Re Carlo balla alla parata Junkanoo alle Bahamas, tra memoria della schiavitù e impegni ambientali
Alle Bahamas, Carlo III partecipa a una parata Junkanoo con strumenti musicali e ballerini in costume. La giornata a Nassau arriva dopo il discorso sulle ingiustizie della schiavitù, senza però le scuse formali richieste da alcuni Paesi caraibici.
Una giornata tra tradizioni popolari, incontri con i giovani e iniziative per la tutela dell'ambiente ha caratterizzato il 28 ottobre la seconda tappa del programma di Re Carlo III alle Bahamas. Il sovrano britannico, impegnato in un viaggio di nove giorni nei Caraibi, ha partecipato a Nassau a una colorata sfilata Junkanoo, un'espressione della cultura locale che unisce musica, danza e costumi tradizionali.
Nella Parliament Square della capitale, Carlo ha abbandonato per qualche minuto il consueto protocollo reale. Con un paio di maracas nei colori della bandiera bahamense, un abito elegante e gli occhiali da sole, si è avvicinato ai partecipanti della manifestazione e ha seguito il ritmo dei musicisti. I ballerini, vestiti con abiti vivaci e grandi copricapi decorati con piume, lo hanno accompagnato lungo il percorso, mentre il pubblico applaudiva.
La scena ha offerto un'immagine più informale della visita, iniziata martedì 27 ottobre con un intervento dedicato anche alle conseguenze del colonialismo britannico. Come racconta la Bbc, il sovrano ha riconosciuto il dolore provocato dalla tratta degli schiavi e le ingiustizie che hanno segnato la storia delle isole. Le sue parole, tuttavia, non hanno costituito una richiesta ufficiale di scuse per il coinvolgimento della Gran Bretagna nella schiavitù.
Durante un incontro con i giovani bahamensi, Carlo ha ricordato come una parte significativa dell'identità culturale del Paese sia nata da un passato segnato dalla sofferenza. Il riferimento alle radici storiche delle Bahamas si inserisce nel dibattito sulle responsabilità coloniali britanniche e sulle richieste di risarcimento avanzate da diversi Paesi caraibici.
Prima della partecipazione alla festa popolare, il programma del sovrano aveva previsto una cerimonia in ricordo dei militari caduti della Royal Bahamas Defence Force. Carlo ha incontrato alcuni rappresentanti delle forze armate e ha deposto una corona di fiori presso il Monumento Flamingo, dedicato ai quattro marines bahamensi uccisi nel maggio 1980, quando un aereo militare cubano affondò la motovedetta HMBS Flamingo.
Un'altra tappa della giornata è stata la Bahamas Boxing Academy, dove il Re ha assistito alle attività dei giovani pugili e incontrato allenatori e responsabili della struttura. Alcuni partecipanti indossavano magliette realizzate per l'occasione, sulle quali compariva una caricatura di Carlo con corona, guantoni e cintura da campione di pugilato. Un particolare che ha aggiunto un momento di leggerezza alla visita.
Il viaggio ha riservato spazio anche alla protezione degli ecosistemi naturali. Carlo ha raggiunto il Bonefish Pond National Park, un'area precedentemente utilizzata come discarica e successivamente recuperata attraverso interventi di riqualificazione ambientale. Il parco comprende circa 1.235 acri di mangrovie, una vegetazione fondamentale per la biodiversità e per la difesa delle coste.
Attraversando una passerella costruita nelle zone umide, il sovrano ha osservato i progetti di conservazione realizzati per proteggere un territorio particolarmente esposto all'innalzamento del livello del mare e agli effetti dei cambiamenti climatici. La vulnerabilità delle Bahamas, caratterizzate da vaste aree pianeggianti e costiere, rappresenta uno dei temi affrontati durante la missione nei Caraibi.
Nel parco Carlo ha incontrato anche alcuni studenti impegnati nelle attività di studio sul campo. Si è informato sul loro percorso scolastico, sugli esami e sulle aspirazioni professionali, soffermandosi con i ragazzi interessati a una futura carriera nella biologia marina.
La seconda giornata alle Bahamas ha così riunito diversi aspetti della visita reale, dalle cerimonie commemorative alla valorizzazione delle tradizioni locali, fino ai progetti ambientali. Sullo sfondo rimane il confronto sulla storia coloniale britannica, destinato a proseguire anche nei successivi appuntamenti del viaggio caraibico e durante gli incontri dei leader del Commonwealth.
Bahamas re Carlo III balla con gli abitanti in visita ai Caraibi

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