Diogo Jota, gli ultimi messaggi della moglie Rute e il video delle nozze mai mostrato
Undici giorni dopo le nozze, Diogo Jota morì in un incidente in Spagna insieme al fratello André Silva. La moglie Rute Cardoso racconta gli ultimi messaggi, il video del matrimonio che voleva mostrargli e le ore trascorse senza notizie.
Un video del matrimonio da vedere insieme al ritorno e una raccomandazione durante il viaggio. Sono alcuni dei particolari raccontati da Rute Cardoso nella biografia autorizzata «Diogo Jota: Forever In Our Hearts», dedicata all'attaccante portoghese del Liverpool morto nel luglio 2025 in un incidente stradale insieme al fratello minore André Silva. Il Liverpool Echo ha pubblicato alcuni estratti del libro, nei quali la moglie del calciatore ricostruisce le ultime comunicazioni con il marito e le ore successive, trascorse nel tentativo di rintracciarlo.
Diogo e Rute si erano sposati appena undici giorni prima della tragedia, dopo una relazione iniziata durante l'infanzia. Il calciatore stava tornando verso il Regno Unito per riprendere gli allenamenti con il Liverpool. Insieme al fratello aveva attraversato la Spagna a bordo di una Lamborghini noleggiata, che avrebbe dovuto riconsegnare a Santander prima di imbarcarsi su un traghetto. L'itinerario comprendeva anche una sosta notturna in un albergo di Benavente.
Rute ricorda di aver scritto al marito poco dopo la partenza per augurargli «Buon viaggio». Jota aveva risposto con un'emoji, ricevendo dalla moglie un'ultima raccomandazione: «Tieni gli occhi sulla strada». La conversazione si era interrotta lì. In seguito, Rute gli aveva inviato un altro messaggio per comunicargli di aver ricevuto alcuni filmati delle nozze che desiderava fargli vedere al suo arrivo. Anche quelle parole erano rimaste senza risposta.
Con il trascorrere del tempo, la donna aveva provato a telefonare sia a Diogo sia ad André, senza riuscire a parlare con nessuno dei due. Aveva quindi contattato l'albergo di Benavente, dove i fratelli avrebbero dovuto fermarsi per la notte. Dal personale era arrivata una risposta che aveva aumentato la sua preoccupazione: non risultava alcun arrivo a nome dei due uomini.
La ricerca di informazioni era proseguita attraverso telefonate a un ospedale e alle forze dell'ordine, inizialmente senza risultati. Rute aveva allora coinvolto lo zio Vitor, che lavorava come autotrasportatore e disponeva di contatti nell'ambiente della polizia spagnola impegnata nei controlli sul trasporto stradale. Il racconto contenuto nella biografia restituisce così la successione dei tentativi compiuti dalla donna prima di conoscere quanto accaduto al marito e al cognato.
Tra i ricordi affidati al libro compare anche un aspetto della personalità di Jota poco legato all'immagine abituale dei calciatori più celebri. Secondo Rute, il marito non aveva una particolare passione per gli oggetti di lusso: «A differenza della maggior parte dei giocatori, a cui piacciono le auto appariscenti, i gioielli e gli orologi, Diogo non era mai stato attratto da quel mondo. Era contento delle auto che avevamo».
La Lamborghini utilizzata per il viaggio in Spagna non rappresentava dunque una sua consuetudine. Prima del matrimonio aveva noleggiato anche una Ferrari, ma la moglie descrive entrambe le scelte come episodi occasionali, lontani dalle preferenze che avevano caratterizzato la loro vita insieme.
Diogo Jota Last Moments ?

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