza di eventuali emissioni accessorie pianificate e i dettagli dei relativi importi in corso di accreditamento.

Al via i “Caffè tecnologici di Ettore Majorana”: il primo incontro dedicato a Giovanni Rappazzo e Giuseppe Rago

 


Al via i “Caffè tecnologici di Ettore Majorana”: il primo incontro dedicato a Giovanni Rappazzo e Giuseppe Rago

Un progetto didattico ideato dal Prof Aldo Domenico Ficara

Una scuola che guarda al futuro senza dimenticare la propria storia. È questo il filo conduttore del progetto didattico-culturale “I Caffè tecnologici di Ettore Majorana”, che prenderà il via giovedì 1° ottobre 2026, dalle ore 10:30 alle 12:30, nell’Aula Magna del Plesso Majorana dell’IIS Verona-Trento di Messina.

L’Istituto Verona-Trento Majorana è diretto dal dirigente scolastico prof. Luigi Genovese, sotto la cui dirigenza il progetto si inserisce nel percorso di valorizzazione della storia, della cultura tecnica e del patrimonio umano della scuola.

Il primo appuntamento: due docenti, una scuola, una storia

Il primo incontro avrà come titolo “Giovanni Rappazzo e Giuseppe Rago: due docenti, una scuola, una storia” e sarà dedicato a due figure significative della storia del Verona-Trento.

L'appuntamento assume un particolare significato anche in relazione alle celebrazioni per i 150 anni del Verona-Trento – Majorana, rappresentando un'occasione per riportare al centro dell'attenzione la memoria di coloro che, nel corso dei decenni, hanno contribuito alla crescita dell'Istituto.

Uno degli aspetti più originali dell'iniziativa sarà la presenza di ex insegnanti della scuola che negli anni Settanta furono allievi del professor Giuseppe Rago.

Saranno dunque proprio alcuni dei suoi ex studenti, diventati successivamente docenti, a raccontare alle nuove generazioni il loro maestro e la scuola che frequentarono molti decenni fa.

Un vero e proprio passaggio di testimone:

il docente di ieri, i suoi allievi, gli allievi diventati docenti e gli studenti di oggi.

Il relatore e il video dedicato a Giovanni Rappazzo

Relatore del primo Caffè tecnologico sarà il prof. Aldo Domenico Ficara, che accompagnerà gli studenti nella ricostruzione della memoria dell'Istituto attraverso documenti, fotografie, testimonianze e materiali dedicati alle figure di Giovanni Rappazzo e Giuseppe Rago.

Nel corso dell'incontro sarà inoltre proiettato un video dedicato a Giovanni Rappazzo, realizzato dal prof. Aldo Domenico Ficara.

Il contributo audiovisivo consentirà di proporre agli studenti una modalità diversa di avvicinamento alla storia della scuola, attraverso immagini, documenti e contenuti raccolti e organizzati specificamente per l'iniziativa.

La tecnologia diventa così uno strumento per conservare e trasmettere la memoria: un elemento particolarmente significativo per un progetto che porta nel titolo il nome di Ettore Majorana.

Cinque classi in Aula Magna

A partecipare al primo incontro saranno le classi:

3L, 3K, 4L, 4K e 5K.

Gli studenti saranno accompagnati dai rispettivi docenti nell'Aula Magna del Plesso Majorana, dove potranno confrontarsi con le testimonianze degli ex allievi di Giuseppe Rago e con il percorso storico proposto dal relatore.

L'obiettivo non è soltanto ricordare il passato, ma permettere agli studenti di comprendere come l'identità di una scuola si costruisca nel tempo attraverso persone, esperienze, competenze e relazioni tra generazioni.

La memoria diventa patrimonio digitale

Il primo incontro inaugura un percorso articolato in tre appuntamenti, nel quale storia della scuola, cultura tecnologica, scienza, comunicazione digitale e Intelligenza Artificiale saranno messi in relazione.

Tra gli obiettivi del progetto vi è anche la possibilità di costruire progressivamente un archivio digitale dei “Caffè tecnologici di Ettore Majorana”, raccogliendo documenti, fotografie, video e testimonianze.

In questo modo la memoria del Verona-Trento–Majorana non rimarrebbe soltanto affidata ai ricordi individuali, ma potrebbe trasformarsi in un patrimonio documentale a disposizione delle future generazioni di studenti.

Il primo appuntamento del 1° ottobre rappresenta quindi un incontro tra passato e presente: gli allievi di ieri tornano nella loro scuola per raccontare il proprio maestro agli studenti di oggi.

Un modo concreto per celebrare i 150 anni del Verona-Trento attraverso la storia delle persone che, generazione dopo generazione, hanno contribuito a costruirne l'identità.

Stipendio insegnanti: Confronto Mensile Lordo vs Netto 2026



Per effettuare il calcolo preciso del lordo e del netto per l'anno 2026 ( vedi tabella nel canale Whatsapp di RTS ), prendiamo come riferimento l'ordine di scuola più richiesto: il Docente Laureato della Scuola Secondaria di II Grado (Scuole Superiori). 

I valori tengono conto degli incrementi degli stipendi tabellari e delle voci fisse (come la Retribuzione Professionale Docenti - RPD) derivanti dagli ultimi rinnovi del CCNL Istruzione e Ricerca
Elementi chiave che compongono la busta paga
  1. Stipendio Tabellare Base: Costituisce la parte fissa più importante ed aumenta automaticamente al passaggio della fascia di anzianità (9, 15, 21, 28, 35 anni di servizio). 
  2. RPD (Retribuzione Professionale Docenti): Un'indennità fissa mensile corrisposta a tutto il personale docente di ruolo e ai supplenti annuali.
  3. Trattenute medie: Tra fisco (IRPEF) e previdenza (INPS), lo scarto medio tra il lordo dipendente e il netto oscilla tra il 28% e il 34% a seconda dello scaglione di reddito. 

Aggressione a una docente a Roma: la solidarietà di tutta la redazione di RTS


Un grave episodio di violenza ai danni di una docente si è verificato questa mattina in una scuola media della zona Centocelle, a Roma.

Secondo le prime informazioni, una docente di 66 anni, Isabella Marsilio, sarebbe stata aggredita da uno studente di 13 anni. Il ragazzo avrebbe utilizzato uno spray urticante, colpendo l'insegnante al volto, per poi ferirla con una coltellata.

Sul posto sono intervenuti i Carabinieri della Stazione Centocelle, dopo una richiesta di intervento arrivata al 112.

Particolarmente inquietante è anche la circostanza, riportata nelle prime ricostruzioni, secondo cui lo studente avrebbe avuto con sé un cellulare collegato a Telegram e avrebbe tentato di riprendere la scena attraverso una videochiamata. Saranno naturalmente gli accertamenti delle autorità competenti a chiarire l'esatta dinamica dell'accaduto e le eventuali responsabilità.

A interrompere l'aggressione sarebbe stato un compagno di scuola, intervenuto per fermare il ragazzo.

La solidarietà alla docente

Di fronte a un episodio così grave, la redazione di Regolarità e Trasparenza nella Scuola esprime la propria piena e incondizionata solidarietà alla professoressa Isabella Marsilio.

A lei, alla sua famiglia e alla comunità scolastica di cui fa parte va la vicinanza di tutta la redazione di RTS.

La scuola deve rimanere un luogo nel quale docenti, studenti e personale scolastico possano lavorare e vivere in condizioni di sicurezza e rispetto. La violenza contro un insegnante non può essere considerata un semplice episodio di conflitto scolastico: richiede attenzione, accertamenti rigorosi e una riflessione seria sulle condizioni nelle quali oggi si svolge il lavoro docente.

La scuola non può essere lasciata sola

L'episodio di Roma riporta ancora una volta al centro dell'attenzione il tema della sicurezza del personale scolastico e della tutela dell'autorevolezza della funzione docente.

La solidarietà, tuttavia, deve accompagnarsi alla necessità di comprendere fino in fondo quanto accaduto, evitando generalizzazioni e attendendo gli esiti degli accertamenti.

Regolarità e Trasparenza nella Scuola si stringe attorno alla docente Isabella Marsilio e ribadisce la propria vicinanza a tutti gli insegnanti che ogni giorno svolgono il proprio lavoro al servizio degli studenti.

Alla professoressa Marsilio, tutta la redazione di RTS dice: siamo al suo fianco.

Cedolino NoiPA settembre 2026, piccolo ritardo nella pubblicazione

 


Per vedere tutta la documentazione del canale Whatsapp di RTS CLICCA QUI


È iniziata la pubblicazione dei cedolini NoiPA relativi allo stipendio di settembre 2026, ma per una parte del personale si registra un piccolo ritardo nella visualizzazione del documento.

I cedolini dell'emissione ordinaria stanno infatti comparendo progressivamente nell'area riservata NoiPA. Alcuni dipendenti hanno già la possibilità di consultare il documento e verificare l'importo netto, mentre altri devono ancora attendere il completamento delle operazioni di pubblicazione.

Pubblicazione non ancora contemporanea per tutti

Il ritardo nella comparsa del cedolino non significa, allo stato attuale, che vi sia un rinvio dell'accredito dello stipendio.

Si tratta piuttosto di una pubblicazione progressiva dei documenti, per cui la disponibilità può variare da una posizione amministrativa all'altra.

Per il personale della scuola interessato dalla rata ordinaria, l'esigibilità dello stipendio di settembre è prevista per mercoledì 23 settembre 2026.

Pertanto, chi in queste ore non trova ancora il cedolino nella propria area personale non deve necessariamente interpretare l'assenza del documento come un'anomalia nel pagamento.

Il piccolo ritardo riguarda la visibilità

Il punto da distinguere è quindi tra pubblicazione del cedolino e data di esigibilità dello stipendio.

La prima sta procedendo gradualmente e presenta, per alcuni amministrati, tempi di visualizzazione leggermente più lunghi rispetto alle attese. La seconda rimane invece fissata, per la rata ordinaria, al 23 settembre 2026.

Una volta disponibile il cedolino, sarà possibile verificare nel dettaglio lordo, ritenute, eventuali conguagli e soprattutto l'importo netto che sarà accreditato.

Non solo stipendio ordinario: attenzione alle altre emissioni

Il cedolino ordinario di settembre non comprende necessariamente tutte le somme che alcuni lavoratori potrebbero ricevere nel corso del mese.

Restano infatti distinte le lavorazioni relative, tra le altre, al FIS del personale scolastico, alle emissioni speciali, agli eventuali importi collegati al Modello 730, agli arretrati contrattuali e alle somme spettanti al personale interessato dai nuovi contratti dell'anno scolastico 2026/2027.

Di conseguenza, per alcuni dipendenti, l'importo indicato nel cedolino ordinario di settembre non coincide necessariamente con l'insieme di tutte le somme che potranno essere percepite attraverso emissioni separate.

NoiPA, dunque, è in aggiornamento

La situazione di queste ore può essere riassunta in modo semplice: i cedolini di settembre 2026 stanno arrivando, ma la pubblicazione non è ancora uniforme per tutti.

Chi non visualizza ancora il documento può quindi attendere il completamento della pubblicazione, mentre chi lo vede già può controllare immediatamente l'importo netto dello stipendio di settembre.

Regolarità e Trasparenza nella Scuola continuerà a monitorare la pubblicazione dei cedolini e le diverse emissioni NoiPA previste per il mese di settembre.

Tredicesima più pesante per docenti e ATA? Allo studio un’imposta sostitutiva per aumentarla fino a 500 euro



Tredicesima di dicembre più alta per i lavoratori dipendenti, compreso il personale della scuola. È una delle ipotesi che stanno entrando nel confronto sulla prossima legge di Bilancio. L'idea è quella di sostituire, almeno per determinate fasce di reddito, la tassazione ordinaria IRPEF applicata alla tredicesima con una imposta sostitutiva del 15% o, in uno scenario più ampio, del 10%.

La proposta è stata rilanciata nelle ultime settimane dal presidente della Commissione Finanze della Camera, Marco Osnato. L'ipotesi di partenza prevede un'aliquota del 15% per i redditi fino a 15.000 euro, mentre una seconda possibilità porterebbe l'imposta al 10%, ampliando contemporaneamente la platea dei beneficiari.

Dai 200 ai 500 euro in più: la stima circolata

Secondo le stime citate da Osnato, la sostituzione dell'IRPEF ordinaria con l'imposta sostitutiva potrebbe determinare un risparmio netto compreso indicativamente tra 200 e 500 euro, in funzione del reddito e della soluzione fiscale che sarebbe eventualmente approvata.

È importante, però, non trasformare questa stima in un aumento automatico per tutti i docenti e gli ATA. Non tutti riceverebbero necessariamente 200 o 500 euro in più: il beneficio dipenderebbe dall'importo della tredicesima, dal reddito di riferimento e soprattutto dai limiti che verrebbero stabiliti dalla norma.

Perché la tredicesima è particolare

La tredicesima viene oggi assoggettata alla tassazione ordinaria, ma presenta una caratteristica fiscale specifica: non beneficia delle detrazioni per lavoro dipendente che incidono invece sulla tassazione delle normali mensilità. Per questo motivo il netto della tredicesima può risultare inferiore rispetto a quello di una normale mensilità.

L'eventuale imposta sostitutiva avrebbe quindi l'obiettivo di ridurre il prelievo fiscale proprio sulla mensilità aggiuntiva di dicembre.

Docenti e ATA: cosa potrebbe cambiare

Se la misura venisse approvata con una platea comprendente i lavoratori dipendenti pubblici, potrebbe interessare anche il personale della scuola amministrato da NoiPA.

Per docenti e ATA, quindi, la questione sarebbe particolarmente rilevante perché la tredicesima viene normalmente erogata con la mensilità di dicembre.

Ma al momento è necessario utilizzare il condizionale: non esiste ancora una norma approvata che garantisca la detassazione della tredicesima 2026.

Carta del docente, cosa succede ai 383 euro non utilizzati nel 2025/26?

 



La Carta del docente torna al centro dell’attenzione con la riapertura della piattaforma prevista per il nuovo anno scolastico. Per i docenti interessati, uno degli aspetti più delicati riguarda però il credito residuo dell’anno 2025/2026.

Il valore della Carta del docente per il 2025/26 è stato fissato a 383 euro. La questione che molti insegnanti stanno ponendo riguarda proprio chi, nel corso dell’anno scolastico precedente, non ha utilizzato in tutto o in parte la somma disponibile.

Il nodo dei 383 euro non spesi

Il dubbio riguarda soprattutto i docenti che hanno lasciato completamente inutilizzato il credito.

La domanda è semplice: i 383 euro non utilizzati nel 2025/26 continueranno a essere visualizzabili e spendibili con la riapertura della piattaforma?

Un ulteriore interrogativo riguarda l'accesso alla piattaforma: occorre aver effettuato almeno un accesso durante l'anno precedente oppure il credito dovrebbe essere conservato anche per chi non è mai entrato nel sistema?

Si tratta di una distinzione importante perché, in assenza di indicazioni operative definitive, non è possibile dare per scontato che il comportamento della piattaforma sia identico per tutti i casi.

Il credito residuo e la riapertura della piattaforma

La riapertura della Carta del docente rappresenta quindi un momento particolarmente atteso. I docenti potranno verificare direttamente la propria posizione e controllare se l'eventuale disponibilità residua risulta ancora presente.

Il punto centrale sarà capire come verrà trattato il credito non utilizzato dell'anno precedente e se la somma potrà essere cumulata con il nuovo importo disponibile.

Al momento, per questo specifico aspetto, è opportuno distinguere tra ciò che risulta dalla disciplina della Carta e ciò che dovrà essere chiarito attraverso le indicazioni operative del Ministero.

Cosa devono controllare i docenti

Con la riapertura del servizio sarà quindi importante verificare:

  • il saldo disponibile;
  • l'eventuale presenza dei 383 euro non utilizzati nel 2025/26;
  • la possibilità di utilizzare il credito residuo insieme alla nuova disponibilità;
  • eventuali messaggi o comunicazioni presenti nella piattaforma;
  • le indicazioni ufficiali pubblicate dal Ministero dell'Istruzione e del Merito.

Il Ministero resta infatti il riferimento istituzionale per chiarire definitivamente la sorte delle somme eventualmente rimaste inutilizzate.

Una verifica che interessa migliaia di docenti

La questione dei 383 euro non è quindi soltanto tecnica. Per un docente che non ha utilizzato il credito nell'anno scolastico precedente, la possibilità di conservarlo rappresenterebbe una disponibilità economica significativa da destinare alla formazione e agli acquisti consentiti dalla Carta.

Per questo motivo, nei primi giorni successivi alla riapertura della piattaforma sarà particolarmente importante controllare il proprio saldo prima di effettuare nuovi acquisti.

La verifica decisiva sarà quella del credito effettivamente visualizzato sulla piattaforma. Eventuali indicazioni definitive sulla conservazione o meno dei 383 euro residui dovranno essere ricavate dalle comunicazioni ufficiali del Ministero e dalle regole applicate al nuovo anno scolastico.

Visibilità cedolino settembre 2026 NoiPA: ecco quando potranno vederlo docenti e ATA



È iniziato il conto alla rovescia per lo stipendio di settembre 2026 del personale scolastico amministrato da NoiPA. Per docenti e personale ATA interessati dalla rata ordinaria, la data prevista per l'accredito è mercoledì 23 settembre 2026.

Si tratta della mensilità ordinaria destinata al personale che rientra nella normale programmazione dei pagamenti NoiPA. Per chi attende lo stipendio, i prossimi giorni saranno quindi importanti soprattutto per verificare la pubblicazione del cedolino e l'importo netto della retribuzione.

Cedolino settembre: quando sarà visibile

Prima dell'accredito sul conto corrente, il personale potrà consultare il cedolino dello stipendio nell'area personale di NoiPA.

La pubblicazione del documento è attesa indicativamente a partire dal 18 settembre. È importante, tuttavia, precisare che questa data non costituisce una scadenza rigida valida per tutti.

I cedolini possono infatti essere pubblicati progressivamente, in relazione allo stato delle lavorazioni. Per alcuni dipendenti il documento potrebbe quindi comparire nei giorni successivi e anche in prossimità della data di pagamento.

Il 23 settembre arriva l'accredito

Il passaggio centrale resta quello di mercoledì 23 settembre 2026, data prevista per l'accredito della rata ordinaria dello stipendio.

Nei giorni precedenti sarà quindi possibile verificare su NoiPA:

  • la disponibilità del cedolino di settembre;
  • l'importo netto della mensilità;
  • le eventuali ritenute e trattenute;
  • la presenza di eventuali competenze aggiuntive o variazioni rispetto ai mesi precedenti.

La visualizzazione del cedolino consente di conoscere in anticipo l'importo della retribuzione, mentre l'effettiva disponibilità della somma dipenderà dai tempi tecnici dell'accredito bancario.

Attenzione a non confondere cedolino e pagamento

Per il personale scolastico è importante distinguere i diversi passaggi della procedura NoiPA.

La pubblicazione del cedolino non coincide con il pagamento: il documento può essere disponibile nell'area personale alcuni giorni prima dell'accredito.

Per la rata ordinaria di settembre, dunque, il calendario da tenere sotto osservazione è quello che porta dal 18 settembre, quando è attesa la progressiva pubblicazione dei cedolini, fino al 23 settembre 2026, data prevista per l'accredito dello stipendio.

Per docenti e ATA sarà quindi soprattutto il cedolino a fornire nei prossimi giorni il dato definitivo sull'importo netto della mensilità.

Stipendio settembre, oggi 16 settembre emissione speciale NoiPA per docenti e ATA: quando sarà visibile il netto

 



Per seguire tutte le informazione sullo stipendio di Settembre 2026 vlicca qui

Giornata importante per docenti e personale ATA in attesa dello stipendio di settembre. Oggi, mercoledì 16 settembre 2026 alle ore 14, è prevista una emissione speciale NoiPA dedicata ai contratti del comparto Scuola che hanno completato tutte le procedure necessarie per poter essere lavorati dal sistema.

L'emissione riguarda in particolare il personale che ha preso servizio con l'avvio dell'anno scolastico 2026/2027 e che non è riuscito a rientrare nelle precedenti lavorazioni stipendiali.

Emissione speciale NoiPA del 16 settembre

L'appuntamento delle ore 14 di oggi, mercoledì 16 settembre, rappresenta quindi un passaggio importante per i lavoratori della scuola che risultano ancora in attesa della prima mensilità.

Una volta completata l'elaborazione, NoiPA procederà alla determinazione degli importi spettanti sulla base dei dati contrattuali acquisiti e lavorati dalla piattaforma.

Per molti interessati il momento più atteso sarà quello della visualizzazione dell'importo netto.

Il netto dovrebbe essere visibile nel pomeriggio

Le lavorazioni dovrebbero procedere rapidamente e, entro il tardo pomeriggio del 16 settembre, potrebbero diventare visibili su NoiPA anche gli importi netti elaborati.

La visualizzazione del netto rappresenta un'informazione particolarmente importante perché consente al dipendente di conoscere l'importo effettivamente spettante, al netto delle ritenute.

È però necessario distinguere questo passaggio dall'accredito sul conto corrente: la presenza dell'importo elaborato e visualizzato su NoiPA non significa automaticamente che la somma sia già disponibile sul conto bancario.

Chi è interessato

L'emissione speciale è particolarmente rilevante per:

  • docenti neoassunti o con nuovo contratto;
  • docenti supplenti con contratto già perfezionato;
  • personale ATA con contratto acquisito e lavorabile;
  • lavoratori della scuola rimasti esclusi dalle precedenti emissioni per motivi legati ai tempi di acquisizione o lavorazione del contratto.

La possibilità di rientrare nell'emissione dipende dal fatto che tutte le procedure amministrative e contrattuali siano state completate nei tempi utili per la lavorazione NoiPA.

Il passaggio da controllare su NoiPA

Per il personale interessato, quindi, la giornata di oggi, 16 settembre, sarà da monitorare soprattutto nel pomeriggio.

Il primo dato significativo sarà la conclusione dell'emissione; successivamente potrà comparire l'importo netto elaborato. Cedolino, importo netto ed effettivo accredito sono tre momenti distinti e non devono essere confusi.

Per chi attende ancora lo stipendio di settembre, l'emissione speciale rappresenta dunque un passaggio decisivo per verificare se il proprio contratto è finalmente entrato nella lavorazione e quale sarà l'importo della mensilità.

Caro carburanti, allo studio un bonus benzina da 100 euro: una boccata d’ossigeno per i docenti pendolari



 Il caro carburanti torna a pesare sui bilanci delle famiglie e rappresenta un problema particolarmente sentito anche dal personale della scuola. A risentirne maggiormente sono i docenti e gli ATA pendolari, costretti ogni giorno a percorrere anche decine di chilometri per raggiungere la sede di servizio.

Per chi lavora lontano da casa, il costo del carburante può trasformarsi in una vera e propria seconda voce di spesa, incidendo in maniera significativa su uno stipendio che, soprattutto per il personale precario, non sempre consente ampi margini.

Un bonus benzina da 100 euro

Tra le ipotesi allo studio del Governo per contrastare l'aumento dei prezzi dei carburanti figura un contributo una tantum di 100 euro destinato ai lavoratori, sia dipendenti sia autonomi.

La misura non è ancora definitiva e dovrà essere valutata alla luce delle risorse disponibili nei conti pubblici. L'ipotesi prevede un intervento selettivo, rivolto in particolare alle fasce di reddito che maggiormente risentono dell'aumento dei costi.

Il possibile bonus potrebbe essere utilizzato tra ottobre e dicembre, offrendo così un sostegno temporaneo a chi deve utilizzare quotidianamente l'auto per recarsi al lavoro.

Per la scuola sarebbe un aiuto soprattutto per i pendolari

Il tema assume un'importanza particolare nel comparto dell'istruzione. Non sono pochi i lavoratori della scuola che accettano una supplenza o un incarico in una sede distante dalla propria abitazione, spesso perché le opportunità di lavoro sono distribuite in modo molto disomogeneo sul territorio.

In alcuni casi, inoltre, il docente può essere assegnato a più sedi di servizio, rendendo ancora più elevati gli spostamenti settimanali.

Per un insegnante che percorre quotidianamente decine di chilometri, anche un contributo di 100 euro può rappresentare un piccolo ma concreto alleggerimento delle spese.

Allo studio anche un intervento strutturale

Oltre al bonus una tantum, il Governo starebbe valutando anche una soluzione diversa: trasformare il sostegno in una misura più stabile, destinata ogni mese ai lavoratori con redditi più bassi.

In questo caso l'importo sarebbe probabilmente inferiore rispetto ai 100 euro ipotizzati per l'intervento temporaneo, ma avrebbe il vantaggio di diventare un aiuto continuativo contro il caro carburanti.

Per il personale della scuola pendolare, una misura strutturale potrebbe avere un peso significativo, soprattutto nelle aree dove il trasporto pubblico non consente di raggiungere facilmente gli istituti scolastici.

Benzina e stipendio: il problema dei pendolari della scuola

Il punto centrale rimane quindi il rapporto tra stipendio e costi necessari per raggiungere il posto di lavoro.

Un docente può trovarsi nella condizione di dover spendere una quota rilevante della propria retribuzione semplicemente per poter svolgere il proprio servizio. Una situazione particolarmente delicata per i precari, per chi lavora con un numero ridotto di ore e per chi viene assegnato a sedi lontane.

Il possibile bonus benzina non risolverebbe il problema, ma potrebbe rappresentare un sostegno immediato per migliaia di lavoratori, in attesa di conoscere le decisioni definitive del Governo e le modalità di eventuale applicazione della misura.

Stipendi docenti, da gennaio 2027 l’ultimo aumento del CCNL: la tabella completa sarà pubblicata sul canale WhatsApp di Regolarità e Trasparenza nella Scuola

 


Da gennaio 2027 scatterà l’ultima tranche degli aumenti previsti dal CCNL Istruzione e Ricerca 2025-2027, firmato in via definitiva il 1° luglio 2026 all’ARAN.


Si completa così il percorso degli incrementi economici avviato con le tranche del gennaio 2025 e del gennaio 2026. A regime, l'aumento medio viene indicato in circa 143 euro lordi mensili per i docenti, ma questa cifra non rappresenta l'incremento effettivo per ogni lavoratore.

La somma cambia infatti in funzione di ordine di scuola e fascia di anzianità.

Stipendio docenti: aumenti diversi in base all’anzianità

Le tabelle del contratto consentono di vedere nel dettaglio come cambia la retribuzione. Per i docenti della scuola dell'infanzia e primaria, ad esempio, l'incremento mensile 2025/2027 rispetto al precedente trattamento varia da 110,16 euro lordi nella fascia 0-8 anni fino a 159,44 euro per chi ha oltre 35 anni di anzianità.

Per i docenti diplomati della scuola secondaria, l'incremento passa da 110,16 euro a 164,43 euro lordi mensili, sempre considerando il confronto tra il trattamento precedente e quello previsto dal nuovo contratto.

Ancora più articolata è la situazione per i docenti della scuola media e per i docenti laureati della scuola secondaria di secondo grado, dove l'incremento cresce progressivamente con l'anzianità.

La tabella completa con tutti gli importi

Per rendere immediatamente leggibili le differenze, Regolarità e Trasparenza nella Scuola (RTS) ha elaborato e propone la tabella riepilogativa riportata nell'articolo.

La tabella mette a confronto:

  • il CCNL 2022/2024;
  • la retribuzione annua dal 1° gennaio 2025;
  • la retribuzione annua e mensile dal 1° gennaio 2026;
  • la retribuzione prevista dal 1° gennaio 2027;
  • l'incremento RPD/CIA;
  • il totale degli arretrati lordi;
  • la retribuzione complessiva a regime;
  • l'incremento mensile;
  • la percentuale di incremento, indicata nella tabella al 5,57%.

Il dato più interessante emerge proprio dall'ultima colonna dedicata all'incremento mensile: l'aumento non è uguale per tutti, ma cresce con il passaggio alle fasce di maggiore anzianità.

Da 110 a oltre 185 euro lordi al mese

Nella tabella, per esempio, il docente di scuola dell'infanzia/primaria passa da 110,16 euro lordi mensili nella fascia 0-8 anni a 159,44 euro nella fascia oltre 35 anni.

Per la scuola media si va invece da 119,24 euro a 176,67 euro, mentre per il docente laureato della secondaria di secondo grado l'incremento arriva fino a 185,38 euro lordi mensili nella fascia indicata come oltre 35 anni.

Sono valori lordi: il maggiore importo effettivamente percepito in busta paga sarà quindi inferiore dopo l'applicazione delle ritenute fiscali e previdenziali.

La tabella sarà pubblicata sul canale WhatsApp RTS

Per consentire una consultazione più semplice dei dati, la tabella completa sarà pubblicata sul canale WhatsApp di Regolarità e Trasparenza nella Scuola.

L'obiettivo è offrire ai lavoratori uno strumento immediato per individuare la propria fascia di anzianità, il relativo ordine di scuola e l'incremento economico previsto dal 1° gennaio 2027.

Non solo i 143 euro medi, dunque: per capire quanto aumenta realmente lo stipendio occorre guardare la propria fascia stipendiale. È proprio il confronto tra ordine di scuola e anzianità a mostrare le differenze previste dal nuovo contratto. Tuttavia rimangono tutti i dubbi sul reale aumento contrattuale, fagocitato dalle riforme fiscali.

NoiPA, arretrati in arrivo: stasera 14 settembre 2026 la verifica degli importi

 



L’attesa è ormai agli sgoccioli. Dopo l’emissione speciale del 14 settembre 2026, nella serata di oggi potrebbero diventare visibili su NoiPA gli importi degli arretrati contrattuali destinati al personale delle Funzioni Centrali e ai dirigenti scolastici interessati dai recenti rinnovi contrattuali.

Si tratta di una lavorazione particolarmente attesa, perché consentirà ai dipendenti coinvolti di conoscere finalmente l’entità delle somme maturate nel periodo di riferimento dei rispettivi contratti.

Arretrati, la verifica passa da NoiPA

Il momento decisivo sarà quindi la pubblicazione dei cedolini e delle informazioni contabili nell’area riservata di NoiPA. La visualizzazione potrebbe avvenire progressivamente nel corso della giornata, fino alla serata.

Per gli interessati sarà sufficiente accedere alla propria area personale e verificare la presenza della nuova elaborazione.

L'importo visualizzato rappresenterà le differenze economiche derivanti dall'applicazione dei rinnovi contrattuali, comprensive delle competenze arretrate spettanti in base alla posizione individuale.

Una giornata importante per i dipendenti pubblici

La lavorazione assume particolare rilievo perché arriva dopo mesi di attesa e dopo le procedure necessarie per applicare i nuovi trattamenti economici.

Non tutti gli importi saranno naturalmente uguali: la somma effettivamente spettante dipenderà dalla qualifica, dal periodo interessato, dalla posizione economica e dalle singole situazioni retributive.

Per questo motivo, il dato più importante sarà quello che ciascun lavoratore troverà direttamente nel proprio cedolino o nella documentazione contabile disponibile su NoiPA.

Quando arriveranno i soldi?

La visualizzazione dell'importo su NoiPA non coincide necessariamente con l'accredito immediato. Dopo la conclusione delle lavorazioni, le somme saranno rese disponibili secondo le tempistiche previste per l'emissione e l'esigibilità.

La serata del 14 settembre rappresenta dunque soprattutto il momento della verifica: per molti dipendenti sarà possibile passare dalle indiscrezioni e dalle stime alla cifra effettivamente elaborata da NoiPA.

L'attesa è per il numero finale

Il dato più atteso, quindi, non sarà soltanto la conferma dell'avvenuta lavorazione, ma soprattutto l'importo netto che ciascun lavoratore riceverà effettivamente.

Le prossime ore potrebbero chiarire definitivamente quanto previsto dai rinnovi contrattuali e consentire ai dipendenti delle Funzioni Centrali e ai dirigenti scolastici interessati di verificare la propria situazione direttamente sul portale NoiPA.

NoiPA, lunedì 14 settembre giornata decisiva: emissione urgente e arretrati dei nuovi contratti

 



Lunedì 14 settembre 2026 sarà una giornata particolarmente importante per le lavorazioni di NoiPA. Nel calendario della piattaforma sono infatti previste contemporaneamente l’emissione urgente unica e le emissioni speciali collegate ad alcuni importanti rinnovi contrattuali del pubblico impiego.

La giornata interesserà quindi diverse categorie di dipendenti pubblici e potrebbe rappresentare un passaggio significativo soprattutto per chi attende arretrati e competenze derivanti dai nuovi contratti collettivi.

Le emissioni del 14 settembre

Tra le lavorazioni previste figurano le emissioni speciali relative al rinnovo del Comparto Funzioni Centrali 2025-2027 e dell’Area Dirigenziale Istruzione e Ricerca 2022-2024.

Per gli interessati, l'attenzione è rivolta in particolare alle somme arretrate maturate in conseguenza degli incrementi e degli adeguamenti previsti dai rispettivi contratti.

Parallelamente è prevista l'emissione urgente, destinata alle competenze che hanno completato nei tempi l'iter amministrativo necessario per essere inserite nella lavorazione.

Emissione il 14 settembre, accredito in una data successiva

Un punto è particolarmente importante per evitare equivoci: il 14 settembre è la data dell'emissione, non necessariamente quella dell'accredito sul conto corrente.

L'emissione rappresenta il momento in cui NoiPA procede alla lavorazione delle competenze. Successivamente dovranno essere completate le operazioni necessarie alla produzione dei cedolini e alla successiva esigibilità delle somme.

Di conseguenza, la presenza dell'emissione nel calendario di NoiPA non significa automaticamente che il lavoratore possa disporre del denaro sul proprio conto nella stessa giornata.

Quando saranno visibili gli importi?

La visualizzazione del cedolino e degli importi dipenderà dal completamento delle singole lavorazioni. È quindi possibile che le informazioni vengano rese disponibili progressivamente attraverso l'area personale di NoiPA.

Per chi attende arretrati contrattuali, il passaggio fondamentale di lunedì sarà dunque l'avvio della lavorazione. Solo dopo l'elaborazione sarà possibile verificare nel dettaglio le somme effettivamente riconosciute.

Una giornata da monitorare

Il 14 settembre 2026 si presenta quindi come una data da tenere sotto osservazione per il personale interessato alle emissioni.

La parola chiave resta “lavorazione”: emissione, pubblicazione del cedolino ed effettivo accredito sono fasi diverse e non devono essere confuse.

Per questo, chi è interessato agli arretrati o a competenze inserite nell'emissione urgente dovrà controllare nei prossimi giorni il proprio cedolino NoiPA, verificando sia gli importi lordi sia le trattenute applicate.

Lunedì parte dunque una nuova fase delle lavorazioni NoiPA, ma per conoscere la data effettiva di disponibilità delle somme sarà necessario attendere l'esito delle operazioni successive all'emissione.

Sanità integrativa nella Scuola: un’opportunità o un passo verso la privatizzazione del Welfare?




La recente introduzione della polizza di copertura sanitaria integrativa promossa dal Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM) — gestita dal raggruppamento con capogruppo UniSalute — ha acceso un vivace dibattito nel mondo della scuola e del sindacato. Se da un lato l'iniziativa viene presentata come un beneficio contrattuale e una forma di welfare aziendale per oltre 1,2 milioni di dipendenti tra docenti, ATA e dirigenti, dall'altro emergono forti preoccupazioni sul piano sociale, economico e normativo.

1. Il rischio "modello americano" e l'erosione della Sanità Pubblica

La critica principale mossa dagli scettici e dalle frasi sempre più ricorrenti nelle piazze digitali riguarda l'impatto sul Servizio Sanitario Nazionale (SSN). Spostare una platea potenziale di oltre un milione di lavoratori verso il circuito delle cliniche e dei centri privati convenzionati porta molti a interrogarsi sulla sostenibilità della sanità pubblica. Per i dettrattori, misure di questo genere accelerano la transizione verso un modello sanitario di stampo anglosassone o "all'americana", in cui l'accesso, la qualità e la tempestività delle cure non dipendono più dalla sola tessera sanitaria uguale per tutti, ma dal contratto di lavoro sottoscritto e dalla specifica polizza assicurativa associata.

L'allarme che molti sollevano riguarda il lungo termine: cosa accadrà allo scadere dei 4 anni di convenzione? Il timore è che una progressiva desensibilizzazione verso i tagli al SSN spinga la popolazione verso la necessità di stipulare polizze private a pagamento, con costi enormi sul piano dei diritti costituzionali e della gratuità delle cure.

2. Risorse pubbliche sottratte alla scuola e "priorità capovolte"

Un altro nodo fondamentale riguarda il finanziamento della misura. Sindacati e personale scolastico evidenziano come le risorse destinate alla copertura assicurativa (decine di milioni di euro l'anno) derivino da tagli e riorganizzazioni interne al sistema istruzione, come i risparmi ottenuti sulla riduzione dei componenti delle commissioni degli Esami di Stato o da riduzioni di fondi destinati al Ministero.

La critica sollevata da lavoratori e rappresentanti di categoria è immediata: perché destinare risorse pubbliche alle compagnie assicurative anziché investire sui problemi strutturali della scuola? Edifici scolastici spesso fatiscenti, carenze di sicurezza, precariato cronico, classi pollaio e stipendi dei docenti tra i più bassi d'Europa restano questioni irrisolte, a fronte di fondi dirottati per finanziare un servizio sanitario privato esteso peraltro anche ai quadri dirigenziali del Ministero.

3. La clausola di "irrevocabilità" e l'asimmetria d'informazione

A far discutere nell'interfaccia di adesione del portale del Ministero è anche la formulazione dell'adesione, indicata esplicitamente come non revocabile per tutta la durata del contratto o del quadriennio. Molti dipendenti denunciano una carenza di trasparenza e informazione:

  • Vincolo d'adesione: La dicitura "l'adesione non può più essere revocata" lascia molti lavoratori smarriti, timorosi di contrarre vincoli contrattuali poco chiari o futuri oneri indiretti.

  • Scoperti e franchigie: Nonostante la polizza sia pubblicizzata come completamente gratuita, l'analisi del Piano Sanitario rivela che per diverse prestazioni (come le visite odontoiatriche di base) restano a carico del lavoratore scoperti percentuali (es. 15%) o limiti di spesa contenuti.

  • Iscrizione non automatica: Sebbene non vi sia l'iscrizione d'ufficio, la finestra d'adesione ristretta e le comunicazioni spesso frammentarie rischiano di creare disparità di trattamento tra chi riesce a districarsi nelle procedure burocratiche e chi viene tagliato fuori.

4. Esclusioni e discriminazioni nella platea dei beneficiari

La polizza non è uguale per tutti. Restano esclusi dal beneficio i supplenti brevi e saltuari — ovvero la fascia più fragile ed economicamente penalizzata del personale scolastico — oltre ai lavoratori di età pari o superiore a 71 anni. Questa ripartizione crea, all'interno degli stessi istituti scolastici, lavoratori di "serie A" e di "serie B", alimentando ulteriori disparità in un settore già fortemente frammentato dal precariato.

Conclusioni

Se da un punto di vista pragmatico la polizza integrativa possa rappresentare un sollievo economico immediato per singole prestazioni specialistiche in tempi di liste d'attesa bibliche, dal punto di vista politico e sociale la misura solleva interrogativi non trascurabili.

Tra il timore della privatizzazione strisciante della sanità, le perplessità sulla gestione dei fondi scolastici e i dubbi sulle clausole di adesione irrevocabile, il provvedimento rischia di dividere la scuola invece di valorizzarla. Resta fondamentale che i lavoratori vengano informati con chiarezza su tutti i dettagli del piano e che la tutela della sanità e della scuola pubblica rimanga il pilastro centrale delle politiche nazionali.

Arretrati a rischio a causa della prescrizione

 


Per visionare tutte le schede tecniche del Centro Studi RTS clicca qui

Ricostruzione di carriera e arretrati: per il personale della scuola il decorso del tempo può incidere sulle somme effettivamente recuperabili. Non tutto ciò che deriva dalla ricostruzione può infatti essere richiesto senza limiti temporali.

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Il tema della prescrizione assume particolare importanza quando un docente o un ATA presenta la domanda di ricostruzione di carriera dopo diversi anni dalla conferma in ruolo.

Il punto da chiarire è che bisogna distinguere tra diritto alla ricostruzione della carriera e diritto a ottenere gli arretrati economici derivanti dalla ricostruzione stessa.

Arretrati, il limite dei cinque anni

La questione più delicata riguarda proprio le somme arretrate.

In linea generale, i crediti retributivi derivanti dalla ricostruzione di carriera sono soggetti alla prescrizione quinquennale. Questo significa che il lavoratore può rischiare di non recuperare le somme maturate oltre i cinque anni precedenti rispetto alla richiesta, secondo le specifiche circostanze del caso.

Il fattore tempo diventa quindi determinante: una ricostruzione presentata tardivamente può tradursi nella perdita di una parte degli arretrati economicamente spettanti.

Ricostruzione della carriera: attenzione anche ai dieci anni

Diverso è il problema relativo alla presentazione della domanda di ricostruzione.

Secondo le indicazioni della Ragioneria Generale dello Stato, occorre considerare anche il termine decennale collegato alla conferma in ruolo: il mancato esercizio del diritto entro il termine previsto può infatti determinare conseguenze sul diritto alla ricostruzione.

Non bisogna quindi confondere i due termini:

  • 10 anni: riguarda il diritto a chiedere la ricostruzione della carriera;
  • 5 anni: riguarda, in linea generale, la prescrizione dei singoli crediti economici e quindi degli arretrati.

Anzianità e arretrati non sono la stessa cosa

Un'altra distinzione fondamentale riguarda l'anzianità di servizio.

L'anzianità costituisce un fatto giuridico che deve essere correttamente riconosciuto nella posizione del dipendente. Diverso è il discorso relativo ai crediti retributivi che da quella anzianità derivano.

Sono proprio questi crediti economici a essere interessati dalla prescrizione quinquennale.

Per questo motivo è fuorviante sostenere in modo assoluto che la ricostruzione di carriera sia semplicemente “imprescrittibile”. La questione deve essere analizzata distinguendo il riconoscimento dell'anzianità dagli effetti economici prodotti da tale riconoscimento.

Il rischio: perdere una parte delle somme spettanti

Per il personale della scuola la conseguenza pratica è particolarmente importante.

Chi ha diritto a una ricostruzione di carriera e presenta la relativa richiesta dopo molti anni deve verificare con attenzione quali periodi di servizio devono essere riconosciuti, quali effetti economici ne derivano e quali somme possono essere ancora richieste.

Il decorso del tempo, infatti, può incidere direttamente sull'entità degli arretrati recuperabili.

La regola da ricordare

La ricostruzione della carriera e gli arretrati non seguono necessariamente lo stesso regime temporale.

Per questo, prima di considerare definitivamente persi o definitivamente recuperabili determinati importi, è opportuno verificare la propria situazione individuale, gli atti già presentati e gli eventuali fatti che possono aver inciso sulla prescrizione.

Arretrati a rischio, dunque, quando si aspetta troppo: la prescrizione può trasformare una ricostruzione di carriera favorevole in un recupero economico molto più limitato.

Polizza sanitaria integrativa gratuita per la scuola: al via le domande per docenti e personale ATA



Dal 10 settembre il personale della scuola ha la possibilità di aderire alla nuova polizza sanitaria integrativa gratuita. La misura è rivolta a docenti, dirigenti scolastici, DSGA, personale ATA e altri lavoratori del settore.

L'adesione non avviene in modo automatico: gli interessati devono presentare formalmente la propria candidatura per accedere alla copertura.

I dettagli della copertura e i promotori L'iniziativa è promossa da UniSalute, operante in coassicurazione con Poste Assicura S.p.A. e Intesa Sanpaolo Protezione S.p.A..

Per illustrare nel dettaglio le prestazioni incluse e le condizioni del servizio, il Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM) ha reso disponibili sul proprio portale la Guida al Piano Sanitario e la sezione dedicata alle FAQ.

Come presentare la domanda Per inviare la richiesta è necessario accedere all’area riservata del portale istituzionale del MIM tramite credenziali digitali (SPID, CIE o CNS). La procedura segue un percorso guidato:

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Orario ridotto nei primi giorni di scuola: i docenti devono recuperare le ore non svolte?

 


Per visionare la scheda tecnica sull'orario ridotto di inizio anno scolastico clicca qui

Con l'avvio del nuovo anno scolastico torna una questione che interessa direttamente migliaia di docenti: le ore di lezione non svolte nei primi giorni di scuola a causa dell'orario ridotto possono essere recuperate nelle settimane successive?

La risposta, secondo l'interpretazione delle disposizioni contrattuali richiamate sul tema, è che non si può creare automaticamente un “debito orario” da recuperare successivamente.

L'orario dei docenti è organizzato su base settimanale

Il punto centrale è rappresentato dalla disciplina dell'orario di insegnamento prevista dal CCNL Istruzione e Ricerca.

Per il docente l'orario di servizio è definito in relazione alla settimana: 18 ore per la scuola secondaria, 22 ore più 2 di programmazione per la primaria e 25 ore per l'infanzia, secondo i rispettivi ordinamenti.

Questo significa che l'eventuale riduzione delle lezioni determinata dall'organizzazione scolastica nei primi giorni non dovrebbe trasformarsi automaticamente in un monte ore negativo da restituire nelle settimane successive.

In altre parole, non è corretto ragionare come se il docente avesse accumulato delle ore di “debito” da recuperare durante l'anno.

Quando può essere recuperato l'orario?

La questione va però distinta dall'organizzazione dell'orario all'interno della stessa settimana.

Se una diversa articolazione dell'orario consente di completare nella medesima settimana le ore di insegnamento previste, il servizio può essere organizzato in tal senso.

Diverso è invece il caso in cui la scuola stabilisca, per esigenze organizzative, un orario ridotto nei primi giorni e successivamente pretenda di recuperare quelle ore attraverso un aumento dell'orario nelle settimane successive.

Il semplice fatto che nei primi giorni siano state svolte meno ore di lezione non crea automaticamente un debito orario del docente.

Il dirigente può imporre il recupero?

È questo uno degli aspetti più delicati.

Se la riduzione dell'orario dipende da scelte organizzative della scuola e non dalla volontà del docente, non appare sufficiente una disposizione unilaterale del dirigente per trasformare le ore non effettuate in un obbligo di recupero futuro.

Il dirigente scolastico organizza il servizio e assegna gli incarichi nel rispetto della normativa e del contratto, ma l'organizzazione dell'orario non può essere utilizzata per modificare arbitrariamente la struttura dell'obbligo di insegnamento.

Cosa può fare il docente nelle ore senza lezione?

L'assenza della lezione frontale non significa necessariamente che il docente debba essere considerato libero dal servizio.

Se il docente è regolarmente in servizio secondo il proprio orario, può essere utilizzato, nel rispetto delle disposizioni contrattuali, per attività proprie della funzione docente, compresa eventualmente la sostituzione di colleghi assenti o altre attività didattiche previste dall'organizzazione scolastica.

Il punto fondamentale è quindi distinguere tra:

ore non svolte perché il docente non è in servizio e ore di servizio nelle quali non si svolge la normale lezione in classe.

Sono situazioni giuridicamente e organizzativamente differenti.

Il principio da ricordare

Il tema dell'orario ridotto nei primi giorni di scuola non può essere affrontato semplicemente con la formula “le ore non fatte devono essere recuperate”.

Occorre verificare chi ha determinato la riduzione, come è stato predisposto l'orario e in quale arco temporale viene organizzato il servizio.

In particolare, l'eventuale recupero non può essere automaticamente trasformato in un monte ore negativo da compensare nelle settimane o nei mesi successivi.

Per i docenti, dunque, la domanda da porsi non è soltanto quante ore non siano state effettuate, ma per quale motivo non siano state effettuate e come sia stato formalmente organizzato il servizio.

Un tema particolarmente attuale

Con l'inizio dell'anno scolastico, molte scuole adottano nelle prime giornate orari provvisori o ridotti, in attesa della piena organizzazione delle attività.

Proprio per questo è importante che eventuali disposizioni sul recupero delle ore siano valutate alla luce del CCNL, dell'orario di servizio individuale e delle modalità concrete con cui la scuola ha organizzato l'attività didattica.

Il principio, in ogni caso, è chiaro: un orario ridotto deciso dalla scuola non può essere automaticamente trasformato in un “debito orario” del docente da recuperare nel corso dell'anno.

FIS, pagamento confermato il 23 settembre: quando arriveranno i soldi sul conto

 



FIS, finalmente arriva la data dell’accredito. Dopo la visualizzazione degli importi su NoiPA, è stata confermata la giornata prevista per l’effettiva esigibilità delle somme: mercoledì 23 settembre 2026.

Dal cedolino alla disponibilità sul conto

La comparsa degli importi su NoiPA aveva consentito al personale interessato di conoscere quanto spettante per le attività aggiuntive svolte nell’ambito del Fondo per il miglioramento dell’offerta formativa.

Ma la visualizzazione della somma non coincide con il momento in cui il denaro diventa effettivamente disponibile.

La novità più importante riguarda quindi proprio la data di pagamento: le somme FIS sono previste in pagamento il 23 settembre.

Si chiude l’attesa iniziata ad agosto

Per docenti e personale ATA interessati, il pagamento rappresenta la conclusione di un'attesa che si è protratta tra agosto e i primi giorni di settembre.

Dopo la pubblicazione degli importi su NoiPA, il principale interrogativo riguardava infatti la data di accredito. Ora il calendario indica il 23 settembre come giornata di esigibilità.

FIS, cosa devono controllare i lavoratori

Il personale interessato può verificare su NoiPA:

  • l'importo spettante;
  • la presenza dell'emissione;
  • la relativa voce di pagamento;
  • la data di esigibilità indicata.

Il 23 settembre diventa quindi la data da segnare sul calendario per il pagamento del FIS.

La distinzione tra importo visualizzato e somma effettivamente accreditata resta fondamentale: vedere la cifra su NoiPA non significa necessariamente averla già disponibile sul conto corrente.

Scuola, il caldo fa slittare il rientro: la tabella dei rinvii è sul canale WhatsApp RTS

 


Il caldo continua a modificare il calendario scolastico in diversi Comuni del Sud Italia. Alcune amministrazioni hanno già emanato ordinanze ufficiali per rinviare l'inizio delle lezioni a causa delle temperature elevate e delle condizioni degli edifici scolastici.

Rosolini, Pachino e San Lucido hanno disposto il rinvio al 21 settembre, mentre Montemesola ha fissato il rientro al 17 settembre. A San Severo, invece, è stato stabilito il 14 settembre come data unica per il ritorno a scuola.

Di fronte a una situazione in continua evoluzione, il Centro Studi Regolarità e Trasparenza nella Scuola (RTS) ha predisposto una tabella riepilogativa dei Comuni nei quali l'inizio dell'anno scolastico è stato rinviato per il caldo.

La tabella è disponibile sul canale WhatsApp RTS

La tabella completa, con Comuni, date originarie, nuove date di rientro e motivazioni dei provvedimenti, è consultabile esclusivamente sul canale WhatsApp di Regolarità e Trasparenza nella Scuola.

Un quadro che potrà essere aggiornato con le eventuali nuove ordinanze adottate nei prossimi giorni.

Per conoscere tutti i rinvii ufficiali legati al caldo, la consultazione della tabella è quindi disponibile sul canale WhatsApp di RTS.