Treni coinvolti nell'incidente di Toledo, Daniela Millán Parlanti era nella prima carrozza dell'AVE
Un biglietto trovato nella posta elettronica ha permesso alla famiglia di Daniela Millán Parlanti di ricostruire il suo viaggio sull'AVE coinvolto nell'incidente di Toledo. Della 40enne italo-venezuelana non si hanno ancora notizie.
Daniela Millán Parlanti, 40 anni, originaria di Caracas e con doppia cittadinanza italiana e venezuelana, figura tra le persone ancora disperse dopo l'incidente ferroviario del 28 ottobre a Urda, nella provincia spagnola di Toledo. La donna viaggiava per motivi professionali su uno dei treni coinvolti nella collisione, che ha provocato almeno 69 morti.
Secondo quanto riportato dal Messaggero, i familiari sono riusciti a individuare il posto assegnato alla donna grazie a un biglietto ferroviario recuperato dalla sua casella di posta elettronica. Daniela aveva prenotato il posto numero 9 della prima carrozza dell'AVE diretto da Madrid a Siviglia. Da quel viaggio, però, non sono più arrivate notizie certe sulle sue condizioni.
La sorella continua a sperare che Daniela sia sopravvissuta. «Non vogliamo perdere la speranza, crediamo che Daniela possa essere ancora viva», ha dichiarato, lamentando anche la mancanza di comunicazioni alle famiglie. «Era in viaggio per lavoro. Non abbiamo nemmeno una lista dei dispersi, non sappiamo nulla, nessuno ci dice niente», ha aggiunto.
La 40enne aveva costruito la propria carriera nel settore sanitario e delle tecnologie mediche. Dopo aver studiato Tecnologia cardiopolmonare all'Università Centrale del Venezuela e aver conseguito una specializzazione in ecografia, aveva lavorato in Argentina. Successivamente si era trasferita a Madrid, dove aveva trovato nuove opportunità professionali.
Come racconta Il Messaggero, proprio nella capitale spagnola Daniela aveva conosciuto il compagno, con il quale aveva formato una famiglia. Il viaggio verso l'Andalusia era legato alla sua attività lavorativa. I parenti attendono ancora informazioni che consentano di chiarire cosa le sia accaduto.
Tra le persone coinvolte nella tragedia figura anche Ana Martina Conte Grand, 32 anni, italo-argentina originaria di San Juan. La giovane viaggiava insieme al fratello Jeremias, che ha raccontato di averla vista senza vita accanto a sé dopo l'impatto. La sua morte è stata riportata anche dalla stampa argentina, mentre proseguono le procedure ufficiali di identificazione delle vittime.
Le ricerche riguardano inoltre Marta Shahbazi Alonso, biologa molecolare spagnola di 41 anni, della quale non si hanno notizie dopo l'incidente. La ricercatrice viaggiava sull'AVE partito da Madrid e diretto a Siviglia, con l'obiettivo di raggiungere El Rompido, in Andalusia, per partecipare a un congresso scientifico.
Shahbazi era attesa all'incontro organizzato dalla Società spagnola di Biologia dello sviluppo, durante il quale avrebbe dovuto ricevere un riconoscimento per l'eccellenza della sua attività di ricerca. Dal 2020 dirige un gruppo di ricerca presso il Laboratorio di Biologia Molecolare di Cambridge, nel Regno Unito, ed è considerata una figura di rilievo negli studi sullo sviluppo embrionale.
Intanto, le autorità spagnole continuano le operazioni di identificazione delle vittime e gli accertamenti sulle cause della collisione. Il bilancio provvisorio resta di 69 morti, mentre numerose famiglie attendono risposte sulla sorte dei propri cari. Le indagini dovranno chiarire la dinamica dell'incidente e le circostanze che hanno portato allo scontro tra i due convogli.
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