MotoGP in Qatar, Tardozzi difende Marquez e chiede coerenza agli altri piloti

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Marc Marquez non ha chiesto di cancellare il Gran Premio del Qatar, ma garanzie concrete per la sicurezza del paddock. Davide Tardozzi difende il pilota Ducati e critica i colleghi che cambiano posizione davanti agli organizzatori.

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Le preoccupazioni per la sicurezza del Gran Premio del Qatar hanno aperto un confronto tra i piloti della MotoGP e gli organizzatori. Davide Tardozzi, team manager della Ducati, è intervenuto su Sky Sport per chiarire la posizione di Marc Marquez, finito al centro delle discussioni dopo aver evitato di esprimersi pubblicamente sulla trasferta.

Secondo Tardozzi, lo spagnolo non ha mai dichiarato di voler rinunciare alla gara. La sua richiesta riguarda piuttosto le misure da adottare in caso di emergenza, compresa la predisposizione di un piano di evacuazione e di soluzioni alternative che consentano a piloti e personale di affrontare il viaggio con adeguate garanzie.

Il dirigente Ducati ha contestato soprattutto il comportamento di alcuni protagonisti del paddock, accusati di sostenere posizioni molto rigide nelle conversazioni private senza poi confermarle durante gli incontri ufficiali. Marquez, al contrario, si sarebbe assunto la responsabilità di rappresentare preoccupazioni condivise anche da altri colleghi.

«Ci sono stati molti altri che hanno detto cose peggiori, ma non hanno poi avuto il coraggio di ripeterle davanti all'organizzatore», ha spiegato Tardozzi. Il team manager ritiene ingiusto attribuire al campione spagnolo la volontà di bloccare l'appuntamento, quando il suo intervento sarebbe stato finalizzato a ottenere condizioni di sicurezza più precise.

La discussione riguarda il Gran Premio del Qatar, previsto dal 6 all'8 novembre sul circuito di Lusail. La situazione geopolitica in Medio Oriente ha alimentato le perplessità sulla trasferta, spingendo i piloti a confrontarsi direttamente sull'opportunità di partecipare e sulle precauzioni da richiedere agli organizzatori.

Tardozzi ha riconosciuto che esistono circostanze nelle quali sarebbe preferibile non partire. La posizione della Ducati, tuttavia, non è quella di escludere la gara a priori. Qualora venissero assicurati un piano di evacuazione efficace e strumenti adeguati per gestire eventuali criticità, la partecipazione sarebbe possibile.

Nel confronto è stata richiamata anche la posizione di Alessio "Uccio" Salucci, secondo il quale la trasferta dovrebbe svolgersi regolarmente, pur lasciando ai propri piloti la libertà di decidere se partecipare. Una distinzione che porta a considerare anche le responsabilità contrattuali delle squadre.

Su questo aspetto Tardozzi ha precisato che il rapporto formale con l'organizzatore riguarda i team. I piloti sono legati alle rispettive strutture da un contratto e, pur dovendo essere ascoltati sulle questioni di sicurezza, le decisioni organizzative coinvolgono direttamente le squadre.

La questione resta quindi legata alle garanzie che saranno offerte prima della partenza. Per il responsabile Ducati, il punto non è stabilire se Marquez voglia correre o meno in Qatar, ma assicurare che le richieste avanzate dai piloti vengano affrontate concretamente e che ciascuno mantenga davanti agli organizzatori le posizioni espresse in precedenza.

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