Monza, telecamere nell'asilo nido dopo le denunce: direttrice arrestata per maltrattamenti

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Le denunce di alcuni genitori hanno portato i carabinieri a installare telecamere in un asilo nido di Monza. Le riprese hanno documentato presunti maltrattamenti ai bambini, mentre per la direttrice è scattato l'arresto.

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Monza, telecamere nell'asilo nido dopo le denunce: direttrice arrestata per maltrattamenti
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Le immagini registrate all'interno di un asilo nido di Monza hanno fornito agli investigatori elementi a sostegno delle accuse di maltrattamenti aggravati nei confronti della direttrice della struttura. La donna è stata arrestata martedì 27 ottobre dai carabinieri della Sezione operativa della Compagnia di Monza, al termine di un'indagine coordinata dalla Procura della Repubblica.

Gli accertamenti erano cominciati alcuni mesi prima, quando diversi genitori avevano segnalato comportamenti ritenuti preoccupanti nei confronti dei figli affidati all'asilo. Le denunce hanno spinto gli investigatori ad approfondire quanto accadeva durante le attività quotidiane, predisponendo un sistema di videosorveglianza nascosto nei locali frequentati dai bambini.

Le registrazioni hanno permesso di ricostruire una serie di episodi nei quali, secondo l'accusa, la responsabile avrebbe utilizzato modalità violente nei confronti dei piccoli. Tra i comportamenti documentati figurano strattonamenti, movimenti bruschi e colpi che, in alcune occasioni, avrebbero provocato la caduta dei bambini sul pavimento.

Uno degli episodi contestati risale al 26 ottobre, il giorno precedente all'arresto. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, la direttrice avrebbe colpito una bambina al volto, provocandone la caduta, e avrebbe strattonato un'altra piccola. Successivamente avrebbe lanciato alcune palline utilizzate per il gioco contro entrambe le minori.

Gli elementi raccolti attraverso le telecamere sono stati esaminati dagli investigatori sotto il coordinamento della Procura di Monza. L'attività investigativa ha consentito di documentare comportamenti ripetuti, ritenuti incompatibili con i doveri di cura e protezione nei confronti dei bambini affidati alla struttura.

Il provvedimento nei confronti della direttrice è stato eseguito presso la sua abitazione, anziché all'interno dell'asilo nido, secondo modalità concordate con il pubblico ministero. La scelta ha consentito di effettuare l'intervento lontano dai locali frequentati dai minori.

Dopo l'arresto, la donna è comparsa davanti al giudice per le indagini preliminari per l'udienza di convalida. Il gip ha successivamente disposto nei suoi confronti l'obbligo di dimora nel Comune di residenza, misura cautelare applicata nell'ambito del procedimento per maltrattamenti aggravati.

La vicenda resta oggetto dell'azione giudiziaria e le responsabilità della direttrice dovranno essere accertate nelle successive fasi del procedimento. Le registrazioni effettuate durante le indagini costituiscono una parte degli elementi raccolti dagli investigatori per ricostruire quanto sarebbe accaduto all'interno dell'asilo.

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