Garlasco, due analisi negative sui pedali riaprono il nodo della condanna di Stasi
Due contro-analisi sui pedali della bici di Alberto Stasi, eseguite nel settembre 2007 e risultate negative, non compaiono negli atti del processo. La Procura di Pavia conferma il dato, ora rilevante anche per un'eventuale revisione.
Nei dati grezzi delle analisi genetiche effettuate nel 2007 sui pedali della bicicletta Umberto Dei di Alberto Stasi sono stati individuati due tracciati con esito completamente negativo, datati 20 settembre di quell'anno. Secondo quanto ricostruito nelle nuove indagini sul delitto di Chiara Poggi, di quei risultati non risulta traccia negli atti del procedimento e del processo concluso con la condanna definitiva dell'allora fidanzato della vittima.
Il giorno precedente, il 19 settembre 2007, l'esame dello stesso campione aveva invece portato ad attribuire alla vittima il profilo genetico ricavato dai pedali. Quel risultato ebbe un peso nelle prime indagini e precedette il fermo di Stasi del 24 settembre, successivamente non convalidato.
A individuare le due contro-analisi sono stati i genetisti Ugo Ricci e Pasquale Linarello, consulenti della difesa di Stasi, esaminando i dati integrali consegnati dal Ris di Parma alla Procura di Pavia il 6 novembre 2025. I due esperti ritengono che quegli esiti negativi avrebbero potuto avere un'incidenza rilevante sulla posizione di Stasi già all'epoca.
La discordanza è stata esaminata anche dai consulenti incaricati dalla Procura di Pavia, Carlo Previderè e Pierangela Grignani. Gli esperti hanno confermato l'esistenza delle due corse elettroforetiche negative del 20 settembre 2007 e hanno rilevato che risultati così contrastanti avrebbero richiesto un ulteriore approfondimento. Dagli accertamenti compiuti oggi non risulta che quella verifica sia stata effettuata.
La Procura ha inoltre cercato chiarimenti tra gli appartenenti al Ris di Parma che lavorarono sul caso nel 2007. Tra le persone sentite figura anche Luciano Garofano, allora alla guida del reparto, che ha respinto l'ipotesi di manipolazioni, depistaggi o volontari accantonamenti di atti e ha ricordato che gli accertamenti furono svolti alla presenza dei consulenti delle parti.
Il tema dei pedali accompagna da anni il confronto processuale sul caso Garlasco. Alla bicicletta bordeaux di Stasi è stata collegata anche l'ipotesi di uno scambio con i pedali di una bicicletta nera da donna, sequestrata nel 2014. Questa ricostruzione non ha trovato una conferma definitiva nelle sentenze e, nella nuova indagine, gli investigatori l'hanno considerata priva di una logica investigativa convincente.
La questione assume ora un peso ulteriore mentre la Procura di Pavia ha nuovamente concluso le indagini nei confronti di Andrea Sempio, accusato dell'omicidio aggravato di Chiara Poggi. La posizione di Sempio resta distinta dalla condanna definitiva inflitta a Stasi a 16 anni di reclusione.
Per gli avvocati Giada Bocellari e Antonio De Rensis, che assistono Stasi, i nuovi elementi rafforzano il lavoro già avviato in vista di un'eventuale revisione del processo. La difesa chiede inoltre che venga chiarito perché le due analisi negative non risultino negli atti utilizzati nel procedimento originario.
Al momento, tuttavia, non risulta formalizzata alla Procura generale di Milano alcuna richiesta finalizzata a una proposta di revisione della condanna. Il procuratore di Pavia Fabio Napoleone ha precisato che la procuratrice generale Francesca Nanni viene comunque informata sugli aspetti delle nuove indagini che possono assumere rilievo rispetto alla posizione di Stasi.
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