Neil Young contro il comitato di Trump, chiesti 10 milioni per una canzone usata ai comizi
La canzone “Rockin’ in the Free World” torna a dividere Neil Young e Donald Trump. Il musicista contesta l'utilizzo del brano nei comizi per le elezioni di Midterm, nonostante un precedente accordo che ne avrebbe vietato l'uso senza consenso.
Una controversia già affrontata sei anni fa torna davanti alla giustizia americana. Neil Young ha avviato una nuova azione legale contro un'organizzazione politica legata al presidente degli Stati Uniti Donald Trump, accusandola di aver utilizzato senza autorizzazione la sua canzone “Rockin’ in the Free World” durante gli eventi elettorali del Partito Repubblicano. Il cantautore chiede un risarcimento di 10 milioni di dollari per la presunta violazione del diritto d'autore.
La denuncia, depositata lunedì 26 ottobre presso il tribunale federale del distretto orientale della Virginia, riguarda il Trump 47 Committee Inc, organismo impegnato nell'organizzazione e nel finanziamento delle iniziative politiche riconducibili al presidente. Secondo Young, il brano sarebbe stato riprodotto ripetutamente durante i comizi in vista delle elezioni americane di Midterm, senza ottenere il necessario consenso.
Tra gli episodi contestati figura il raduno del 12 ottobre a Youngstown, in Ohio, dove la canzone sarebbe stata diffusa prima dell'intervento di Trump. La denuncia sostiene che il presidente fosse consapevole della necessità di un'autorizzazione e della contrarietà del musicista a concederla.
Il nuovo procedimento riporta alla luce una precedente disputa giudiziaria risalente al 2020. All'epoca Young aveva citato in giudizio Donald J. Trump for President Inc., la società responsabile della campagna elettorale del presidente, contestando l'impiego non autorizzato della stessa composizione musicale.
Secondo quanto riportato nella nuova denuncia, quella vicenda si era conclusa con un accordo attraverso il quale l'organizzazione di Trump si sarebbe impegnata a non utilizzare nuovamente “Rockin’ in the Free World” senza una licenza e il permesso dell'autore. Il ricorso presentato ora sostiene che tale impegno non sia stato rispettato.
La questione, per Neil Young, non riguarda soltanto lo sfruttamento economico della sua musica. Il cantautore, da tempo apertamente critico nei confronti di Donald Trump, ritiene che l'associazione del proprio brano agli appuntamenti politici del presidente possa compromettere la sua immagine pubblica.
Nel documento giudiziario, infatti, Young sostiene di aver subito un danno alla reputazione e al proprio marchio artistico perché l'utilizzo della canzone durante i comizi potrebbe far credere al pubblico che sostenga, anche indirettamente, Trump e le sue posizioni politiche.
Oltre alla richiesta di risarcimento da 10 milioni di dollari, il musicista punta a ottenere un provvedimento che impedisca ulteriori utilizzi non autorizzati delle sue composizioni nelle manifestazioni politiche. Spetterà ora al tribunale valutare le contestazioni presentate e stabilire se sussistano le violazioni denunciate.
Rockin' in the Free World

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