Scontri vicino a Kiev, Budanov denuncia una provocazione e smentisce le accuse di torture
Alla periferia di Kiev, una protesta davanti a una struttura della Guardia Nazionale è sfociata in scontri con la polizia. Le accuse di torture ai militari sono state smentite, mentre Budanov parla di una provocazione organizzata.
Una donna arrivata in ambulanza, informazioni diffuse sui canali Telegram e una folla radunata davanti a un edificio utilizzato dalla Guardia Nazionale Ucraina. Sono gli elementi sui quali si concentrano le indagini dopo i disordini del 2 novembre a Petropavlivska Borshchahivka, località alle porte di Kiev. Kyrylo Budanov, capo dell'Ufficio del presidente Volodymyr Zelensky, ha denunciato una possibile provocazione organizzata, mentre le autorità militari hanno respinto le accuse di detenzioni illegali e torture circolate nelle ore precedenti.
La vicenda è iniziata quando sui social sono comparsi messaggi secondo cui alcuni uomini sarebbero stati trattenuti contro la propria volontà all'interno di una struttura sorvegliata dai militari. Come riferito dal Kyiv Independent, si trattava di informazioni non verificate. Le voci hanno comunque spinto numerosi cittadini a raggiungere l'edificio, chiedendo spiegazioni sulla presenza dei soldati e sulle condizioni delle persone ospitate.
La tensione è aumentata durante il confronto con le forze di sicurezza. Alcuni manifestanti hanno lanciato uova e altri oggetti contro gli agenti e i membri della Guardia Nazionale. Nel corso degli scontri sono stati utilizzati gas lacrimogeni e sono stati esplosi colpi d'arma da fuoco in aria. La situazione ha richiesto l'intervento della polizia e dei vertici delle istituzioni ucraine.
Il 1° Corpo della Guardia Nazionale Azov e la polizia nazionale hanno negato che nell'edificio si verificassero torture, decessi o trattenimenti illegali. Secondo le spiegazioni fornite dai militari, la struttura ospitava complessivamente 17 uomini, tra persone recentemente mobilitate e soldati coinvolti in procedure legate alla diserzione o all'allontanamento non autorizzato dalle rispettive unità.
Budanov è arrivato personalmente sul posto per accertare quanto stesse accadendo. Successivamente ha indicato nella presenza di un'ambulanza uno degli aspetti più significativi della vicenda. Il mezzo sarebbe stato utilizzato da una donna identificata come Valentina Moloda, che si era presentata indossando una divisa da personale sanitario.
Secondo la ricostruzione illustrata dal responsabile dell'Ufficio presidenziale, la donna avrebbe preparato il proprio intervento con diversi giorni di anticipo. Insieme all'autista dell'ambulanza avrebbe effettuato un sopralluogo nei pressi dell'edificio almeno tre giorni prima dei disordini. Gli investigatori avrebbero inoltre trovato sul suo telefono materiale e comunicazioni riconducibili ad alcuni canali Telegram che avevano contribuito alla diffusione delle accuse.
Budanov ha confermato che la donna è stata fermata e interrogata. Restano però da chiarire le sue motivazioni. Gli investigatori stanno valutando diverse possibilità, dall'iniziativa personale al tentativo di ottenere visibilità o un vantaggio economico. La presenza di una preparazione precedente agli scontri viene considerata dalle autorità un elemento da approfondire per ricostruire l'origine della mobilitazione.
Il capo dell'Ufficio presidenziale ha affrontato anche la questione dell'assistenza sanitaria ai militari presenti nella struttura. Ha spiegato che coloro che avevano effettivamente bisogno di cure sono stati trasferiti in ospedale, precisando che la maggior parte delle persone coinvolte non necessitava di interventi medici. Gli accertamenti proseguono per verificare le condizioni dei soldati e chiarire tutte le circostanze.
Attraverso un messaggio pubblicato sui social, Budanov ha definito inaccettabili gli episodi avvenuti a Petropavlivska Borshchahivka, sostenendo che simili tensioni compromettono la coesione del Paese mentre prosegue la guerra contro la Russia. Ha inoltre affermato che gli scontri non si sarebbero verificati senza influenze esterne, lasciando intendere l'esistenza di un coordinamento dietro la protesta.
Le autorità ucraine hanno avviato ulteriori accertamenti per individuare eventuali responsabilità. La Procura generale e gli organismi investigativi competenti stanno esaminando sia la condotta delle persone coinvolte nei disordini sia quanto accaduto all'interno della struttura militare. L'obiettivo dichiarato è ricostruire i fatti, verificare eventuali violazioni e adottare provvedimenti nei confronti dei responsabili.
Budanov ha infine invitato i cittadini a evitare comportamenti che possano alimentare nuovi conflitti interni. La vicenda resta oggetto di indagine, con particolare attenzione alla diffusione delle informazioni sui social, al ruolo dell'ambulanza e alle circostanze che hanno trasformato le accuse iniziali in una protesta sfociata negli scontri con le forze di sicurezza.
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