Carabinieri e rapporti tra colleghi, UNARMA condanna il corteggiamento delle compagne
Per UNARMA, corteggiare la moglie o la compagna di un collega carabiniere compromette la fiducia tra militari anche fuori dal servizio. Il sindacato prende posizione con una nota di Antonio Nicolosi e offre sostegno a chi si sente tradito.
La lealtà tra carabinieri non dovrebbe interrompersi al termine del turno di servizio, ma comprendere anche il rispetto della vita familiare dei colleghi. È il principio richiamato da UNARMA, associazione sindacale dell'Arma, attraverso un comunicato firmato dal segretario generale Antonio Nicolosi, che interviene con parole particolarmente severe nei confronti dei militari che corteggiano mogli, compagne o familiari di altri appartenenti al Corpo.
La posizione espressa dal sindacato riguarda soprattutto il rapporto di fiducia che lega chi condivide la stessa uniforme. Secondo Nicolosi, intromettersi negli affetti di un collega rappresenta una violazione morale che non può essere ridotta a una vicenda esclusivamente privata o giustificata come una debolezza personale.
Nel comunicato, UNARMA definisce simili comportamenti un «vulnus» per l'Istituzione, perché rischiano di compromettere la solidarietà tra quelli che vengono indicati come «fratelli in divisa». Il richiamo riguarda il significato stesso dell'appartenenza all'Arma, fondato, nella lettura del sindacato, su responsabilità reciproche che accompagnano il militare anche lontano dalla caserma.
«La fedeltà non è solo al giuramento», afferma l'associazione, precisando che il rispetto deve estendersi anche alla famiglia di chi presta servizio al proprio fianco. Da qui la convinzione che ferire un collega nella sua sfera affettiva equivalga, sul piano dei valori richiamati da UNARMA, a tradire anche l'uniforme indossata. Il concetto viene riassunto nella formula secondo cui il rispetto è «la prima divisa».
Antonio Nicolosi rivolge inoltre un messaggio diretto ai carabinieri che abbiano subito situazioni di questo genere. «Non sei solo», assicura il sindacato, manifestando la propria vicinanza a chi ritiene di essere stato tradito da una persona con cui condivide il percorso professionale.
Altrettanto esplicita è la condanna indirizzata agli autori dei comportamenti contestati. «Qui non c'è spazio per te», si legge nella nota, che esclude attenuanti legate alla posizione ricoperta all'interno dell'organizzazione. «Non c'è grado, non c'è anzianità, non c'è scusa che tenga», ribadisce Nicolosi, estendendo il proprio giudizio a tutti i livelli gerarchici.
Il segretario generale conclude con una dichiarazione che sintetizza la linea dell'associazione: «La dignità non si negozia. Se corteggi una donna di un collega, non sei un Carabiniere».
L'intervento di UNARMA si configura dunque come una presa di posizione sul piano etico e sindacale, con un richiamo ai principi di onore, correttezza e coesione interna. Per l'associazione, il rapporto tra colleghi non può essere limitato alle attività operative, ma deve poggiare su una lealtà personale che comprenda anche il rispetto degli affetti e della dimensione familiare.
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