Max Laudadio racconta la conversione, dalle tre ore davanti all'ostia all'accoglienza di due ragazzi
Max Laudadio racconta come un incontro inatteso e tre ore trascorse in chiesa abbiano cambiato il suo rapporto con la fede. Un percorso che oggi si riflette anche nell'accoglienza di due giovani entrati nella sua famiglia.
Un libro ricevuto attraverso la figlia Bianca, un incontro durato venti ore e un'esperienza in chiesa che ha segnato il suo ritorno alla fede. Max Laudadio, storico inviato di Striscia la Notizia, ha ripercorso in un'intervista al settimanale DiPiù il cambiamento spirituale vissuto circa tredici anni fa, raccontando anche come le proprie convinzioni religiose abbiano influenzato la vita familiare e l'impegno verso gli altri.
Per molto tempo il volto televisivo aveva lasciato da parte la pratica religiosa. Gli impegni professionali, la popolarità e il coinvolgimento nella carriera lo avevano progressivamente allontanato dalla Chiesa, fino a fargli mettere in discussione la stessa esistenza di Dio. A riavvicinarlo alla religione è stato don Silvano, un sacerdote conosciuto inizialmente attraverso sua figlia.
Bianca frequentava l'oratorio e il parroco aveva espresso il desiderio di incontrare suo padre. Laudadio, inizialmente, non aveva dato molto peso alla richiesta. Don Silvano, descritto come un uomo particolare che pratica ancora il triathlon a 85 anni, riuscì però a raggiungerlo attraverso un libro. Fu proprio Bianca a consegnargli Per una Chiesa scalza, scritto da Ernesto Olivero, fondatore dell'Arsenale della Pace di Torino.
La lettura ebbe un effetto immediato. Laudadio terminò il volume durante la notte e il mattino successivo decise di presentarsi all'Arsenale della Pace. Appena arrivato, racconta, cominciò a piangere senza riuscire a comprenderne il motivo. Chiese quindi di incontrare Olivero, al quale dichiarò apertamente di non credere in Dio.
La risposta ricevuta fu semplice e affettuosa. Olivero gli disse che doveva esserci una ragione dietro quella visita e gli manifestò il proprio bene. I due trascorsero insieme venti ore a parlare di spiritualità e di numerosi altri argomenti. Dopo quell'esperienza, Laudadio accettò finalmente di conoscere don Silvano.
Il sacerdote gli propose di dedicare del tempo all'adorazione eucaristica, pur sapendo che non era credente. L'inviato televisivo accolse inizialmente la richiesta con una risata, ma decise comunque di presentarsi in chiesa. Fu lì, secondo il suo racconto, che avvenne il cambiamento decisivo.
«Mi misi in ginocchio e lì, in quel preciso istante, capii che Dio esiste», ha confidato a DiPiù. Laudadio ricorda di essere rimasto profondamente colpito dalla vista del crocifisso, tanto da non riuscire a distogliere lo sguardo. Avrebbe dovuto fermarsi per un'ora, ma trascorse tre ore davanti all'ostia, convinto della presenza di Dio nell'Eucaristia.
Ancora oggi non riesce a spiegare razionalmente quanto accaduto. Considera la fede un'esperienza personale che non può essere trasmessa attraverso una semplice definizione. Nei suoi incontri con gli studenti, organizzati anche attraverso l'associazione ambientalista di cui si occupa, preferisce raccontare il proprio percorso e insistere sull'importanza delle azioni concrete.
Secondo Laudadio, pregare da solo non basta per vivere pienamente la fede cristiana. Occorre dedicare tempo agli altri, ascoltare chi ha bisogno e offrire un aiuto reale. Una scelta che considera impegnativa, soprattutto in una società nella quale vede crescere egoismo, competizione e sfiducia nel futuro.
Questa visione si riflette anche nelle decisioni prese insieme alla moglie. La coppia ha accolto nella propria famiglia due giovani stranieri, Ina e Stanley, ai quali è profondamente legata. Laudadio li considera figli, pur precisando che entrambi hanno genitori in vita e che un'eventuale adozione presenta difficoltà.
Ina è una ragazza albanese conosciuta durante un ricovero della figlia Bianca. Le due si trovavano nella stessa stanza d'ospedale. La giovane, allontanata dalla famiglia d'origine e ospitata in una comunità, non riceveva visite durante la degenza. Laudadio e la moglie le proposero di trascorrere del tempo con loro e lei accettò.
Diversa la storia di Stanley, originario della Nigeria, che lavorava come badante della bisnonna della moglie di Laudadio. Dopo la morte dell'anziana, la coppia decise di lasciargli la disponibilità della casa, incoraggiandolo a impegnarsi nel volontariato presso un centro dedicato alle persone con disabilità cognitive.
Stanley proseguì quell'attività fino a ricevere, alcuni anni dopo, un riconoscimento come miglior volontario della struttura. Un percorso che, secondo Laudadio, contribuì anche al conseguimento della cittadinanza italiana. L'inviato sottolinea però che i risultati raggiunti dal giovane sono soprattutto merito della sua determinazione.
La religione occupa oggi uno spazio stabile nella quotidianità di Laudadio. Ogni sera prega prima di addormentarsi e considera la messa domenicale un appuntamento capace di trasmettergli gioia. Quando lui e la moglie attraversano periodi particolarmente impegnativi, si recano talvolta con don Silvano in conventi di suore di clausura, partecipando a celebrazioni cantate e dedicando anche tre ore consecutive alla preghiera.
Nel corso dell'intervista, Laudadio ha ricordato anche il matrimonio con la moglie, già profondamente credente. La coppia avrebbe desiderato una cerimonia religiosa cattolica, ma la donna aveva alle spalle un precedente matrimonio, durato pochi mesi. Dopo aver valutato la possibilità di rivolgersi alla Sacra Rota per chiederne l'annullamento, i due decisero di seguire un'altra strada.
Nel 2005 celebrarono le nozze in Namibia, nel deserto africano, con un pastore evangelico arrivato dal Sudafrica e due testimoni. Laudadio ricorda una cerimonia vissuta a piedi nudi, nel silenzio del deserto e in un'atmosfera di profonda spiritualità. Nello stesso anno si sposarono anche civilmente, alla presenza dei genitori.
Guardando al proprio futuro, l'inviato di Striscia la Notizia non nasconde la speranza di raggiungere il Paradiso. È un desiderio che, come ha spiegato a DiPiù, cerca di accompagnare ogni giorno con comportamenti coerenti con la fede ritrovata, mettendo al primo posto la disponibilità verso il prossimo.
Notizie correlate
Max Laudadio aggredito a Cuasso al Monte, indagini sull'intrusione nella villa Max Laudadio è stato aggredito nella notte nella sua abitazione di Cuasso al Monte, nel Varesotto, dopo l’ingresso di un uomo nella proprietà.
Rissa davanti al McDonald's a Formia : feriti due ragazzi