Scuola a Vico del Gargano, sei gradini impediscono l'accesso a un'alunna in carrozzina

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A Vico del Gargano una bambina in sedia a rotelle deve usare un ingresso laterale insieme alla sua classe, perché sei gradini rendono inutilizzabile il percorso principale. La madre chiede interventi prima del passaggio alle medie.

Foggia
Scuola a Vico del Gargano, sei gradini impediscono l'accesso a un'alunna in carrozzina
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Due anni di lavori nell'edificio scolastico non sono bastati a garantire un accesso senza ostacoli a una bambina con disabilità motoria. Accade a Vico del Gargano, in provincia di Foggia, dove una madre denuncia le difficoltà che la figlia incontra quotidianamente per raggiungere gli spazi della scuola. La rampa realizzata per superare le barriere architettoniche conduce infatti a una scalinata interna che impedisce il passaggio della carrozzina.

Il problema riguarda sei gradini collocati subito dopo l'ingresso. Una situazione che, secondo quanto raccontato dalla donna all'ANSA, rende di fatto inutilizzabile il percorso predisposto per le persone con disabilità. Per raggiungere la propria aula, la bambina deve servirsi di un accesso laterale, diverso da quello utilizzato dagli altri alunni dell'istituto.

Ad accompagnarla lungo il percorso alternativo sono anche i compagni di classe, che hanno scelto di condividere con lei questa modalità di ingresso e uscita. Un gesto di solidarietà che, tuttavia, non risolve il problema strutturale denunciato dalla famiglia: la piccola non può spostarsi all'interno della scuola attraverso gli stessi percorsi degli altri bambini.

La madre ha deciso di raccontare pubblicamente la vicenda attraverso una lettera rivolta direttamente alla figlia, pubblicata sui social. Il messaggio si apre con parole di affetto e amarezza: «Amore di mamma, perdonami». La donna chiede scusa alla bambina per una situazione che considera ingiusta e per le richieste di intervento che, a suo dire, non hanno ancora prodotto risultati.

Nel suo sfogo ricorda soprattutto i lavori eseguiti nell'edificio. Dopo due anni di interventi, spiega, è stata costruita una rampa che la figlia non riesce a utilizzare per raggiungere gli ambienti scolastici. La presenza delle scale obbliga inoltre l'intera classe a servirsi di un'uscita separata da quella degli altri studenti.

Alle difficoltà attuali si aggiunge una preoccupazione per il prossimo anno scolastico. La bambina frequenta l'ultimo anno della primaria e a gennaio la famiglia dovrà procedere con l'iscrizione alla prima media, prevista per settembre 2027. Le aule della scuola secondaria si trovano al primo piano dello stesso edificio, che secondo la madre non dispone né di ascensore né di un impianto per superare le scale.

La prospettiva di dover affrontare ulteriori ostacoli ha spinto la donna a rivolgersi più volte agli uffici comunali. L'ultima richiesta formale, riferisce, è stata presentata il 30 settembre, senza ottenere una risposta. Diverso, invece, il rapporto con la scuola, dalla quale la famiglia afferma di aver ricevuto disponibilità a cercare una soluzione.

La richiesta della madre riguarda la possibilità di garantire alla figlia un accesso adeguato all'edificio e la libertà di muoversi negli spazi scolastici senza dover ricorrere continuamente a percorsi separati. Un intervento che considera necessario anche in vista del passaggio alla scuola secondaria di primo grado.

Nel messaggio pubblicato online, la donna riassume il significato della sua protesta con parole nette: «Questa non è inclusione. Questa è esclusione». Precisa che il suo intervento non vuole essere una polemica, ma una richiesta d'aiuto rivolta a chi può intervenire sulle barriere architettoniche.

Il suo appello si conclude richiamando il diritto della figlia a vivere la scuola nelle stesse condizioni dei compagni, senza che la disabilità diventi un motivo di separazione. La madre chiede che la bambina possa entrare, uscire e frequentare gli ambienti dell'istituto senza ostacoli, «di essere una bambina, non un problema da aggirare».

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