Ucraina, Starlink migliora dopo l'intervento di Trump: l'Europa cerca un inviato per Putin
Dopo le limitazioni che hanno ostacolato le operazioni ucraine con i droni, Trump annuncia il ripristino di Starlink dopo un intervento su Musk. Kiev segnala miglioramenti, mentre l'Europa valuta una propria voce nei colloqui con Putin.
La rete satellitare utilizzata dalle forze armate ucraine torna a funzionare con prestazioni migliori dopo giorni di restrizioni che hanno compromesso diverse operazioni militari. Donald Trump ha annunciato la riattivazione del servizio di Elon Musk, mentre resta da chiarire se tutte le limitazioni siano state effettivamente eliminate. Il presidente americano non ha voluto confermare esplicitamente di aver telefonato al fondatore di SpaceX, pur rivendicando il risultato ottenuto.
Secondo quanto ricostruito dal Wall Street Journal, Trump avrebbe contattato personalmente Musk per chiedergli di intervenire sul sistema Starlink, fondamentale per le comunicazioni e l'impiego dei droni ucraini. Alla Casa Bianca, rispondendo ai giornalisti, il presidente ha descritto come ottimi i propri rapporti con l'imprenditore, evitando però di precisare chi abbia preso l'iniziativa del colloquio. Ha quindi ribadito che il servizio è stato riattivato.
Le difficoltà erano cominciate nei giorni precedenti, quando Volodymyr Zelensky aveva denunciato un rallentamento anomalo di Starshield, la versione militare della tecnologia satellitare sviluppata da SpaceX. Le restrizioni avevano ridotto le capacità operative dei droni ucraini, ostacolando anche le missioni offensive contro obiettivi situati in profondità nel territorio russo. Dopo l'intervento americano le prestazioni sono migliorate, ma da parte Ucraina non risulta ancora confermato un ritorno completo alla normalità.
Sull'origine delle limitazioni rimangono versioni differenti. Musk aveva richiamato il ruolo decisionale delle autorità statunitensi nella gestione di Starshield, indicando nella Casa Bianca e nel presidente i livelli ultimi di responsabilità. Trump aveva invece escluso di aver disposto personalmente il rallentamento della rete.
Il miglioramento delle comunicazioni satellitari arriva durante una fase particolarmente difficile nei rapporti tra Washington e Kiev. La decisione americana di allentare le sanzioni sui combustibili russi e l'accordo per l'acquisto di diesel da Mosca hanno provocato una dura reazione di Zelensky, contrario a qualsiasi iniziativa economica che possa rafforzare il Cremlino.
In un'intervista alla Cnn, il presidente ucraino ha precisato che il contrasto con Trump non riguarda questioni personali. Zelensky ritiene però che favorire Putin e alleggerire la pressione economica sulla Russia significhi aumentarne la forza negoziale. Ha inoltre accusato il presidente americano di essersi collocato dalla parte sbagliata della storia attraverso le recenti decisioni sui rapporti commerciali con Mosca.
Nonostante le divergenze, Kiev continua a considerare Washington un interlocutore decisivo per arrivare a una soluzione diplomatica. Si fa strada l'ipotesi di nuovi colloqui trilaterali tra Ucraina, Stati Uniti e Russia ad Abu Dhabi. In un'altra intervista, concessa a The Diary of a Ceo di Steven Bartlett, Zelensky ha sostenuto che Trump avrebbe gli strumenti necessari per convincere Putin a partecipare ai negoziati. A suo giudizio, il presidente americano dovrebbe rivolgere al leader russo la stessa fermezza utilizzata pubblicamente nei confronti di Kiev.
La prospettiva di una trattativa riapre anche il confronto sul ruolo dell'Unione europea. Secondo Politico Europe, diversi governi stanno valutando la possibilità di individuare una figura incaricata di rappresentare gli interessi europei nei contatti diretti con Putin. L'orientamento, riferito da diplomatici comunitari, rappresentanti politici ed esperti, nasce dalla preoccupazione che un eventuale accordo possa essere discusso principalmente da Washington e Mosca, lasciando Bruxelles ai margini delle decisioni.
La necessità di un interlocutore comune è diventata più urgente dopo la missione in Russia di Steve Witkoff, inviato di Trump, che ha proposto a Putin un vertice con il presidente americano e Zelensky per favorire un cessate il fuoco. I contatti diretti tra Washington e il Cremlino, condotti senza un coinvolgimento sistematico degli alleati europei e dell'Ucraina, hanno accentuato il timore di un negoziato nel quale l'Europa possa avere un peso limitato.
Tra i sostenitori di una rappresentanza europea unitaria figura il presidente ceco Petr Pavel. In un'intervista ad Axel Springer Global Reporters' Network, di cui fa parte Politico, Pavel ha osservato che Putin non riconosce attualmente all'Unione europea un'autorità con cui confrontarsi. Ha ricordato le difficoltà nei rapporti del Cremlino con Ursula von der Leyen e Kaja Kallas, oltre all'interruzione dei contatti con diversi leader, tra cui Emmanuel Macron.
Per il presidente ceco, una possibile soluzione sarebbe affidare a una persona, oppure a un gruppo ristretto, un mandato politico condiviso dai governi europei. Non sarebbe indispensabile scegliere un rappresentante istituzionale dell'Ue o della Nato. La priorità sarebbe individuare interlocutori riconosciuti dagli Stati membri e in grado di parlare a nome dell'Europa in un eventuale confronto diretto con Mosca. Resta ancora aperta la scelta della figura più adatta a svolgere questo compito.
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