Youssef Siher, niente ricorso al Riesame: l'inchiesta prosegue sui dispositivi sequestrati
La Procura di Milano sceglie di non contestare al Riesame la scarcerazione di Youssef Siher. Il ricercatore resta indagato insieme alla moglie, mentre gli investigatori esaminano i dispositivi sequestrati per ricostruire i contatti.
La Procura di Milano ha deciso di non presentare ricorso al Tribunale del Riesame contro la mancata convalida del fermo di Youssef Siher, il ricercatore e attivista filopalestinese coinvolto nell'inchiesta sui canali social del "Movimento 17 ottobre". La scelta riguarda le misure cautelari richieste nei suoi confronti, ma non modifica la sua posizione di indagato né interrompe gli accertamenti della magistratura.
Gli investigatori stanno cercando di ricostruire la rete di rapporti e comunicazioni dell'uomo, anche attraverso l'esame del materiale informatico acquisito durante le perquisizioni. Nell'attività investigativa figura anche la Procura di Genova, impegnata ad approfondire alcuni aspetti dei presunti collegamenti di Siher.
Il ricercatore era stato fermato nella notte tra il 24 e il 25 ottobre 2026 con le accuse di istigazione a delinquere aggravata dalla finalità di terrorismo e violenza organizzata in manifestazioni pubbliche. Il procedimento riguarda la gestione di una chat Telegram e di una pagina Instagram riconducibili al "Movimento 17 ottobre", iniziativa nata dopo gli episodi di devastazione e saccheggio verificatisi nel centro di Milano durante il fine settimana del 17 e 18 ottobre.
Il 28 ottobre la giudice per le indagini preliminari Tiziana Landoni aveva disposto la liberazione di Siher, respingendo la richiesta di convalida del fermo e di applicazione della custodia cautelare. La decisione aveva aperto la possibilità di un'impugnazione da parte della Procura, che ha però scelto di non insistere sulle esigenze cautelari poste inizialmente alla base del provvedimento.
La rinuncia al Riesame non costituisce un'archiviazione del procedimento. Le ipotesi di reato restano oggetto di indagine e gli inquirenti potranno valutare eventuali nuovi elementi raccolti attraverso gli accertamenti ancora in corso.
Una parte rilevante del lavoro riguarda l'analisi dei dispositivi elettronici sequestrati a Siher e alla moglie Sagia Hammoud, anche lei iscritta nel registro degli indagati per le medesime ipotesi di reato. Gli investigatori puntano a verificare il contenuto delle comunicazioni e a chiarire la natura dei contatti collegati all'attività dei canali social.
Gli esiti degli accertamenti informatici potrebbero fornire i prossimi sviluppi dell'inchiesta. Siher e Hammoud rimangono indagati mentre prosegue la raccolta degli elementi necessari a valutare le rispettive posizioni e l'eventuale rilevanza penale delle condotte contestate.
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