MacBook Pro OLED touch, Apple supera i 16.000 euro con la configurazione più potente

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Con i nuovi MacBook Pro OLED touchscreen Apple porta il controllo con le dita sui suoi portatili professionali. In Italia i prezzi partono da 3.399 euro, ma le configurazioni più complete possono già superare i 16.000 euro.

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MacBook Pro OLED touch, Apple supera i 16.000 euro con la configurazione più potente
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Per acquistare un MacBook Pro con tutte le opzioni disponibili si può arrivare a spendere oltre 16.000 euro. È il prezzo delle configurazioni più avanzate della nuova gamma OLED touchscreen, presentata da Apple mercoledì 28 ottobre 2026 a Los Angeles durante l'appuntamento Pro and Tell. I portatili debuttano nelle versioni da 14 e 16 pollici, introducendo per la prima volta su un Mac uno schermo utilizzabile direttamente con le dita.

Il listino italiano parte da 3.399 euro per il modello più piccolo e da 3.999 euro per quello da 16 pollici. La cifra aumenta rapidamente scegliendo componenti superiori. Una versione con processore M5 Max, CPU a 18 core, GPU a 40 core e trattamento antiriflesso nanotexture può avvicinarsi ai 6.500 euro. Con 128 GB di memoria unificata e un SSD da 16 TB, il prezzo indicato dal configuratore dell'Apple Store italiano oltrepassa invece la soglia dei 16.000 euro.

Apple introduce così una proposta destinata soprattutto a chi utilizza applicazioni professionali particolarmente impegnative e necessita di elevate capacità di elaborazione e archiviazione. Il nuovo MacBook Pro da 14 pollici con chip M6 e schermo tradizionale, annunciato il 27 ottobre, rimane un'alternativa meno costosa, con un prezzo iniziale di 2.349 euro.

La principale differenza rispetto ai precedenti portatili Apple riguarda il display PROLED XDR. Il pannello utilizza una struttura OLED tandem, composta da due livelli di pixel autoilluminanti, progettata per migliorare luminosità e resa delle immagini. Secondo i dati comunicati dall'azienda, raggiunge 1.000 nit di luminosità continua sull'intera superficie e picchi di 2.000 nit, con un rapporto di contrasto dichiarato di 10.000.000:1.

Lo schermo supporta gli spazi colore P3 e Adobe RGB, caratteristiche rivolte in particolare a fotografi, grafici e professionisti della produzione video. La tecnologia ProMotion regola automaticamente la frequenza di aggiornamento tra 10 e 120 Hz, mentre il trattamento nanotexture, disponibile come opzione, permette di contenere i riflessi negli ambienti molto illuminati.

La componente touch è incorporata nel pannello e consente di eseguire direttamente sullo schermo operazioni che finora richiedevano il trackpad o altri dispositivi di input. Gli utenti possono scorrere documenti, ingrandire immagini con due dita, trascinare elementi, aggiungere annotazioni e intervenire su contenuti tridimensionali.

Per accompagnare questa novità, Apple ha modificato macOS 27 Golden Gate, adattando parte dell'interfaccia all'interazione tattile. Tastiera e trackpad conservano il loro ruolo principale, ma lo schermo diventa uno strumento aggiuntivo per attività specifiche. Tra gli esempi indicati figurano la regolazione dei mixer audio, l'utilizzo di strumenti musicali digitali, la gestione di modelli 3D e le prove delle interfacce durante lo sviluppo di applicazioni.

Un altro cambiamento visibile riguarda la parte superiore del display. Il tradizionale notch lascia spazio alla Dynamic Island, soluzione già conosciuta sugli iPhone, che permette di visualizzare attività in corso, accedere ad alcuni controlli delle applicazioni e interagire con la ricerca Spotlight.

Il nuovo sistema di interazione ha richiesto modifiche anche alla struttura del computer. Apple ha ridotto lo spessore delle cornici, alleggerito il telaio e rivisto la cerniera per limitare le oscillazioni dello schermo quando viene toccato. È stato inoltre riprogettato il sistema di raffreddamento, mantenendo un'impostazione estetica vicina a quella dei MacBook Pro precedenti.

Sul fronte delle prestazioni, i due portatili utilizzano i processori M5 Pro e M5 Max, già introdotti nei modelli professionali precedenti. L'archiviazione può raggiungere 16 TB e Apple dichiara velocità degli SSD fino a due volte superiori rispetto alla generazione passata. L'autonomia massima indicata dall'azienda è di 24 ore, un valore che dipende dalle condizioni di utilizzo e dalla configurazione scelta.

La connettività comprende tre porte Thunderbolt 5, un'uscita HDMI, uno slot per schede SDXC, il connettore magnetico MagSafe 3 e una presa audio. Il chip wireless N1 integra Wi-Fi 7 e Bluetooth 6. Chi lavora con più schermi può collegare fino a tre monitor esterni alle versioni M5 Pro e fino a quattro a quelle equipaggiate con M5 Max.

Apple ha apportato modifiche anche alla riproduzione sonora. Il sistema conserva sei altoparlanti, ma utilizza woofer riprogettati che, secondo l'azienda, consentono di ottenere bassi fino al 50% più profondi. Restano presenti i tre microfoni con funzioni di isolamento vocale e la videocamera integrata.

L'introduzione del touchscreen segna un cambiamento nella strategia seguita per anni da Cupertino. Steve Jobs aveva criticato l'idea di utilizzare con le dita gli schermi verticali dei computer, ritenendo poco ergonomica quella posizione. Anche Tim Cook aveva difeso la separazione tra Mac e iPad, sostenendo che i due dispositivi rispondessero a esigenze differenti e utilizzando il paragone tra frigorifero e tostapane per descrivere i limiti di un prodotto ibrido.

Con la nuova generazione Apple sceglie invece di affiancare l'interazione tattile agli strumenti tradizionali, senza trasformare macOS nel sistema operativo dell'iPad. La novità arriva al termine di tre giornate dedicate al rinnovamento della gamma, iniziate lunedì 26 ottobre con l'iPad mini OLED e proseguite martedì con gli annunci relativi agli iMac M6 e al MacBook Pro M6.

I MacBook Pro OLED touchscreen sono disponibili per il preordine dal 28 ottobre. Le prime consegne e la vendita nei negozi partiranno venerdì 6 novembre. Con prezzi che nelle configurazioni superiori superano quelli di molti computer professionali tradizionali, i nuovi modelli ampliano la fascia più costosa dell'offerta Apple, lasciando al MacBook Pro M6 con display mini-LED il ruolo di soluzione più accessibile per chi non necessita dello schermo touch.

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