Castel d'Azzano, Roberta Bruzzone consulente di Dino Ramponi per il processo sulla strage

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Nel processo per l'esplosione di Castel d'Azzano, la difesa di Dino Ramponi affida a Roberta Bruzzone una consulenza sulla capacità di intendere e di volere. L'esperta esaminerà anche la scena in cui morirono tre carabinieri.

Roberta Bruzzone
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La capacità mentale dei tre fratelli Ramponi sarà uno dei principali temi affrontati nel processo per l'esplosione del casolare di Castel d'Azzano, nel Veronese. Il dibattimento si aprirà lunedì 26 ottobre davanti alla Corte d'Assise di Verona, presieduta dal giudice Raffaele Ferraro. Tra i professionisti incaricati dalle difese figura anche la criminologa Roberta Bruzzone, chiamata a esaminare la posizione di Dino Ramponi.

Il 64enne è assistito dall'avvocato Enrico Bastianello, che ha affidato alla criminologa un incarico articolato su due aspetti. Come riferisce il Corriere del Veneto, Bruzzone dovrà valutare le condizioni psichiche dell'imputato al momento dell'accaduto, con particolare riferimento alla sua capacità di intendere e di volere. Si occuperà inoltre dell'analisi della scena del crimine, individuando eventuali elementi utili alla ricostruzione dei fatti e alla linea difensiva.

Il procedimento riguarda l'esplosione avvenuta il 14 ottobre 2025 durante un intervento delle forze dell'ordine nel casolare della famiglia Ramponi. Nell'episodio persero la vita tre carabinieri, Marco Piffari, Valerio Daprà e Davide Bernardello. A rispondere delle accuse sono Dino, il fratello Franco e la sorella Maria Luisa, imputati per la strage, la detenzione di materiale esplosivo e la resistenza a pubblico ufficiale.

La questione psichiatrica interessa anche la posizione di Franco Ramponi, 66 anni. I suoi difensori, Guido Beghini e Matteo Leso, hanno incaricato lo psichiatra Pietro Lucarini di esaminare l'imputato. Secondo le indiscrezioni riportate, lo specialista avrebbe individuato alcuni tratti psicotici nella sua personalità. Resta tuttavia da accertare se tali caratteristiche possano compromettere la capacità dell'uomo di partecipare consapevolmente al processo.

Per chiarire questo aspetto potrebbe rendersi necessaria un'ulteriore perizia, che gli avvocati di Franco potrebbero sollecitare già durante la prima udienza. La valutazione delle condizioni mentali degli imputati potrebbe quindi assumere un peso rilevante nelle richieste presentate dalle rispettive difese.

Un cambiamento riguarda anche Maria Luisa Ramponi, 60 anni, unica dei tre fratelli detenuta nel carcere di Verona. La donna ha revocato il mandato al precedente avvocato Alessandro Ballottin, che aveva incaricato le psichiatre Silvia Brendolan e Alberta Cimitan, scegliendo di affidarsi a Serena Gasperini, legale del foro di Roma.

La nuova difensora dovrà prendere visione di un fascicolo composto da migliaia di atti, tra verbali, consulenze e testimonianze. Per disporre del tempo necessario allo studio della documentazione, Gasperini potrebbe chiedere i termini a difesa già all'apertura del dibattimento. Un'eventuale richiesta accolta dalla Corte comporterebbe il rinvio dell'udienza, modificando il calendario iniziale del processo.

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