Mestre, dodici multe per una siepe sporgente di 15 centimetri: sanzionato anche chi ha un garage

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A Mestre dodici proprietari dello stesso condominio hanno ricevuto una multa ciascuno per una siepe sporgente di 15 centimetri sul marciapiede. Anche il titolare di un solo garage è stato sanzionato, mentre i residenti contestano la scelta.

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Dodici verbali da 182,30 euro per un'unica siepe condominiale che invade il marciapiede di circa 15 centimetri. È quanto accaduto al Condominio Concordia, in viale San Marco 23 a Mestre, dove la polizia locale di Venezia ha sanzionato individualmente i proprietari degli immobili anziché contestare una sola violazione al condominio. Una decisione che ha provocato le proteste dei residenti e aperto una discussione sulle responsabilità nella manutenzione delle aree comuni.

La vicenda riguarda una palazzina composta da nove appartamenti, affacciata su una delle principali strade cittadine. La siepe che delimita la proprietà viene regolarmente potata, ma durante un controllo effettuato il 23 settembre gli agenti hanno rilevato che alcuni rami oltrepassavano il confine del terreno privato, occupando una piccola porzione del passaggio pedonale. Il marciapiede, secondo quanto riferito dai residenti, è largo oltre due metri ed è affiancato da una pista ciclabile.

La particolarità del provvedimento riguarda il numero dei destinatari. Per individuare tutti i proprietari, gli accertatori hanno consultato anche le visure catastali. Sono così arrivati dodici verbali, nonostante gli appartamenti siano soltanto nove. In due casi la sanzione è stata notificata separatamente a marito e moglie, entrambi intestatari dell'abitazione. Nell'elenco figura anche una persona che possiede esclusivamente un garage, corrispondente a due millesimi della proprietà condominiale.

Il totale delle sanzioni ammonta a 2.187,60 euro, considerando gli importi ordinari. La maggior parte degli interessati ha preferito pagare entro cinque giorni dalla notifica, beneficiando della riduzione a circa 130 euro per ciascun verbale. Una scelta dettata soprattutto dalla volontà di evitare ulteriori spese, pur senza condividere il provvedimento.

Secondo quanto raccontato da Il Gazzettino, tra i destinatari ci sono anche due pensionate che vivono sole e per le quali il pagamento rappresenta una spesa significativa. Un altro residente, insegnante in pensione, si è rivolto personalmente alla polizia locale per ottenere chiarimenti dopo aver ricevuto una sanzione insieme alla moglie.

L'uomo riferisce che gli sarebbe stata prospettata la possibilità di presentare ricorso. Ha però deciso di pagare, considerando i costi e il tempo necessari per avviare una contestazione formale. A suo giudizio sarebbe stata comprensibile una multa rivolta al condominio, mentre risulta ingiustificata la scelta di moltiplicare i verbali per una sola irregolarità.

Anche l'amministratrice dello stabile, Margherita Gonella, contesta le modalità dell'intervento. La professionista spiega di aver appreso dell'accertamento soltanto quando i condomini le hanno comunicato l'arrivo delle sanzioni. All'ingresso della palazzina, precisa, era presente una targhetta con i riferimenti dello studio incaricato dell'amministrazione.

Gonella sostiene che la manutenzione del verde viene effettuata regolarmente, con tre potature annuali, due delle quali concentrate tra giugno e settembre. Un contatto preventivo, secondo l'amministratrice, avrebbe consentito di intervenire rapidamente sulla parte eccedente della siepe, eliminando il problema senza arrivare alle multe. Pur riconoscendo il compito di controllo degli agenti, ritiene sproporzionate le conseguenze per i singoli proprietari.

Di diverso avviso è Marco Agostini, comandante della polizia locale veneziana, che difende la correttezza dell'operato degli accertatori. Il dirigente chiarisce che il controllo non è nato casualmente, ma in seguito a due esposti riguardanti proprio quella siepe. Gli agenti, una volta riscontrata la violazione, hanno proceduto secondo le disposizioni che ritengono applicabili.

Agostini richiama l'orientamento della Cassazione sulla responsabilità dei comproprietari, sostenendo che la natura collegiale e solidale degli obblighi giustifichi la contestazione a tutti gli intestatari. Il comandante aggiunge che, davanti a una violazione accertata, gli operatori devono intervenire per evitare di incorrere in un'omissione dei propri doveri d'ufficio.

La spiegazione non convince gli abitanti del Condominio Concordia. I proprietari osservano che la siepe costituisce un bene comune indiviso e che l'eventuale irregolarità riguarda un unico elemento della proprietà. Per questo ritengono che avrebbe dovuto essere emesso un solo verbale, senza distinguere tra proprietari degli appartamenti, comproprietari e titolari di pertinenze.

Il comandante Agostini ribadisce invece che chi non condivide la sanzione può rivolgersi al Giudice di pace. Per il momento, tuttavia, quasi tutti i condomini hanno scelto di versare l'importo ridotto. Resta la contestazione sulla gestione di una violazione provocata da pochi centimetri di vegetazione, che ha comportato dodici notifiche separate e una spesa complessiva rilevante per gli abitanti della palazzina.

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