Garlasco, Garofano ricostruisce la mail del 2017 e spiega perché non verificò l'origine degli atti

Notizia in breve

Nel caso Garlasco, Luciano Garofano ricostruisce il passaggio di documenti ricevuti nel gennaio 2017 dai legali di Andrea Sempio. Le carte servivano a confrontare campioni genetici, ma resta il nodo della loro provenienza.

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Garlasco, Garofano ricostruisce la mail del 2017 e spiega perché non verificò l'origine degli atti
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Il generale Luciano Garofano ha ricostruito durante un interrogatorio le circostanze in cui ricevette alcuni documenti tecnici relativi al caso Garlasco nel gennaio 2017. Nel filmato trasmesso in esclusiva da «Quarto Grado», l'ex comandante dei Ris ha spiegato di aver utilizzato il materiale ricevuto per svolgere accertamenti e confronti genetici, senza approfondire in quel momento la provenienza degli atti.

Uno dei passaggi principali riguarda una comunicazione elettronica arrivata il 13 gennaio 2017, alle 19.49. Garofano ha riferito che il messaggio conteneva due consulenze tecniche di parte e richiamava accordi presi nel corso della stessa giornata. I documenti erano datati rispettivamente 1° dicembre 2016 e 9 dicembre 2016, con le firme dei dottori Matteo Fabbri e Pasquale Linarello.

Nel ripercorrere i contatti avuti in quel periodo, il generale ha menzionato l'avvocato Federico Soldani, indicando anche la ricezione di ulteriori atti. Tra questi figurava un'istanza presentata dagli avvocati Bocellari e Giarda. La documentazione era collegata alle verifiche che Garofano doveva effettuare nell'ambito della propria attività di consulenza.

Il materiale trasmesso sollevava inoltre interrogativi sull'attribuzione ad Andrea Sempio di alcuni campioni di DNA. I profili genetici in questione erano stati ricavati da oggetti di uso comune, precisamente un cucchiaino, una tazzina da caffè e una bottiglietta di plastica.

Secondo la ricostruzione contenuta nella comunicazione, i reperti erano stati messi a disposizione del dottor Fabbri da un'agenzia investigativa. I dubbi espressi riguardavano l'effettiva appartenenza dei campioni a Sempio. Si trattava tuttavia di perplessità riportate nei documenti, che non consentono, da sole, di stabilire l'identità della persona dalla quale proveniva il materiale genetico.

Garofano ha chiarito anche le ragioni per cui aveva richiesto di acquisire gli atti disponibili. Il suo obiettivo, ha spiegato, era disporre degli elementi necessari per confrontare i risultati delle analisi con quelli del prelievo successivamente eseguito. Per svolgere questa attività riteneva necessario esaminare tutta la documentazione pertinente.

Durante l'interrogatorio, il generale ha raccontato di aver stampato quanto gli era stato inviato. Alla domanda sulla provenienza delle carte, ha risposto di non essersi posto particolari interrogativi, poiché le aveva ricevute attraverso tre professionisti. La circostanza, secondo la sua spiegazione, lo aveva portato a concentrarsi sul contenuto tecnico degli atti anziché sul percorso seguito prima della consegna.

Le dichiarazioni riportate da «Quarto Grado» permettono quindi di ricostruire una parte degli scambi documentali avvenuti nel gennaio 2017. Rimane distinta la questione dell'origine delle carte, che non viene chiarita dalla sola testimonianza di Garofano. Il generale ha descritto le modalità della ricezione e le finalità delle verifiche richieste, senza indicare chi avesse procurato inizialmente la documentazione ai professionisti che gliela trasmisero.

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— Zazoom Social News (@zazoom.bsky.social) 31 ottobre 2026 alle ore 15:51
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