Jesi, muore a tre anni dopo sei giorni di ricovero: i genitori donano gli organi di Camilla

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Dopo sei giorni di ricovero al Salesi di Ancona, è morta Camilla Federici, la bambina di tre anni soffocata da un acino d’uva durante le Fiere di San Settimio a Jesi. I genitori hanno scelto di donare i suoi organi ad altri bambini.

Ancona
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La morte di Camilla Federici è stata accertata nella serata del 29 settembre, alle 19.45, dopo sei giorni trascorsi nella Rianimazione pediatrica dell’ospedale Salesi di Ancona. La bambina aveva tre anni ed era arrivata in condizioni gravissime dopo aver ingerito un acino d’uva che le aveva ostruito le vie respiratorie.

L’incidente era avvenuto mercoledì 23 settembre a Jesi, durante le Fiere di San Settimio. Camilla si trovava con la madre, Giulia Gasparroni, nei pressi dell’Arco Clementino, lungo corso Matteotti, affollato in quelle ore da famiglie e visitatori.

Secondo la ricostruzione dell’accaduto, la bambina avrebbe preso autonomamente un acino d’uva vicino a una bancarella e lo avrebbe portato alla bocca. Il chicco avrebbe provocato l’ostruzione delle vie aeree e il successivo arresto cardiocircolatorio.

Alcuni medici presenti tra i passanti erano intervenuti immediatamente, richiamati dalle grida della madre, iniziando le manovre di rianimazione in attesa dei soccorsi. Poco dopo era arrivata un’ambulanza della Croce Rossa. Per assicurare la presenza di un rianimatore era stato inoltre attivato l’elisoccorso Icaro.

Camilla era stata portata inizialmente all’ospedale Carlo Urbani di Jesi. Qui i sanitari erano riusciti a rimuovere l’acino, a garantire nuovamente la ventilazione e a ottenere la ripresa del battito cardiaco. La bambina era stata quindi trasferita al Salesi di Ancona.

Nel reparto di Rianimazione pediatrica era stata sottoposta a sedazione farmacologica profonda e ventilazione meccanica. Le sue condizioni erano rimaste estremamente gravi per tutti i sei giorni di ricovero, con prognosi riservata, fino all’accertamento della morte.

Nelle ore più difficili, i genitori Giulia Gasparroni e Riccardo Federici hanno deciso di autorizzare la donazione degli organi della figlia, con l’obiettivo di offrire una possibilità di cura ad altri bambini.

Il sindaco di Jesi Lorenzo Fiordelmondo ha espresso il cordoglio della città per la morte della piccola, ricordando anche la scelta compiuta dai genitori. La vicenda aveva coinvolto profondamente la comunità jesina fin dai primi momenti successivi all’incidente.

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