Ucraina, Meloni tra i nomi valutati dall'Europa per negoziare con Putin
L’Europa valuta una propria voce nei negoziati per l’Ucraina e tra i nomi presi in considerazione figura Giorgia Meloni. La scelta nasce dalla volontà di incidere sui colloqui con Mosca dopo le difficoltà della mediazione americana.
Giorgia Meloni figura tra i possibili rappresentanti europei chiamati a confrontarsi direttamente con Vladimir Putin per contribuire alla ricerca di un accordo sulla guerra in Ucraina. L'ipotesi rientra nelle consultazioni avviate tra le capitali del continente per individuare una figura capace di partecipare ai negoziati con Mosca, affiancando il percorso diplomatico finora guidato dagli Stati Uniti.
Secondo quanto riferito al Telegraph da fonti diplomatiche, sarebbero già stati avviati contatti con alcuni dei potenziali candidati. Oltre alla presidente del Consiglio italiana, nella rosa dei nomi compaiono il presidente finlandese Alexander Stubb, quello ceco Petr Pavel, la premier danese Mette Frederiksen e il primo ministro norvegese Jonas Gahr Støre. Si tratta, al momento, di candidature in discussione e non di incarichi formalmente assegnati.
La ricerca di un interlocutore europeo risponde alla crescente preoccupazione per l'andamento della mediazione americana. Dopo oltre un anno di iniziative diplomatiche senza risultati risolutivi, diversi governi ritengono necessario rafforzare la propria presenza nelle trattative tra Kiev e Mosca. A pesare sono anche i dubbi sulla capacità dell'amministrazione di Donald Trump di rappresentare adeguatamente gli interessi europei.
Prima di individuare un negoziatore, tuttavia, i Paesi coinvolti dovranno concordare una linea politica comune. Una persona informata sulle discussioni ha spiegato al Telegraph che il primo passaggio consiste nel raggiungere un'intesa sulla necessità stessa di trattare con i russi. Soltanto dopo sarà possibile definire una posizione condivisa da sostenere durante il confronto con il Cremlino.
Il principale ostacolo diplomatico resta la distanza tra le richieste delle parti. I tentativi promossi da Trump non hanno finora consentito di superare le divergenze, soprattutto per la posizione di Putin, che continua a mantenere rivendicazioni territoriali particolarmente ampie nei confronti dell'Ucraina.
Intanto, sul versante americano, si prepara una nuova fase del negoziato. Mercoledì 21 ottobre, l'inviato della Casa Bianca Steve Witkoff ha annunciato la ripresa dei colloqui trilaterali tra Stati Uniti, Ucraina e Russia, prevista per novembre. Le consultazioni dovrebbero consentire alle delegazioni di tornare a discutere le condizioni di un possibile accordo.
Il nuovo appuntamento diplomatico arriva però dopo alcune decisioni di Washington che hanno modificato i rapporti con Mosca. Tra queste figurano l'allentamento delle sanzioni statunitensi sulle esportazioni russe di diesel e un'intesa per l'importazione del carburante negli Stati Uniti.
È anche alla luce di questi sviluppi che i governi europei intendono definire una partecipazione più incisiva al processo negoziale. L'eventuale scelta di Meloni o di uno degli altri leader esaminati dovrà quindi essere accompagnata da un mandato condiviso, necessario per presentare una posizione europea nei futuri colloqui con Putin.
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