Lazio capolista, Cragnotti contesta gli spalti vuoti e rivede nella squadra lo spirito di Zeman
La Lazio è sola in vetta dopo la vittoria sul Cagliari, ma Sergio Cragnotti guarda anche agli spalti dell'Olimpico. L'ex presidente critica la protesta dei tifosi e vede nella squadra di Gattuso lo spirito offensivo dell'era Zeman.
Sergio Cragnotti non condivide la scelta di una parte della tifoseria laziale di disertare lo stadio Olimpico per protestare contro la società. L'ex presidente biancoceleste ritiene che l'assenza del pubblico rischi di penalizzare una squadra protagonista di un avvio di campionato positivo, culminato nel primo posto solitario in Serie A dopo dieci giornate.
Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, l'imprenditore che guidò la Lazio alla conquista dello scudetto del 2000 ha espresso una posizione netta sulla contestazione. Pur riconoscendo ai sostenitori il diritto di manifestare il proprio dissenso, Cragnotti considera sbagliato farlo rinunciando a seguire le partite. A suo giudizio, le proteste dovrebbero trovare spazio lontano dagli spalti, senza privare i calciatori del sostegno durante gli incontri.
Il successo casalingo contro il Cagliari ha rappresentato un'occasione particolare anche per l'ex patron, tornato all'Olimpico insieme al figlio Massimo. La sconfitta dell'Inter nel derby aveva infatti aperto alla formazione allenata da Gennaro Gattuso la possibilità di conquistare da sola la testa della classifica. Un appuntamento al quale Cragnotti non voleva mancare.
La partita, tuttavia, ha richiesto uno sforzo considerevole ai biancocelesti. Secondo l'ex presidente, la Lazio ha risentito del terzo impegno disputato nell'arco di otto giorni, trovando inoltre un Cagliari organizzato e difficile da superare. La capacità di ottenere comunque i tre punti, anche senza esprimere il miglior calcio, rappresenta per Cragnotti un ulteriore segnale della solidità del gruppo.
Nel valutare il lavoro di Gattuso, l'ex dirigente ha individuato un elemento che gli ricorda una delle squadre più riconoscibili della sua gestione. La Lazio attuale presenta alcune somiglianze con quella allenata da Zdenek Zeman, soprattutto per l'atteggiamento offensivo e la ricerca costante del gol. Il paragone riguarda il modo di interpretare le partite, non il valore complessivo delle rose.
Cragnotti ha infatti ricordato come il calcio italiano degli anni Novanta potesse contare su numerosi campioni internazionali, sottolineando le differenze tecniche rispetto alla Serie A di oggi. Resta però, nella sua valutazione, una continuità nell'ambizione di attaccare e nella volontà di imporre il proprio gioco agli avversari.
Un altro aspetto decisivo riguarda le motivazioni dei calciatori. L'ex presidente ritiene che il desiderio di riscatto di diversi elementi della rosa, condiviso dallo stesso Gattuso, abbia contribuito in maniera significativa ai risultati ottenuti. In questa prospettiva ha riconosciuto anche il lavoro del presidente Claudio Lotito e del direttore sportivo Angelo Fabiani, ai quali attribuisce il merito di aver individuato giocatori adatti non soltanto sul piano tecnico, ma anche per carattere e determinazione.
Il rapporto tra squadra e tifoseria resta comunque il punto sul quale Cragnotti insiste maggiormente. Durante la gara contro il Cagliari ha osservato una presenza di spettatori superiore rispetto ad altre occasioni, ma ancora lontana dal sostegno che, secondo lui, meriterebbe una formazione impegnata nella lotta per le prime posizioni.
Per spiegare la propria posizione, l'ex patron ha richiamato anche le contestazioni affrontate durante gli anni alla guida del club, dal 1992 al 2003, con alcune interruzioni nella carica presidenziale. Tra gli episodi ricordati figura la protesta per il trasferimento di Giuseppe Signori al Parma, operazione successivamente annullata. Anche nelle fasi di maggiore tensione, ha osservato, i tifosi continuarono a frequentare lo stadio.
Cragnotti distingue dunque il dissenso verso la dirigenza dal sostegno alla squadra. La sua convinzione è che un Olimpico pieno potrebbe offrire un contributo concreto al rendimento dei giocatori di Gattuso, già capaci di raggiungere il primato attraverso determinazione, organizzazione e risultati.
Notizie correlate
Juventus-Lazio 0-3, Spalletti critica la reazione dei giocatori e rivede il suo metodo La sconfitta per 3-0 contro la Lazio lascia la Juventus a 11 punti dopo sette giornate.
Lazio, Gattuso chiude a Icardi e avverte la squadra prima della trasferta di Venezia Gattuso esclude l’arrivo di Mauro Icardi alla Lazio, spiegando che il club ha già scelto Pinamonti e Gudmundsson per l’attacco.