Supermercati colpiti dagli hacker, il cibo buttato e il rischio di rincari sulla spesa

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Nei supermercati siciliani colpiti dagli hacker, i banchi frigoriferi hanno perso la temperatura necessaria a conservare gli alimenti. Parte della merce è stata eliminata e il Codacons avverte del rischio di carenze e rincari per le famiglie.

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Alimenti deteriorati, banchi frigoriferi fuori uso e prodotti ritirati dalla vendita. È il bilancio dei problemi provocati dall'attacco informatico che il 2 novembre ha interessato diversi supermercati in Sicilia, con episodi segnalati a Catania e Palermo. Gli hacker hanno compromesso i sistemi di controllo della refrigerazione, alterando le temperature necessarie alla conservazione del cibo e causando perdite economiche per i punti vendita coinvolti.

Le conseguenze potrebbero estendersi anche ai consumatori. Il Codacons ha lanciato l'allarme sul rischio di aumenti dei prezzi alimentari, spiegando che la distruzione delle scorte e le possibili difficoltà negli approvvigionamenti potrebbero incidere sul costo della spesa. Si tratta, per il momento, di un rischio segnalato dall'associazione e non di rincari già accertati.

Il problema riguarda numerose categorie di prodotti che devono essere mantenuti a temperature controllate. Oltre a surgelati e congelati, un'interruzione prolungata della refrigerazione può compromettere carne, pesce, latte, formaggi, salumi, pasta fresca e piatti pronti. Quando non è più possibile garantire la corretta conservazione, gli operatori devono escludere gli alimenti dalla vendita.

Le testimonianze raccolte tra i dipendenti dei supermercati siciliani descrivono le difficoltà affrontate durante le operazioni di controllo. In un punto vendita Coop di Catania, il personale aveva inizialmente trovato una situazione apparentemente regolare. Solo osservando i display di alcune vasche frigorifere si è accorto che le temperature stavano aumentando. I lavoratori hanno cercato di trasferire i prodotti negli impianti ancora funzionanti, senza riuscire a salvare gran parte della merce.

Un episodio analogo è stato raccontato da un dipendente di Palermo, dove alcuni banchi risultavano completamente inattivi. Il malfunzionamento ha interessato apparecchiature gestite attraverso sistemi di controllo a distanza, utilizzati per regolare e monitorare la refrigerazione nei punti vendita.

Secondo le ricostruzioni disponibili, l'attacco è avvenuto durante la notte e ha modificato i parametri di funzionamento degli impianti. In alcuni casi, i sistemi di monitoraggio remoto continuavano a mostrare temperature apparentemente regolari, mentre nei frigoriferi i valori effettivi stavano salendo. Questa anomalia ha complicato l'individuazione dei guasti e gli interventi dei tecnici.

La vicenda non riguarda soltanto la Sicilia. Problemi analoghi sono stati segnalati in diversi Paesi europei, dove supermercati e altre attività alimentari hanno dovuto affrontare malfunzionamenti degli impianti frigoriferi. La Polizia postale sta verificando l'origine degli attacchi registrati in Italia e gli eventuali collegamenti con gli episodi avvenuti all'estero.

Sul piano economico, il Codacons teme che le perdite sostenute dalla grande distribuzione possano tradursi in ulteriori costi per i clienti. La riduzione temporanea delle quantità disponibili potrebbe creare difficoltà per alcuni prodotti, mentre le spese necessarie a sostituire gli alimenti deteriorati e ripristinare gli impianti rischiano di pesare sui bilanci delle aziende.

La questione ha assunto anche una dimensione legata alla sicurezza nazionale. Giovanni Donzelli, vicepresidente del Copasir, ha collegato gli attacchi informatici alla minaccia della guerra ibrida, osservando che questo tipo di aggressione può svilupparsi senza una dichiarazione formale di guerra. Secondo Donzelli, l'Italia è già esposta ad azioni ostili che richiedono una maggiore capacità di difesa.

Il vicepresidente del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica ha richiamato la necessità di rafforzare gli investimenti nella cybersicurezza e nella protezione delle infrastrutture nazionali. L'episodio dei supermercati dimostra come la compromissione di un sistema digitale possa produrre conseguenze immediate su attività quotidiane e servizi utilizzati dai cittadini.

Tra i rischi richiamati da Donzelli figura anche la possibilità che operazioni informatiche analoghe prendano di mira altri settori, compresi i servizi bancari e i sistemi di gestione dei conti correnti. Non si tratta di attacchi già accertati nell'ambito di questa vicenda, ma di possibili scenari che rendono necessaria una maggiore protezione delle reti digitali.

Intanto, nei supermercati interessati proseguono le verifiche tecniche e la quantificazione dei danni. Resta da stabilire l'effettiva estensione delle perdite alimentari e se le conseguenze economiche dell'attacco potranno avere ripercussioni sui prezzi praticati ai consumatori.

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