Report riparte senza Ranucci, l'inchiesta su Lavitola e le altre storie dell'8 novembre
La nuova stagione di Report debutta su Rai 3 senza Sigfrido Ranucci, ma torna a occuparsi dell'attentato contro l'ex conduttore. Nella puntata dell'8 novembre spazio anche ai rifiuti in mare, ai video sui borseggi e ai tartufi.
Domenica 8 novembre, alle 20.30 su Rai 3 e RaiPlay, prende il via la nuova stagione di Report, affidata alla conduzione di Claudia Di Pasquale e Daniele Piervincenzi dopo l'uscita di Sigfrido Ranucci. Il programma torna con quattro inchieste dedicate a vicende giudiziarie, ambiente, criminalità urbana e commercio alimentare. Tra gli argomenti della prima puntata figura anche una pista investigativa seguita dalla Procura di Roma dopo l'attentato contro l'ex conduttore.
Il servizio più direttamente legato alla storia recente della trasmissione si intitola “Piste e depistaggi” ed è firmato da Daniele Autieri, con la collaborazione di Cristiana Mastronicola e Giulia Sabella. L'inchiesta ricostruisce il ruolo di Valter Lavitola e alcuni passaggi delle indagini che hanno riguardato il Cantiere Navale Vittoria di Adria, in provincia di Rovigo.
Il racconto attraversa ambienti nei quali si intrecciano interessi economici, politica, apparati di intelligence e figure vicine alla criminalità organizzata. La vicenda del cantiere veneto è stata collegata a una delle piste esaminate dagli investigatori romani nella ricerca dei responsabili dell'attentato a Ranucci. Il servizio affronta anche il tentativo di depistaggio attribuito a Lavitola, distinguendo le ricostruzioni investigative dagli elementi ancora oggetto di accertamento.
La ricostruzione segue collegamenti che dal Veneto conducono in Campania e oltre i confini italiani, fino a raggiungere il Mar Nero. Tra i luoghi richiamati compare anche la grande residenza che numerose ricostruzioni hanno associato a Vladimir Putin, senza che tale attribuzione costituisca un elemento ufficialmente accertato.
Un altro approfondimento riguarda le difficoltà nell'applicazione della legge Salvamare, approvata nel 2022 per agevolare il recupero dei rifiuti accidentalmente raccolti dai pescatori durante le attività in mare. Emanuele Bellano, insieme a Madi Ferrucci, esamina le conseguenze della mancata piena operatività delle disposizioni previste dalla normativa.
Il provvedimento dovrebbe permettere ai pescatori di consegnare gratuitamente nei porti la plastica e gli altri materiali recuperati con le reti. A quattro anni dall'approvazione, però, mancano ancora i decreti attuativi necessari a rendere pienamente funzionante il sistema. Secondo quanto ricostruito dall'inchiesta, l'assenza di procedure adeguate e il timore di sanzioni possono spingere gli operatori a ributtare in acqua i rifiuti raccolti.
Il servizio affronta anche il problema delle microplastiche nella catena alimentare. Il punto di partenza è uno studio commissionato dal Wwf a un'università australiana, secondo il quale l'esposizione alla plastica attraverso alimenti e bevande potrebbe raggiungere, nelle stime considerate, cinque grammi alla settimana, una quantità paragonata al peso di una carta di credito. Si tratta di una stima indicativa, non di una misura valida indistintamente per ogni persona.
Dalla tutela del mare l'attenzione si sposta alla metropolitana di Roma, dove alcuni creatori di contenuti hanno costruito la propria attività online filmando episodi di microcriminalità, presunti borseggiatori e interventi di gruppi impegnati in ronde spontanee.
Il fenomeno viene analizzato in “Gli sciacalli”, un'inchiesta di Luca Bertazzoni realizzata con Samuele Damilano. I protagonisti sono alcuni youtuber che trasformano i problemi di sicurezza urbana in video capaci di raccogliere milioni di visualizzazioni. Il servizio cerca di ricostruire i meccanismi economici che sostengono queste produzioni, mostrando come le immagini dei borseggi e la rappresentazione del degrado possano diventare strumenti per ottenere pubblico e ricavi pubblicitari.
La puntata si conclude con un viaggio nel commercio internazionale dei tartufi. Lucina Paternesi, con la collaborazione di Cristiana Mastronicola, firma “Tartufi senza frontiere”, un approfondimento dedicato alla provenienza dei prodotti venduti come eccellenze italiane e alle difficoltà nel ricostruirne l'effettiva origine.
Tra i casi esaminati figurano tartufi provenienti dall'Iran che sarebbero stati manipolati con colla e piccoli oggetti metallici per aumentarne dimensioni e peso. L'inchiesta segue inoltre il percorso dei tartufi raccolti in Serbia e successivamente commercializzati, in alcuni casi, come pregiati tartufi bianchi d'Alba, anche attraverso la ristorazione di alto livello.
Il viaggio comprende i mercati dei Balcani, l'Istria e le principali rotte commerciali internazionali. Report approfondisce la presenza di contaminanti oltre i limiti consentiti dalla normativa europea, i rincari determinati dai numerosi passaggi tra intermediari e le carenze nei controlli sulla tracciabilità. Il prezzo finale può arrivare a triplicare rispetto a quello iniziale, mentre per il consumatore diventa difficile stabilire con certezza dove sia stato realmente raccolto il prodotto.
La prima serata della nuova stagione riunisce così quattro lavori giornalistici molto diversi, mantenendo al centro l'esame di documenti, interessi economici e responsabilità istituzionali. Il ritorno di Report segna anche il debutto della nuova coppia di conduttori, chiamata a proseguire il programma dopo il lungo periodo legato alla figura di Sigfrido Ranucci.
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