Pensioni a 64 anni, Salvini punta alla manovra e annuncia verifiche sui costi
L'uscita dal lavoro a 64 anni anziché 67 è la misura che Matteo Salvini vuole inserire nella prossima manovra. Il leader della Lega sostiene che siano disponibili i fondi, mentre Mef e Inps stanno ancora valutando i costi.
Tre anni di anticipo rispetto all'attuale età ordinaria per la pensione di vecchiaia, con la possibilità per i lavoratori di scegliere quando lasciare il proprio impiego. È il progetto previdenziale che Matteo Salvini intende portare all'esame del governo nell'ambito della prossima legge di bilancio. Il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti ne ha illustrato gli obiettivi durante un intervento a Radio 24, indicando nel superamento della legge Fornero una delle principali richieste della Lega.
La proposta prevede un'uscita volontaria a 64 anni, rispetto ai 67 attualmente stabiliti per la pensione ordinaria di vecchiaia, e non dovrebbe limitarsi al 2027. Salvini vorrebbe rendere questa possibilità disponibile anche negli anni successivi, a partire dal 2028 e dal 2029, trasformandola in una misura stabile anziché in un intervento temporaneo.
Il nodo principale riguarda le risorse economiche. Secondo il segretario leghista, nella maggioranza sarebbe già stato raggiunto un accordo e sarebbero stati individuati i finanziamenti necessari. Il Ministero dell'Economia e delle Finanze e l'Inps stanno però ancora quantificando l'impatto della proposta sui conti previdenziali. Salvini si è detto fiducioso sulla possibilità di assicurare una copertura adeguata.
Il ministro ha ricordato che la Lega sostiene da diversi anni una maggiore flessibilità pensionistica, senza essere riuscita a realizzarla nelle precedenti manovre finanziarie. A suo giudizio, consentire l'uscita anticipata significherebbe restituire ai lavoratori una parte dei contributi accumulati durante la carriera, senza considerare il trattamento pensionistico come una concessione dello Stato.
Salvini ha inoltre criticato il limite dei 67 anni, giudicato eccessivamente elevato, e ha collegato l'eventuale anticipo pensionistico anche al ricambio generazionale nelle aziende. La possibilità per i dipendenti più anziani di lasciare prima il lavoro, secondo il vicepremier, potrebbe liberare opportunità occupazionali per i giovani.
Quanto ai tempi di approvazione, il leader della Lega auspica che la proposta possa approdare già nella successiva riunione del Consiglio dei ministri. Interpellato sulla possibilità che il governo si riunisca il giorno seguente per il varo della manovra, ha precisato che sono ancora in corso i lavori per arrivare a questo appuntamento. La misura resta quindi un obiettivo politico annunciato, non una modifica previdenziale già approvata.
Durante l'intervista a Radio 24, Salvini ha affrontato anche la protesta degli autotrasportatori. Ha annunciato incontri con le rappresentanze del settore, insieme al viceministro Edoardo Rixi, per discutere le difficoltà delle imprese, comprese quelle di dimensioni più piccole. Il governo, ha ricordato, ha sbloccato un miliardo di euro destinato al comparto, prevedendo anche interventi per attenuare gli effetti del caro gasolio.
Secondo il ministro, lo stanziamento dovrebbe contribuire a ridurre le tensioni con gli operatori del trasporto merci. Salvini ha riconosciuto che le associazioni possono avanzare ulteriori richieste, ma ha difeso l'entità delle risorse messe a disposizione, ritenendole un sostegno concreto per le imprese maggiormente esposte all'aumento dei costi del carburante.
Un altro passaggio dell'intervento ha riguardato la guerra in Ucraina e le posizioni espresse dal vicepremier sull'invio di armamenti a Kiev. Salvini ha smentito le ricostruzioni secondo cui la presidente del Consiglio Giorgia Meloni avrebbe reagito con irritazione alle sue dichiarazioni, affermando di non avere notizia di contrasti personali su questo tema.
Il segretario della Lega ha ribadito di aver sostenuto, per lealtà verso la maggioranza, gli interventi di assistenza umanitaria ed economica destinati all'Ucraina. Ha tuttavia rivendicato la necessità di discutere nuovamente l'efficacia delle politiche adottate, comprese le sanzioni economiche e le forniture militari, alla luce del protrarsi del conflitto.
Salvini ha richiamato le difficoltà affrontate dalle imprese e dai cittadini italiani per le conseguenze economiche della guerra, sostenendo che il governo debba valutare anche queste ricadute. La sua posizione è che il confronto sull'utilità degli aiuti e sulle prospettive di conclusione delle ostilità non debba essere escluso dal dibattito della coalizione.
Il vicepremier ha infine assicurato che porterà queste considerazioni ai tavoli della maggioranza mantenendo un atteggiamento di collaborazione con gli alleati. Restano dunque aperti due distinti fronti politici: la definizione delle coperture per l'eventuale pensionamento a 64 anni e il confronto interno al governo sulle future scelte italiane relative al conflitto ucraino.
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