Garlasco, i legali di Stasi avvertono la difesa Sempio e preparano la revisione
La richiesta di processo per Andrea Sempio riapre il confronto tra le difese nel caso Garlasco. I legali di Alberto Stasi contestano gli attacchi al loro assistito e preparano una revisione della condanna con nuovi elementi.
Gli avvocati Giada Bocellari e Antonio De Rensis chiedono ai difensori di Andrea Sempio di concentrarsi sulla posizione giudiziaria del loro assistito, evitando ulteriori attacchi personali ad Alberto Stasi. La presa di posizione arriva dopo la richiesta di rinvio a giudizio presentata dalla Procura di Pavia nei confronti del 38enne, accusato dell'omicidio di Chiara Poggi, avvenuto a Garlasco nel 2007.
In una nota congiunta, i due legali precisano di riconoscere pienamente la presunzione di innocenza di Sempio e il suo diritto a difendersi dalle accuse. Contestano, tuttavia, alcune dichiarazioni circolate durante recenti confronti televisivi, ritenute estranee ai fatti oggetto della nuova indagine. La difesa di Stasi annuncia che non lascerà più senza risposta eventuali iniziative dirette a colpire la reputazione del proprio assistito.
Il passaggio giudiziario assume un significato particolare anche per Alberto Stasi, condannato definitivamente nel 2015 a 16 anni di reclusione per l'uccisione della fidanzata. L'ex studente della Bocconi, oggi contabile e 43enne, sta completando l'esecuzione della pena attraverso l'affidamento in prova. I suoi avvocati lavorano alla richiesta di revisione della sentenza, che dovrà essere esaminata dalla Corte d'Appello di Brescia.
Secondo Bocellari e De Rensis, la nuova attività investigativa condotta dalla Procura di Pavia avrebbe individuato elementi capaci di modificare profondamente la ricostruzione del delitto. I difensori considerano la richiesta di processo per Sempio una conseguenza del materiale raccolto dagli inquirenti, comprendente accertamenti scientifici, testimonianze, intercettazioni e documenti.
La valutazione espressa dagli avvocati resta quella della difesa di Stasi. Sarà il giudice dell'udienza preliminare a decidere sulla richiesta di rinvio a giudizio di Sempio, che conserva la presunzione di innocenza. Anche l'eventuale revisione della condanna definitiva di Stasi dovrà seguire un procedimento autonomo, nel quale verrà valutata la rilevanza degli elementi presentati.
Uno dei punti sui quali insistono i legali riguarda il lavoro investigativo svolto negli ultimi mesi. A loro giudizio, soltanto con la nuova inchiesta, avviata circa un anno e mezzo fa anche grazie alle iniziative della difesa, sarebbero stati approfonditi aspetti della vicenda rimasti a lungo controversi. Bocellari e De Rensis criticano inoltre i tentativi di screditare chi ha sostenuto la necessità di ulteriori verifiche sull'omicidio.
Tra le questioni destinate a trovare spazio nell'istanza di revisione figurano alcune presunte anomalie negli accertamenti effettuati dal Ris sui pedali della bicicletta riconducibile a Stasi. In particolare, la difesa richiama due risultati nulli relativi alle analisi del Dna che, secondo quanto ricostruito nella nuova indagine, non sarebbero stati inseriti nella documentazione del precedente processo.
Altri aspetti riguardano un presunto scambio di provette, un esame per verificare la presenza di sangue che avrebbe fornito un risultato negativo senza essere comunicato e un'ulteriore traccia genetica maschile individuata sui pedali. Anche quest'ultimo dato, secondo la ricostruzione sostenuta dai difensori, non sarebbe confluito nel fascicolo processuale. Si tratta di circostanze la cui effettiva portata probatoria dovrà essere valutata nelle sedi giudiziarie competenti.
La richiesta di revisione non si baserà comunque soltanto sulle presunte irregolarità degli accertamenti originari. Gli avvocati riferiscono di disporre di ulteriori elementi, finora non resi pubblici, che intendono sottoporre ai giudici. Non ne hanno specificato il contenuto, ma ritengono che possano contribuire a una nuova valutazione della posizione di Stasi.
Sui tempi del deposito, Bocellari e De Rensis mantengono cautela, richiamando la delicatezza della fase processuale. Hanno anticipato aggiornamenti a breve, senza indicare nella nota una scadenza precisa. La documentazione sarà destinata alla Corte d'Appello di Brescia, competente a esaminare l'eventuale richiesta di riapertura del giudizio.
Nel frattempo, i due avvocati chiedono che il confronto tra le difese rimanga circoscritto alle questioni giudiziarie. La loro posizione è che, dopo la richiesta di processo nei confronti di Sempio, ogni parte debba sostenere le proprie ragioni davanti ai giudici, senza trasformare le dichiarazioni pubbliche in nuovi attacchi contro Stasi. Restano così distinti i due percorsi giudiziari, quello relativo all'accusa formulata nei confronti di Sempio e quello finalizzato alla possibile revisione della condanna già pronunciata.
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