Maratona di New York, Rachel Apa muore a 24 anni a pochi chilometri dal traguardo
Rachel Apa aveva 24 anni e correva la sua prima maratona a New York per ricordare il nonno, morto nel 2022. A circa tre chilometri dal traguardo della gara si è accasciata a Central Park ed è morta in ospedale poche ore dopo.
Aveva preparato per mesi la sua prima maratona e aveva scelto di partecipare per rendere omaggio al nonno, scomparso nel 2022 dopo aver convissuto con il Parkinson. Rachel Apa, 24 anni, originaria di Lewisberry, in Pennsylvania, è morta domenica 1° novembre dopo un malore accusato durante la maratona di New York. La giovane si trovava a Central Park, a circa 3,2 chilometri dall'arrivo, quando si è improvvisamente accasciata.
La ragazza correva con il gruppo Parkinson's Champions, impegnato nella raccolta di fondi a sostegno della lotta contro la malattia. Il nonno aveva avuto un ruolo fondamentale nella sua formazione sportiva. In un messaggio pubblicato per accompagnare l'iniziativa benefica, Rachel aveva raccontato che proprio lui le aveva insegnato ad amare il movimento, affrontare le difficoltà e mettersi alla prova.
Lo sport faceva parte della sua vita da tempo. Prima di dedicarsi alla corsa sulle lunghe distanze, Apa aveva giocato a hockey su prato con la Bucknell University, in Pennsylvania. Per affrontare i 42,2 chilometri del percorso newyorkese si era allenata a lungo. Il padre Steve Apa, intervistato dal New York Times, ha descritto la figlia come una giovane in condizioni fisiche eccellenti, senza precedenti problemi di salute conosciuti.
Durante la competizione, la madre Michelle Apa si trovava a New York per sostenerla lungo il percorso. Al passaggio del quattordicesimo miglio, circa 22,5 chilometri dalla partenza, l'aveva ripresa in un video mentre correva sorridente. Il padre, rimasto in Pennsylvania, seguiva invece gli spostamenti della figlia attraverso l'applicazione ufficiale della maratona e continuava a incoraggiarla con alcuni messaggi.
I primi segnali di difficoltà sarebbero arrivati diversi chilometri dopo. Raggiunto il diciottesimo miglio, Rachel aveva scritto al padre un breve messaggio, «Ahi». Poco più avanti, al diciannovesimo miglio, ne aveva inviato un altro con le parole «Ahi, ahi». Steve Apa aveva continuato a seguirne l'avanzamento e, quando la figlia aveva superato il ventitreesimo miglio, le aveva mandato un ulteriore incoraggiamento per l'ultimo tratto. Non aveva però ricevuto risposta.
Intorno al ventiquattresimo miglio, all'interno di Central Park, la giovane ha perso conoscenza. Alcuni spettatori sono intervenuti immediatamente per prestarle soccorso. Tra loro c'era Michaela Nicholas, un'assistente sociale ospedaliera che stava assistendo alla gara insieme al fidanzato. Sul posto sono state avviate le manovre di rianimazione cardiopolmonare, mentre il personale sanitario della manifestazione è intervenuto con un defibrillatore.
Anche Michelle Apa ha raggiunto la zona dopo aver notato, attraverso il sistema di monitoraggio della corsa, che la posizione della figlia non cambiava più. I soccorritori hanno trasferito Rachel al Mount Sinai Medical Center, dove i medici hanno tentato di salvarla. Il decesso è stato dichiarato alle 21.40, diverse ore dopo il malore.
Secondo quanto riferito dal padre, i medici hanno attribuito la morte a una rabdomiolisi, una condizione caratterizzata dalla rapida distruzione delle cellule muscolari. Il processo provoca il rilascio nel sangue di sostanze che possono compromettere il funzionamento dei reni e determinare complicazioni gravi. Al momento, la causa indicata dalla famiglia non risulta accompagnata da una conferma pubblica del medico legale.
La Cleveland Clinic stima che negli Stati Uniti si registrino ogni anno circa 26.000 casi di rabdomiolisi. La patologia può svilupparsi in seguito a traumi, particolari condizioni mediche oppure sforzi fisici molto intensi e prolungati. Non riguarda esclusivamente gli atleti e può manifestarsi anche in persone precedentemente considerate in buona salute.
Steve Apa ha definito inconcepibile la perdita della figlia, ricordando la sua giovane età e le condizioni fisiche nelle quali aveva affrontato la competizione. Per Rachel, quella domenica avrebbe dovuto rappresentare il completamento di una sfida personale legata al ricordo del nonno. La maratona di New York non registrava il decesso di un partecipante durante la gara dal 2024.
Rachel Apa Dies at 24 After Collapsing During First NYC Marathon

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