Russia, la consigliera di Putin vuole togliere la pizza dalle mense scolastiche

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In Russia la pizza rischia di sparire dalle mense scolastiche. Una consigliera di Putin propone di sostituirla con una specialità tradizionale, mentre cresce la polemica sul peso delle abitudini alimentari occidentali tra i giovani.

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La cucina tradizionale russa potrebbe prendere il posto della pizza nei pasti serviti agli studenti. Elena Yampolskaya, consigliera del presidente Vladimir Putin, ha chiesto di eliminare questo alimento dalle mense scolastiche, sostenendo che non sia adatto all'alimentazione dei bambini. Tra le alternative indicate figura la kulebyaka, una torta salata ripiena tipica della gastronomia nazionale.

Secondo quanto riferito dall'agenzia di stampa russa Tass, Yampolskaya considera la presenza della pizza negli istituti scolastici incompatibile con una corretta alimentazione. La consigliera distingue il consumo occasionale, autorizzato dai genitori magari durante una festa, dalla possibilità di trovare regolarmente questo piatto nei menu delle scuole. Ha inoltre espresso sorpresa per il fatto che venga già proposto agli alunni.

La richiesta non riguarda soltanto le abitudini alimentari. Yampolskaya ha collegato la scelta dei cibi alla volontà di recuperare il patrimonio culturale nazionale, invitando gli istituti pubblici a valorizzare le ricette russe. A suo giudizio, gli studenti dovrebbero avere maggiori occasioni di conoscere i piatti del proprio Paese, anziché consumare prevalentemente specialità importate.

La proposta si inserisce in una discussione più ampia sulla presenza della cultura occidentale nella società russa. Come riportato dal quotidiano francese Le Parisien, anche Vitaly Borodin, attivista e propagandista vicino al Cremlino, è intervenuto sulla questione attraverso Telegram, descrivendo la pizza come una forma di influenza culturale occidentale confezionata in una scatola di cartone.

Borodin ha invitato scuole e università a privilegiare le preparazioni gastronomiche nazionali, criticando la diffusione della pizza tra le nuove generazioni. Secondo l'attivista, molti giovani avrebbero ormai una conoscenza insufficiente della cucina del proprio Paese, al punto da non riuscire a indicare neppure una ricetta tradizionale russa.

Le sue richieste si estendono anche alle insegne dei negozi e ai messaggi pubblicitari. Borodin vorrebbe impedire l'impiego di denominazioni commerciali straniere quando non siano accompagnate dalla traduzione in russo. Tra gli esempi citati compaiono termini legati alla gastronomia italiana, come Pizzeria e Pepperoni.

Per l'attivista, la diffusione di alimenti e riferimenti culturali stranieri rappresenta una manifestazione dell'occidentalizzazione della Russia. Ha riassunto questa interpretazione con l'espressione «Prima la pizza, poi Halloween», collegando le scelte alimentari ad altri cambiamenti nelle abitudini sociali.

Al momento, le dichiarazioni di Yampolskaya e Borodin delineano richieste di cambiamento, non un divieto nazionale già entrato in vigore. L'eventuale sostituzione della pizza con piatti come la kulebyaka resta quindi una proposta sostenuta da esponenti vicini al Cremlino, nell'ambito della valorizzazione della cucina russa nelle scuole.

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