Manovra 2027, ai giovani meno tasse e pensione a 64 anni ancora da definire

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La legge di bilancio 2027 arriva al confronto decisivo con agevolazioni fiscali per i giovani e una possibile uscita dal lavoro a 64 anni. Restano da definire le coperture, mentre il taglio dell'Irpef oltre 50mila euro appare in bilico.

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Il governo si prepara a portare la legge di bilancio 2027 in Consiglio dei ministri, atteso per oggi, mercoledì 28 ottobre. Dopo il vertice di maggioranza, il confronto riguarda soprattutto le risorse da destinare agli interventi fiscali e previdenziali. Tra le misure più vicine a un'intesa figurano gli sgravi per i lavoratori giovani, mentre restano aperte alcune questioni sulle pensioni e sulla riduzione dell'Irpef per il ceto medio.

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni, intervenuta al Forum economico Moneta, ha indicato le priorità dell'esecutivo per il prossimo anno. Il governo intende tutelare il potere d'acquisto delle famiglie, sostenere le aziende che investono e assumono, intervenire sul costo dell'energia e destinare risorse alla sanità. Un'attenzione particolare sarà riservata anche alle nuove generazioni.

Meloni ha ricordato che la preparazione della manovra richiede un equilibrio tra gli impegni politici assunti e la disponibilità finanziaria dello Stato. L'obiettivo, ha spiegato, resta quello di rispettare le promesse fatte agli elettori senza compromettere la tenuta dei conti pubblici. La premier ha inoltre richiamato la complessità del lavoro necessario per costruire una legge di bilancio con margini di spesa limitati.

Uno dei capitoli principali riguarda il trattamento fiscale dei giovani lavoratori. Il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti ha confermato l'intenzione di introdurre agevolazioni per gli under 30, pur riconoscendo che avrebbe preferito destinare ulteriori risorse a questa categoria. Tra le soluzioni allo studio ci sono un ampliamento della fascia di reddito esente dalle imposte, una tassazione ridotta per chi entra per la prima volta nel mercato del lavoro e un'aliquota agevolata del 5% destinata ai neoassunti con meno di 35 anni.

Le condizioni per accedere ai benefici dovranno essere definite nel testo della manovra. Il pacchetto fiscale potrebbe comprendere anche un ampliamento del regime forfettario per i lavoratori autonomi. Interrogato sulla possibilità di innalzare il limite di reddito previsto per la flat tax, Giorgetti ha dato una risposta favorevole, lasciando intendere che la proposta rientra negli interventi in preparazione.

Più incerto appare invece il destino della riduzione dell'Irpef sui redditi superiori a 50mila euro. L'intervento, sostenuto in particolare da Forza Italia, rischia di restare escluso dalla prima versione della legge di bilancio per la difficoltà di individuare le coperture. Il confronto nella maggioranza prosegue e non si escludono ulteriori valutazioni prima dell'approvazione definitiva.

Il vicepremier Antonio Tajani ha indicato tra gli obiettivi del suo partito una maggiore tutela del ceto medio e un alleggerimento delle imposte per i giovani. Forza Italia propone inoltre una carta sanitaria dedicata agli anziani, attraverso la quale ottenere rimborsi per prestazioni non garantite dal Servizio sanitario nazionale. Tra gli esempi figurano le cure odontoiatriche, spesso sostenute direttamente dai cittadini.

Nel programma illustrato da Tajani trovano spazio anche interventi per il personale delle forze armate e delle forze dell'ordine, con l'ipotesi di un trattamento previdenziale specifico. Per il Mezzogiorno, invece, il vicepremier punta a rafforzare gli investimenti nella Zona economica speciale, dove le imprese possono beneficiare di agevolazioni fiscali e amministrative.

Il confronto più delicato sul versante previdenziale riguarda la possibilità di lasciare il lavoro a 64 anni. Matteo Salvini considera questa misura una priorità della Lega e sostiene che nella maggioranza sia stata raggiunta un'intesa politica, accompagnata dalla disponibilità dei finanziamenti necessari. Il vicepremier vorrebbe rendere strutturale la possibilità di anticipare il pensionamento rispetto ai 67 anni previsti come requisito ordinario di vecchiaia, mantenendola anche negli anni successivi al 2027.

La proposta, tuttavia, deve ancora essere tradotta in regole operative. Il ministero dell'Economia e l'Inps stanno valutando gli effetti finanziari della misura e le condizioni di accesso per i lavoratori. Non si tratta quindi, allo stato attuale, di un diritto generalizzato alla pensione a 64 anni già approvato.

Una delle ipotesi discusse dalla maggioranza prevede la costituzione di un fondo specifico, con una dotazione vicina al miliardo di euro per il 2027. I criteri di utilizzo delle risorse potrebbero essere stabiliti attraverso un successivo provvedimento, da adottare a gennaio, dopo la conclusione della sessione di bilancio. La cifra definitiva e il funzionamento del meccanismo restano ancora da precisare.

Sul piano delle coperture, Giorgetti ha riferito che sono stati sostanzialmente definiti i margini legati alla National Escape Clause, la clausola europea che consente una flessibilità temporanea sui vincoli di bilancio a determinate condizioni. Il ministro ha espresso soddisfazione per l'esito del confronto, pur senza indicare ulteriori disponibilità finanziarie per le singole proposte.

La legge di bilancio arriva dunque alla fase decisiva con un insieme di interventi rivolti a giovani, famiglie, imprese e pensionati. Il passaggio in Consiglio dei ministri dovrà chiarire quali misure entreranno effettivamente nel provvedimento, quali saranno rinviate e quali risorse verranno assegnate ai diversi capitoli di spesa.

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