Garlasco, Capra difende il test sui pedali: Il Dna di Chiara emerse il 19 settembre

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Sui pedali della bicicletta di Alberto Stasi il Dna di Chiara Poggi sarebbe emerso in due profili completi il 19 settembre 2007. Per il consulente dei Poggi, i test indicati come negativi riguardano invece campioni e date diverse.

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La data effettiva delle analisi e quella delle successive modifiche informatiche ai file sono al centro del confronto sui test genetici eseguiti nel 2007 sulla bicicletta Umberto Dei di Alberto Stasi. Marzio Capra, genetista e consulente della famiglia Poggi fin dalle prime indagini, sostiene che gli esami negativi richiamati dalla difesa non abbiano smentito il risultato che aveva indicato la presenza del Dna di Chiara Poggi sui pedali.

La questione è tornata d'attualità dopo la consegna alla Procura di Pavia dei dati grezzi relativi agli accertamenti svolti dal Ris di Parma. Secondo la ricostruzione contestata da Capra, al risultato positivo ottenuto il 19 settembre 2007 sarebbero seguite due controanalisi negative. Il consulente dei Poggi afferma invece che non ci sarebbe stato alcun doppio esito negativo successivo e che i diversi tentativi erano già conosciuti dalle parti e riportati nella relazione dell'epoca.

Per Capra, uno degli elementi decisivi riguarda la lettura delle date associate ai file. Un esame indicato come effettuato il 20 settembre sarebbe in realtà riferibile a un campione analizzato il 10 settembre, quando non era stato possibile ricavare un profilo genetico utilizzabile. La data successiva, secondo questa interpretazione, corrisponderebbe alla modifica informatica del file e non al momento in cui venne eseguito materialmente il test.

Il passaggio centrale sarebbe quindi quello del 19 settembre. Un primo tentativo avrebbe restituito un profilo parziale con sei marcatori riconducibili a Chiara Poggi. La prova sarebbe stata poi ripetuta caricando il campione in doppio e ottenendo due profili completi compatibili con quello della vittima per 15 marcatori.

In seguito sarebbe stato sottoposto a un nuovo esame un campione precedente, senza riuscire a ottenere un profilo utile. Per il consulente della famiglia Poggi, però, questo risultato non annullerebbe quelli già ottenuti. La distinzione fondamentale sarebbe tra la data reale della corsa analitica e quella in cui il relativo file è stato successivamente modificato.

La presenza del Dna di Chiara Poggi sui pedali, da sola, non equivale comunque a una prova autonoma di responsabilità per l'omicidio. Alberto Stasi, dopo due assoluzioni, è stato condannato in via definitiva nel 2015 a 16 anni di reclusione nell'ambito di un quadro indiziario più ampio.

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