Annina Sensi dona il fegato a 97 anni, la famiglia aveva già vissuto un trapianto
A Montale, la famiglia di Annina Sensi ha autorizzato la donazione del fegato dopo la morte della donna a 97 anni. Il trapianto è riuscito e per i suoi cari il gesto ha un significato speciale, legato anche alla storia di una figlia.
Il fegato di Annina Sensi, morta a 97 anni all'ospedale San Jacopo di Pistoia, ha permesso di salvare una persona in attesa di trapianto. La donna, residente a Montale, avrebbe compiuto 98 anni il prossimo 22 novembre. Nonostante l'età, i medici hanno accertato che il suo organo poteva essere donato e i familiari hanno autorizzato il prelievo senza esitazioni.
La conferma del buon esito dell'intervento è arrivata domenica 25 ottobre, nel pomeriggio. Per la famiglia è stata una notizia particolarmente significativa, anche perché una delle figlie di Annina, scomparsa alcuni anni fa, aveva potuto vivere più a lungo proprio grazie a un trapianto di fegato.
Come racconta La Nazione, la vicenda è stata ricostruita dalla nipote Fabiana Guerri, che ha spiegato come i familiari abbiano accolto la proposta dei sanitari. A illustrare la possibilità della donazione era stato Eufrasio Girardi, direttore della struttura donazione organi dell'Asl Toscana Centro.
Il medico aveva chiarito che il fegato, a differenza di altri organi, può conservare caratteristiche funzionali compatibili con un trapianto anche in età molto avanzata. Un altro elemento favorevole era il gruppo sanguigno della donna, B positivo, presente secondo quanto riferito dalla nipote in circa il 7% della popolazione.
Annina conduceva ancora una vita autonoma nella sua abitazione di Montale. Viveva da sola e riusciva a gestire le attività quotidiane, contando quando necessario sull'aiuto dei familiari e delle persone vicine. La mattina di venerdì 23 ottobre, però, una vicina si è insospettita perché aveva notato le luci accese in casa senza vedere alcun movimento.
Dopo aver tentato inutilmente di ottenere una risposta, la vicina ha lanciato l'allarme. La figlia Daniela è intervenuta e ha trovato la madre a terra. La donna è stata accompagnata d'urgenza all'ospedale San Jacopo, dove i medici hanno diagnosticato un'emorragia cerebrale. Il giorno successivo è stata dichiarata la morte cerebrale.
Durante il ricovero, i sanitari hanno prospettato ai parenti la possibilità di procedere con la donazione del fegato. La decisione è arrivata immediatamente, sostenuta da una sensibilità verso i trapianti che la famiglia aveva maturato attraverso un'esperienza personale.
Una delle due figlie di Annina, infatti, aveva ricevuto in passato un fegato da un donatore. Quel trapianto le aveva consentito di vivere per molti altri anni, prima della sua scomparsa. Una circostanza che ha contribuito a rendere ancora più profondo il significato della scelta compiuta dai familiari.
Fabiana Guerri ha raccontato che tutti i componenti della famiglia sono favorevoli alla donazione degli organi. La nipote ha quindi invitato i cittadini a esprimere formalmente la propria volontà, anche in occasione del rilascio o del rinnovo della carta d'identità, oppure attraverso le altre modalità previste.
La famiglia non conosce l'identità della persona che ha ricevuto il fegato e rispetta pienamente la riservatezza prevista per queste procedure. Sa soltanto che l'intervento è riuscito. Una conferma che, nelle parole della nipote, ha provocato «brividi di gioia» e ha offerto un motivo di conforto nei giorni del lutto.
Ora i parenti hanno scelto di rendere pubblica la storia di Annina per incoraggiare altre persone a dichiarare la propria disponibilità alla donazione. Fabiana considera quanto accaduto «un messaggio da urlare», perché anche una persona di età molto avanzata, quando le condizioni cliniche lo consentono, può offrire attraverso i propri organi una possibilità di vita a chi attende un trapianto.
Notizie correlate
Trapianto combinato a Bergamo: padre dona rene e fegato alla figlia di 7 anni Una storia di medicina e di amore: a Bergamo, un padre ha donato rene e fegato alla figlia di sette anni in un unico intervento.
Padre dona rene e fegato alla figlia: primo trapianto combinato da vivente in Italia Un intervento senza precedenti in Italia: un padre dona rene e parte del fegato alla figlia di sette anni, liberandola dalla dialisi e aprendo la strada a una vita normale dopo anni di cure invasive.