Kid Yugi chiude il tour a Roma, tra scenografie gotiche e ricordi di famiglia
Kid Yugi chiude a Roma il suo primo tour nei palazzetti, tornando nella città in cui sono nati i suoi tre dischi. Tra scenografie gotiche, ricordi familiari e brani personali, il rapper di Massafra ripercorre le tappe della sua crescita artistica.
Il Palazzetto dello Sport di Roma ha ospitato l'ultima tappa del primo tour nei palazzetti di Kid Yugi, al termine di un percorso che ha attraversato diverse città italiane, Milano compresa. Per Francesco Stasi, 25 anni, la Capitale rappresenta molto più della sede scelta per concludere i concerti successivi all'uscita di Anche Gli Eroi Muoiono. Durante lo spettacolo, tutto esaurito, il rapper ha raccontato che proprio a Roma sono nati i suoi tre dischi e che qui ha incontrato alcune delle persone decisive per la sua carriera.
Il ritorno nella città assume così un significato particolare per l'artista originario di Massafra, in provincia di Taranto. È partito da un territorio segnato dalla presenza dell'Ilva, dove la musica era inizialmente una passione condivisa con gli amici, prima di trasformarsi in una prospettiva professionale. Il successo del tour conferma il percorso compiuto e il posto conquistato da Kid Yugi nella scena rap italiana.
Per raccontare questo passaggio, lo spettacolo sceglie un immaginario visivo preciso. Sul palco compaiono gargoyle ed elementi architettonici che richiamano una cattedrale gotica, con riferimenti a Notre-Dame in fiamme. Un'ambientazione oscura, vicina all'estetica horror, accompagna canzoni nelle quali convivono disillusione, rabbia, riferimenti letterari e critica sociale. Nel parterre il pubblico si muove al ritmo dei brani, mentre sulle tribune gli spettatori seguono il concerto in piedi.
Accanto alla dimensione scenica trova spazio quella privata. Kid Yugi parla della propria famiglia, presente anche nell'ultima serata del tour. Racconta che il padre lo ha seguito in tutte le date, scherzando su quella che definisce una sua «crisi di mezza età». Ricorda inoltre la sorella, alla quale ha dedicato una canzone durante un periodo particolarmente difficile, segnato dalla malattia.
Non mancano momenti più leggeri. Prima di eseguire alcuni pezzi dai contenuti espliciti, il rapper suggerisce ironicamente alla madre di coprirsi le orecchie, aggiungendo che potrebbe fare anche di peggio. Sono interventi che interrompono temporaneamente l'atmosfera cupa dello spettacolo e restituiscono al pubblico un lato più spontaneo dell'artista.
La scrittura rimane uno degli elementi che caratterizzano la sua proposta musicale. Kid Yugi porta nei testi esperienze personali, relazioni sentimentali complicate, errori e cambiamenti, alternando il linguaggio diretto della strada a immagini tratte dalla letteratura. Anche il riferimento a Tristano e Isotta diventa uno strumento per descrivere il dolore di una relazione conclusa e le responsabilità che accompagnano una separazione.
Dietro questo interesse per le parole c'è una passione nata molto prima della carriera musicale. Da bambino Francesco Stasi immaginava infatti di diventare bibliotecario. La lettura ha continuato ad accompagnarlo anche quando il rap è diventato la sua strada, contribuendo a costruire un linguaggio in cui cultura letteraria ed esperienze quotidiane trovano spazio nello stesso racconto.
Il concerto romano riunisce queste diverse componenti, dalla dimensione autobiografica alle riflessioni sul presente. Le figure sacre in decadenza, gli idoli destinati a cadere e l'immagine degli eroi che muoiono compongono il mondo narrativo sviluppato attorno al nuovo progetto discografico. La conclusione del tour diventa anche l'occasione per ripercorrere il cammino di un ragazzo partito da Massafra e arrivato a riempire i palazzetti, senza abbandonare le storie e i riferimenti che hanno formato la sua identità musicale.
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