FireMon introduce Agentic AI, agenti per gestire i firewall con approvazione umana

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Le aziende potranno affidare agli agenti AI l’analisi delle regole dei firewall e la preparazione delle modifiche, senza rinunciare all’approvazione umana. FireMon presenta una piattaforma integrabile anche con strumenti esterni.

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Automatizzare l'analisi delle policy di sicurezza senza affidare all'intelligenza artificiale le decisioni definitive sugli accessi alla rete. È questo il principio alla base di FireMon Agentic AI, la nuova tecnologia presentata il 27 ottobre 2026 dall'azienda statunitense specializzata nella gestione delle regole di sicurezza delle infrastrutture informatiche. La soluzione sarà disponibile a novembre e consentirà alle organizzazioni di utilizzare agenti AI per esaminare configurazioni, valutare richieste di accesso e predisporre modifiche da sottoporre ai responsabili della sicurezza.

La piattaforma nasce per ridurre il lavoro manuale richiesto dalla gestione di ambienti aziendali complessi, nei quali firewall di produttori differenti, servizi cloud e sistemi di segmentazione devono rispettare regole coordinate. Anche una semplice richiesta di collegamento tra due applicazioni può comportare verifiche su diversi dispositivi e la valutazione di più configurazioni tecnicamente possibili.

Con Agentic AI, FireMon punta ad affidare agli agenti intelligenti le attività preliminari di ricerca, confronto e pianificazione. Il personale specializzato mantiene invece il controllo sulle scelte operative, sulle autorizzazioni e sull'approvazione degli interventi, evitando che la preparazione automatizzata si trasformi necessariamente in una modifica immediata dell'infrastruttura.

Una delle caratteristiche della nuova soluzione è la possibilità di scegliere come introdurre l'intelligenza artificiale nei processi aziendali. Le organizzazioni potranno utilizzare gli agenti già predisposti da FireMon, modificarne le istruzioni, svilupparne altri oppure collegare sistemi esterni attraverso il Model Context Protocol, conosciuto con la sigla MCP.

Gli agenti lavorano utilizzando le informazioni sulle policy già presenti nella piattaforma. A ciascuno possono essere assegnati compiti specifici, strumenti disponibili e autorizzazioni circoscritte. In questo modo, il sistema può individuare regole esistenti, ricostruire percorsi di comunicazione nella rete e proporre interventi compatibili con i requisiti tecnici dell'organizzazione.

Jody Brazil, fondatore e amministratore delegato di FireMon, ha spiegato che la crescente complessità della sicurezza delle reti non richiede necessariamente nuove infrastrutture. Secondo il dirigente, la risposta consiste anche nell'utilizzare in modo più efficace il patrimonio di conoscenze sulle policy sviluppato dall'azienda in 25 anni di attività, lasciando agli specialisti le decisioni che richiedono una valutazione umana.

Tra gli strumenti annunciati figura FireMon Intelligent Agent, progettato per interrogare e interpretare le informazioni relative alle regole di sicurezza. L'agente può costruire ed eseguire ricerche attraverso Security Intelligence Query Language, o SiQL, presentando i risultati in una forma comprensibile agli operatori. Diventa così possibile verificare quali regole autorizzano una determinata comunicazione e consultare le informazioni pertinenti senza dover scrivere manualmente ogni interrogazione.

Un secondo componente, denominato Network Designer, interviene quando un'applicazione richiede nuove autorizzazioni di rete. Se un servizio deve comunicare tramite HTTPS con una piattaforma di reportistica, l'agente può esaminare le configurazioni disponibili e proporre le modifiche alle regole firewall necessarie per soddisfare la richiesta. Il tecnico riceve quindi una valutazione preliminare da controllare prima di procedere.

Il Policy Change Designer si occupa invece della preparazione coordinata degli interventi. Partendo da una richiesta di accesso, identifica i dispositivi coinvolti, valuta le possibili soluzioni e predispone le modifiche al piano delle policy, compilando anche informazioni operative come i nomi delle regole.

Quando esistono più alternative valide, il processo può fermarsi per richiedere una scelta all'operatore. Le proposte possono essere corrette, rifiutate oppure accettate. Nel flusso dell'agente preconfigurato, l'accettazione permette di salvare il lavoro preparato, ma non determina automaticamente l'applicazione delle nuove regole ai firewall.

FireMon considera questa distinzione essenziale per rispettare le procedure interne delle aziende. Una configurazione tecnicamente corretta potrebbe infatti non essere conforme alle convenzioni utilizzate per identificare gli oggetti di rete oppure alle regole organizzative che disciplinano le autorizzazioni.

La nuova architettura consente inoltre di collegare le informazioni di sicurezza di FireMon ad applicazioni esterne basate sull'intelligenza artificiale. Attraverso FireMon MCP Server, i sistemi autorizzati possono recuperare dati selezionati sulle policy e utilizzare le operazioni supportate dalla piattaforma.

Un'applicazione dedicata alla gestione degli incidenti informatici, per esempio, può affiancare le segnalazioni di sicurezza alle informazioni sulle regole di accesso. Un altro sistema può esaminare una richiesta di collegamento, individuare i firewall interessati e preparare una proposta di modifica senza costringere un tecnico a trasferire manualmente i dati tra strumenti differenti.

La connessione MCP supporta anche la preparazione e il salvataggio delle modifiche nel flusso di lavoro FireMon, quando le autorizzazioni lo consentono. L'applicazione esterna gestisce l'interazione con l'utente, mentre l'accesso alle funzioni viene regolato attraverso credenziali e permessi associati ai ruoli aziendali.

Le organizzazioni potranno configurare il comportamento degli agenti stabilendo istruzioni, strumenti utilizzabili e gruppi di dispositivi sui quali intervenire. Sarà inoltre possibile selezionare un modello linguistico supportato dalla piattaforma, compresi gli ambienti di intelligenza artificiale già approvati internamente.

Sul piano della governance, l'attivazione delle funzioni AI sarà facoltativa e inizialmente disabilitata. FireMon prevede controlli sugli accessi e registrazioni delle attività, così da consentire la verifica delle operazioni svolte dagli agenti. Le decisioni che richiedono approvazione continueranno a essere affidate ai responsabili previsti dalle procedure aziendali.

Secondo FireMon, l'automazione delle verifiche e della preparazione delle modifiche potrebbe permettere ai team di recuperare migliaia di ore di lavoro e migliorare la precisione delle valutazioni sulle policy. Si tratta di benefici prospettati dall'azienda, il cui risultato concreto dipenderà dalle modalità di utilizzo e dalla complessità delle infrastrutture coinvolte.

Il lancio commerciale di FireMon Agentic AI e del relativo server MCP è previsto per novembre 2026. L'offerta iniziale non prevede costi aggiuntivi applicati da FireMon. L'azienda ha inoltre annunciato iniziative dimostrative e un webinar dedicato alle nuove funzionalità, rivolti ai clienti interessati a integrare gli agenti intelligenti nelle attività quotidiane di gestione della sicurezza di rete.

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